scritto da Gennaro Pierri - 03 Aprile 2026 08:25

Venerdì Santo: il giorno in cui Dio ha perso (e forse ha vinto davvero)

Perché forse Dio, quel giorno, non ha perso potenza. Ha scelto di non usarla. E questa scelta continua a disturbare

Il Venerdì Santo è il giorno meno religioso dell’anno. Perché Dio non funziona.

Niente miracoli. Nessuna soluzione. Nessuna via d’uscita. Solo un corpo che cede, una folla che guarda, e un silenzio che pesa più delle parole. Se questa è fede, è una fede scomoda.

Perché sulla croce crolla tutto quello che ci aspettiamo: un Dio forte, utile, risolutivo. Non scende, non reagisce, non si salva. Resta. E muore. Allora diciamolo senza girarci intorno: sembra una sconfitta. Ma è proprio qui che il Venerdì Santo cambia le regole del gioco. Perché mentre tutto fallisce, una cosa non si ritira: l’amore. Non scappa, non si difende, non si giustifica. Resta esposto. Vulnerabile. Fino alla fine. E questo è insopportabile. Perché noi facciamo l’opposto: evitiamo, anestetizziamo, distraiamo. Il dolore lo scrolliamo via. Le ferite le copriamo. Le croci le riduciamo a ciondoli. La croce invece è reale. È quella telefonata che non vuoi ricevere. È quella diagnosi. È quella fine che non avevi previsto. È il punto in cui capisci che non controlli tutto.

E lì, esattamente lì, il Venerdì Santo non ti salva dal dolore. Fa qualcosa di più radicale: lo abita.

Non lo spiega. Non lo giustifica. Non lo cancella. Lo attraversa. E allora la domanda diventa personale, quasi brutale: tu cosa fai davanti a ciò che fa male? Scappi? Lo copri? O resti?

Perché forse Dio, quel giorno, non ha perso potenza. Ha scelto di non usarla. E questa scelta continua a disturbare. Perché se è così, la vera forza non è evitare la croce. È non tradire l’amore quando arriva. E questo, ammettiamolo, è molto più difficile di un miracolo.

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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