Coronavirus, sulle riaperture le Regioni in pressing sul Governo

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Oggi la riunione della Conferenza delle Regioni in cui si parlerà dell’aggiornamento delle linee guida. Si va verso regole meno stringenti per bar e ristoranti all’aperto

Dopo le piazze, sono le Regioni a chiedere a gran voce un piano con date precise per la ripresa delle attività economiche e sociali.

Difficilmente, dato l’andamento dei contagi, si potrà partire prima di maggio, ma le ipotesi che circolano continuano a prevedere che il primo via libera possa riguardare bar e ristoranti, privilegiando gli esercizi che hanno la possibilità di lavorare (anche) all’aperto nelle zone dove la situazione sanitaria è maggiormente sotto controllo.

Le Regioni propongono anche un’estensione del ‘coprifuoco’ almeno fino a mezzanotte, anche se è molto difficile che l’idea possa sedurre chi deve decidere. Se ne dovrebbe discutere domani nella riunione della cabina di regia del governo, mentre oggi si riunirà la Conferenza delle Regioni con all’ordine del giorno anche, appunto, le “valutazioni sull’aggiornamento delle Linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative”.

Intanto la ministra per gli affari regionali, Mariastella Gelmini, si è detta convinta che “già questa settimana definiremo il cronoprogramma per le riaperture”, anche se “dobbiamo procedere con cautela, per evitare di commettere errori e dover richiudere”.

Nel giorno in cui un gruppo di attori e artisti ha occupato simbolicamente il Globe Theatre di Roma in segno di protesta, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha da parte sua assicurato che farà “tutto il possibile per garantire una riapertura”, ma in sicurezza. L’esponente Pd ha aggiunto di aver chiesto di “ampliare, nelle zone gialle, la capienza dei locali e passare dal 20 al 50%, dunque fino a 500 persone al chiuso e 1000 all’aperto, con la possibilità alle Regioni di concedere deroghe per luoghi che diano la disponibilità di una capienza maggiore”.

Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, si è detto infine speranzoso sul fatto che “già la settimana prossima, sulla base dei dati, si possano dare segnali concreti di speranza”. (fonte Confcommercio Articolo originale integrale)

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