scritto da Carolina Milite - 16 Agosto 2026 08:08

Siena, il Palio dell’Assunta: storia, curiosità e segreti della corsa più famosa d’Italia

Perché si corre proprio il 16 agosto? La risposta ci porta molto più lontano di Siena, fino all’antica Roma

Il 16 agosto Siena torna a vivere uno dei suoi appuntamenti più antichi e spettacolari. Piazza del Campo si riempie di colori, bandiere e migliaia di persone arrivate da ogni parte del mondo per assistere al Palio dell’Assunta, la corsa delle dieci Contrade che in poco più di un minuto può regalare una gioia immensa o una delusione destinata a durare un anno.

Ma perché si corre proprio il 16 agosto?

La risposta ci porta molto più lontano di Siena, fino all’antica Roma.

Il Ferragosto che conosciamo discende dalle Feriae Augusti, le feste istituite da Augusto nel 18 a.C. per celebrare la fine dei lavori agricoli e concedere un periodo di riposo alla popolazione. Erano giorni di banchetti, giochi e festeggiamenti, durante i quali anche gli animali da lavoro venivano lasciati a riposo e adornati con fiori.

E i Romani, si sa, amavano le corse dei cavalli. Nei giorni di festa se ne organizzavano nei circhi, dove il pubblico accorreva per assistere alle gare delle quadrighe. Il cavallo non era soltanto un animale da lavoro o da guerra: diventava protagonista dello spettacolo e della festa.

Anche la parola Palio viene da lontano. Deriva dal latino pallium, il drappo di stoffa preziosa che veniva dato in premio al vincitore. Col tempo, quel premio finì per dare il nome alla corsa.

Ma se ci spostiamo ancora più indietro, nella Siena degli Etruschi, troviamo un’immagine sorprendentemente familiare.

A Poggio Civitate, nei pressi di Murlo, è stato ritrovato un fregio del VI secolo avanti Cristo con figure di cavalieri. Sono rappresentati a cavallo, senza sella, proprio come i fantini del Palio. Non significa, naturalmente, che il Palio di Siena sia nato dagli Etruschi: tra quelle immagini e la corsa di oggi ci sono più di duemila anni di storia. Ma il particolare è curioso e racconta quanto sia antico, in questa terra, il rapporto tra cavallo, festa e competizione.

Il cavallo ritorna anche nelle feste romane e medievali, spesso al centro di giochi e corse che accompagnavano le grandi ricorrenze religiose. E Siena non fece eccezione.

Già nel Medioevo, per la festa dell’Assunta, si correva il Palio alla lunga: non ancora nella Piazza del Campo che conosciamo oggi, ma lungo le strade cittadine. I cavalli partivano da una delle porte della città e correvano fino al Duomo. E c’è un particolare che ci riporta ancora più vicino al mondo antico: in quelle corse il cavallo poteva essere lasciato correre senza fantino.

Il premio era un pallium, un drappo prezioso. La parola era la stessa che aveva indicato, secoli prima, il premio delle corse.

Poi la storia cambia ancora.

Nel Seicento la corsa entra nella Piazza del Campo e prende lentamente la forma che conosciamo. Ma anche qui il Palio non nasce già “confezionato”. Cambiano le regole, cambiano i protagonisti, cambiano le Contrade che partecipano.

E persino il Palio d’agosto, quello che oggi consideriamo una tradizione intoccabile, ha una storia piuttosto curiosa.

Nel 1701 l’Oca, dopo aver vinto il Palio di luglio, chiese di poterlo correre di nuovo. Una seconda volta, una ricorsa. La data scelta fu il 16 agosto, nell’ambito delle celebrazioni dell’Assunta. Da quella iniziativa nacque il secondo Palio dell’anno, quello che ancora oggi porta il nome della Madonna Assunta.

È un dettaglio che dice molto sulle tradizioni: spesso non nascono tutte insieme, come siamo portati a immaginare. Si aggiungono, si trasformano, si sovrappongono e, dopo qualche secolo, diventano semplicemente “la tradizione”.

E forse è proprio questo il dettaglio più affascinante.

Guardando oggi Piazza del Campo, con i cavalli che corrono sul tufo, le bandiere delle Contrade e il suono dei tamburi, è facile avere l’impressione di assistere a qualcosa rimasto intatto nei secoli.

In realtà, dentro quel minuto di corsa si sono sedimentati pezzi di epoche diverse: le feste agricole dell’antica Roma, i giochi equestri del mondo antico, le corse medievali, la devozione per l’Assunta e la storia delle Contrade.

Il Palio è arrivato fino a noi proprio così: non come una fotografia del passato, ma come una tradizione che, nei secoli, ha continuato ad aggiungere nuovi strati alla propria storia.

Buon Palio, dunque, a chi avrà la fortuna di viverlo a Siena, a chi lo seguirà da lontano e, soprattutto, alle dieci Contrade che oggi affideranno a quei tre giri di Piazza del Campo sogni, speranze e una passione che dura tutto l’anno. Che vinca la migliore. E che sia, ancora una volta, una grande festa.

Diplomata al liceo classico, ha poi continuato gli studi scegliendo la facoltà di Scienze Politiche. Giornalista pubblicista, affascinata da sempre dal mondo della comunicazione, collabora con la rivista Ulisse online sin dalla sua nascita nel 2014, occupandosi principalmente di cronaca politica e cultura. Ideatrice, curatrice e presentatrice di un web magazine per l'emittente web Radio Polo, ha collaborato anche col blog dell'emittente radiofonica. Collabora assiduamente anche con altre testate giornalistiche online. Nel suo carnet di esperienze: addetto stampa per eventi e festival, presentazione di workshop, presentazioni di libri e di serate a tema culturale, moderatrice in incontri politico-culturali.

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