scritto da Francesco Angrisani - 08 Settembre 2026 10:46

PILLOLA INFORMATIVA  Eolico, l’Europa accelera. L’Italia rallenta

La crescita dell’eolico procede a ritmi sostenuti, ma per mantenere questo slancio saranno decisive procedure autorizzative più rapide, il potenziamento delle reti elettriche e una maggiore elettrificazione dei consumi

Nei primi sei mesi del 2026 l’Europa ha installato 8,8 GW di nuova capacità eolica, il 30% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Un ritmo di crescita che potrebbe portare il continente verso un nuovo anno record.

La Germania guida la crescita, con 3,4 GW installati nel primo semestre, mentre nell’Unione europea sono stati complessivamente aggiunti 7,1 GW.

L’Italia mostra invece un andamento meno positivo, con una riduzione dei volumi autorizzati rispetto al periodo precedente. Tempi e capacità delle procedure autorizzative continuano infatti a rappresentare uno dei principali ostacoli allo sviluppo delle energie rinnovabili.

Secondo le stime di WindEurope, entro il 2030 l’Europa potrebbe raggiungere 436 GW di capacità eolica, di cui 342 GW nell’Unione europea, arrivando a coprire circa il 27% della domanda elettrica europea.

La crescita dell’eolico procede quindi a ritmi sostenuti, ma per mantenere questo slancio saranno decisive procedure autorizzative più rapide, il potenziamento delle reti elettriche e una maggiore elettrificazione dei consumi.

Accelerare sulle rinnovabili significa rafforzare la sicurezza energetica, ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e accompagnare la transizione verso un sistema energetico più pulito e competitivo.

E nel nostro territorio, cosa possiamo fare?

La sfida per l’Italia è trasformare il potenziale delle energie rinnovabili in progetti concreti, sostenibili e realizzabili, garantendo al tempo stesso adeguati strumenti di pianificazione e coinvolgimento delle comunità locali.

Fonte: Greenreport.it, “UE col vento in poppa: in sei mesi nuova capacità eolica per 8,8 GW e potrebbe fare un 2026 da record. Male l’Italia?”; dati WindEurope.

Cavese, dopo la maturità scientifica prosegue gli studi in Economia e Commercio, ma è il mondo del volontariato a segnare in modo decisivo il suo percorso umano. Fin dal 1980 si impegna nell’associazionismo ambientalista, muovendo i primi passi nel M.A.P.A.N. (Movimento Anticaccia Protezione Animali Natura), con cui promuove campagne di sensibilizzazione contro la strage dei cuccioli di foca destinati all’industria delle pellicce. Il suo impegno civile si amplia con iniziative di respiro internazionale, tra cui la raccolta firme a sostegno della candidatura di Nelson Mandela al Premio Nobel per la Pace. Per quasi un decennio dedica tempo ed energie alla tutela dei cani abbandonati, collaborando con un ricovero situato tra Vietri sul Mare e Molina, occupandosi dell’assistenza agli animali e della sensibilizzazione sul tema del randagismo. Parallelamente porta avanti un percorso politico locale, diventando consigliere della Prima Circoscrizione di Cava de’ Tirreni nella Lista Verde Alternativa, con un’attenzione particolare alla tutela ambientale e alla partecipazione civica. La sua vocazione per uno stile di vita sostenibile si traduce anche in un progetto imprenditoriale: è cofondatore de L’Orto Biologico, negozio specializzato in alimenti biologici che da quasi quarant’anni promuove un’alimentazione sana, il consumo consapevole e il rispetto dell’ambiente.

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