scritto da Gennaro Pierri - 05 Agosto 2026 11:27

Il futuro nasce sempre negli occhi di qualcuno

Rileggendo la bolla Pontificia “Salvatoris Nostri” che festeggeremo venerdì prossimo qui a Cava

piazza duomo cava fontana dei delfini
foto by luperman

C’è una scena che mi torna spesso in mente. Un ragazzo esce da scuola con un’interrogazione andata male. Ha lo sguardo basso, quello di chi pensa di valere esattamente quanto il voto appena ricevuto. Incontra un professore.

Potrebbe limitarsi a registrare il fallimento. Invece gli dice soltanto: «Io continuo a credere in te». Sono sette parole.

Eppure, a volte, è così che cambia una vita. Ci hanno insegnato che amare significa proteggere, aiutare, correggere. Forse è vero. Ma c’è una forma d’amore ancora più alta e infinitamente più rara: credere nel futuro di qualcuno quando quel futuro non si vede ancora.

Oggi, invece, siamo diventati bravissimi a misurare tutto. Prestazioni, risultati, classifiche, follower, curriculum. Il mercato ci ha abituati a pretendere l’immediato. Consegne in giornata, risposte istantanee, successi veloci. Ci vende una promessa seducente: eliminare l’attesa. Come se il tempo fosse sempre un nemico. Ma le persone non maturano come un’applicazione che si aggiorna con un clic. Hanno bisogno di tempo. E soprattutto di qualcuno che abbia il coraggio di aspettarle.

È questo il dettaglio che più mi colpisce rileggendo la Salvatoris Nostri.

Papa Bonifacio IX non si limita a descrivere ciò che Cava è già diventata. Guarda quella terra, ne riconosce la vitalità, la forza della sua comunità, la ricchezza della sua esperienza civile e religiosa e decide di elevarla al rango di città. Non certifica semplicemente un presente. Compie un atto di fiducia verso il futuro. Ed è qui che quel documento medievale smette di parlare del Trecento e comincia a parlare di noi. Perché esistono due modi di esercitare qualsiasi responsabilità.

Il primo è amministrare ciò che esiste, il secondo è generare ciò che ancora non c’è. Il primo fotografa, il secondo immagina. Il primo cerca conferme, il secondo accetta il rischio di scommettere sulle persone. La storia, in fondo, non è mai stata cambiata da chi aveva ragione. È stata cambiata da chi ha avuto fiducia. Un padre che continua a vedere un figlio oltre i suoi errori. Un insegnante che intravede un talento nascosto dietro una svogliatezza apparente. Un allenatore che non sostituisce un ragazzo al primo errore. Un amministratore che governa una città pensando ai bambini che la abiteranno fra vent’anni, non ai consensi della prossima stagione. Forse il nostro tempo non soffre per la mancanza di intelligenza. Soffre perché ha smesso di investire sul non ancora. Preferiamo prevedere piuttosto che sperare. La previsione si nutre di statistiche. La speranza, invece, domanda coraggio. E il coraggio è sempre un anticipo di fiducia.

Tra pochi giorni Cava ricorderà quel 7 agosto 1394 che ne segnò la nascita ufficiale. Sarebbe un peccato ridurre quella data a una rievocazione in costume o a una pagina di storia locale. Perché la vera eredità della Salvatoris Nostri non è un titolo. È uno sguardo. Lo sguardo di chi riesce a vedere un domani dove gli altri vedono soltanto l’oggi.

E allora, forse, la domanda più importante non riguarda Bonifacio IX. Riguarda ciascuno di noi. Nella vita delle persone che incontriamo ogni giorno, siamo quelli che certificano ciò che sono… o quelli che hanno il coraggio di vedere ciò che potrebbero diventare?

 

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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