Alcide De Gasperi, l’uomo che ricostruì la democrazia: quando la politica diventa servizio e la fede responsabilità
Nel 72° anniversario della morte, il card. Baldassare Reina richiama l’attualità della testimonianza di De Gasperi: un politico capace di unire rigore morale, visione europea e dedizione al bene comune
Nel settantaduesimo anniversario della morte di Alcide De Gasperi, la Chiesa di Roma e la società civile tornano a interrogarsi su una delle figure più decisive della rinascita democratica italiana e della costruzione dell’Europa. Il cardinale Baldassare Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma, ne tratteggia un profilo che non appartiene soltanto alla memoria storica, ma continua a parlare al presente, indicando una via possibile per una politica più alta, più sobria, più umana.
Un uomo di fede discreta e profonda
De Gasperi, ricorda il card. Reina, fu “uomo di fede profonda, austera, mai ostentata”, una fede che non cercava visibilità ma che operava come criterio di discernimento. La sua biografia attraversa le ombre del Novecento: la persecuzione fascista, il carcere, le fratture ideologiche di un continente lacerato. Da quelle prove nacque una concezione della politica lontana dalla seduzione del potere e dalla logica amico‑nemico, fondata invece sulla responsabilità e sulla misura.
La visione oltre le macerie
La statura di De Gasperi si rivelò soprattutto nel dopoguerra, quando l’Europa usciva devastata dai nazionalismi e dalle ideologie totalitarie. In quel contesto seppe indicare una strada nuova: la riconciliazione come fondamento della convivenza e istituzioni capaci di trasformare antiche inimicizie in un destino comune. È la radice del progetto europeo, che egli contribuì a plasmare con lungimiranza e tenacia.
Una politica come forma di carità
Il card. Reina richiama anche le parole di Papa Leone XIV, che nel 2025 ne ha ricordato l’esempio: “La politica, la diplomazia e la difesa nazionale diventano strumenti di autentica carità quando sono vissute con animo umile”. Per De Gasperi, l’amore per Dio non era separato dalla dedizione alla Patria: era, piuttosto, la sorgente che ne orientava le scelte, impedendo che la fede diventasse strumento di potere o di identità contrapposta.
Una memoria viva nella Chiesa di Roma
La Chiesa di Roma conserva un legame particolare con De Gasperi: le sue spoglie riposano nella basilica di San Lorenzo fuori le Mura e il 28 febbraio 2025 si è conclusa, nel Palazzo apostolico lateranense, la fase diocesana della causa di beatificazione. Un percorso che riconosce nella sua vita non solo l’impegno politico, ma una testimonianza cristiana vissuta nella storia, dentro le sue contraddizioni e le sue ferite.
Un’eredità che interroga il presente
A settantadue anni dalla morte, la figura di De Gasperi continua a porre domande urgenti: è ancora possibile concepire la politica come servizio e non come possesso? Come costruzione paziente e non come conflitto permanente? Il card. Reina risponde indicando la sua eredità più profonda: “La ricerca del bene comune, vissuta con rettitudine e umiltà, può diventare luogo nel quale la fede prende carne”.
In un tempo segnato da polarizzazioni e da una crescente sfiducia verso le istituzioni, la testimonianza di Alcide De Gasperi resta un invito a recuperare la dignità della politica e a riconoscere che la storia può essere abitata con fede, senza trasformare la fede in bandiera o strumento di potere. Una lezione che continua a parlare, forse oggi più che mai. (fonte SIR)







