scritto da Nino Maiorino - 06 Maggio 2024 06:59

I bisticci tra Fini e Berlusconi: Sallusti svela i retroscena

 

Alessandro Sallusti, attuale Direttore Responsabile de “Il Giornale Nuovo” (esiste un altro quotidiano dal nome “Il Giornale” a Varese), è un giornalista che, nonostante sia presente nei principali talk-show televisivi, non gode di eccessive simpatie, pure da parte di chi gli riconosce chiarezza di linguaggio negli interventi finalizzati al sostegno delle forze politiche alle quali si ispira, ovviamente di destra, segnatamente Forza Italia.

E’ stato un fedelissimo di Silvio Berlusconi dalla prima ora della sua discesa in campo, e non ha mai tradito né lo schieramento, né il partito.

Ma dopo la condanna, recentissima, di Giafranco Fini, ex Presidente della Camera, nel processo, durato 7 anni, che lo ha visto condannato a 2 anni e 8 mesi di carcere per riciclaggio in relazione alla compravendita, nell’anno 2008, di un appartamento a Montecarlo lascato in eredità dalla Contessa Annamaria Colleoni ad Alleanza Nazionale, Sallusti ha sciolto la lingua.

Insieme a Fini è stata condannata a 5 anni di reclusione anche la compagna Elisabetta Tulliani, e il fratello di lei, Giancarlo Tulliani, a 6 anni; il padre dei due, Sergio Tulliani, a 5 anni.

La Procura di Roma aveva chiesto 8 anni per Fini, 9 anni per la compagna Elisabetta, 10 anni per il cognato Giancarlo, e 5 anni per il padre Sergio.

Sui giornali la notizia della condanna non ha avuto eccessivo risalto, qualcuno non l’ha nemmeno menzionata.

Fino alle sentenze, ovviamente, Sallusti ha sempre taciuto, ma poi ha fatto qualche rivelazione che però non lascia molto perplessi.

Alessandro Sallusti è un giornalista esperto, navigato, che sa quando parlare e cosa dire: se in questa circostanza è intervenuto, non crediamo che lo abbia fatto ingenuamente, evidentemente ha le sue ragioni, probabilmente si è voluto togliere dalla scarpa qualche sassolino.

Ma prima di passare alle supposizioni vediamo cosa ha detto.

“Certa stampa, Repubblica in testa, si limitò a scrivere articoli feroci contro di noi: doveva essere tutta una montatura organizzata da Berlusconi e dai suoi servi”, ha detto Sallusti, sarcastico.

Ma il direttore de Il Giornale ha ricordato anche altro, utile a valutare uomini e situazioni.

Ha raccontato che l’inchiesta de Il Giornale sulla casa di Montecarlo divenne il settimo di nove punti elencati da Fini, in un incontro con Berlusconi, per trattare la sua permanenza nel centrodestra, dove scalciava da tempo, insofferente della leadership dell’uomo di Arcore.

Chiese il licenziamento dello stesso Sallusti e di Vittorio Feltri dal giornale di famiglia, cui Berlusconi cercò di sottrarsi dicendo a Sallusti per telefono, alla presenza dell’interessato, che bisognava “chiedere scusa a Fini e pubblicare un relativo articolo in prima pagina”, di cui era stata già preparata “una bozza”.

Salvo poi telefonare a bassa voce “dal cesso” allo stesso Sallusti per dirgli: “Ma tu sarai mica matto a pubblicare quella roba lì”.

“Tutta una sceneggiata. Era fatto così il Cavaliere”, lo rimpiange ancora il direttore de Il Giornale.

Fini, leggendo ciò che ha scritto Sallusti, sarà rimasto peggio che sentendo la sentenza di condanna in piedi, fra i suoi avvocati, nell’aula del tribunale di Roma, prima di sedersi e bere un po’ d’acqua.

Tutto molto divertente, ma che fa attribuire a Sallusti il motto che distingue la gloriosa Arma dei Carabinieri: “Nei secoli fedele”.

Il che, per il bistrattato Sallusti, è un apprezzamento per il suo Benefattore Berlusconi, al quale tutti hanno sempre riconosciuto la sua fedeltà e disponibilità verso i suoi collaboratori che non l’hanno tradito, come dimostrano tanti episodi, uno per tutti la vicenda Dell’Utri.

Classe 1941 – Diploma di Ragioniere e perito commerciale – Dirigente bancario – Appassionato di giornalismo fin dall’adolescenza, ha scritto per diverse testate locali, prima per il “Risorgimento Nocerino” fondato da Giovanni Zoppi, dove scrive ancora oggi, sia pure saltuariamente, e “Il Monitore” di Nocera Inferiore. Trasferitosi a Cava dopo il terremoto del 1980, ha collaborato per anni con “Il Castello” fondato dall’avv. Apicella, con “Confronto” fondato da Pasquale Petrillo e, da anni, con “Ulisse online”.

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