LIBRI & LIBRI “Rea d’amore”: la poesia di Elvira Venosi in arte Selvaggia Leone

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Nome ruggente, quello scelto dalla giovane poetessa e cantautrice nocerina Elvira Venosi, 36 anni, giovane madre, laureata in Giurisprudenza ed impiegata della Provincia di Salerno.

Uno pseudonimo, Selvaggia Leone, volto sì ad esaltare e a rimarcare la sua spiccata indole felina, ma anche, e soprattutto, a mascherare le sue tante fragilità di donna, che, non a caso, nella sua prima opera lirica si dichiara “colpevole di aver amato”.

“Rea d’Amore” de Il Quaderno edizioni raccoglie i componimenti degli amori vissuti, cercati, sognati ma anche negati e soprattutto incompiuti dell’autrice, con toni che spaziano dalla dolcezza femminile, alla rabbia, al rancore, al risentimento per poi rimarcare il richiamo al selvaggio godimento della vita e dell’eros. Ed in questa chiave si ritrovano il corpo e l’anima del libro e delle sue tre parti: “Semplicemente t’amo” con le sue poesie d’amore puro, intriso di femminile dolcezza, “Maledettamente t’amo” con le liriche di amore-odio catulliano, caratterizzate dal devastante dolore per il fallimento dell’amore e per la difficile accettazione del rifiuto e dell’abbandono. Ma, per non lasciare al lettore il suo stesso amaro, nell’ultima parte, intitolata “Eros e Venere”, l’autrice ha operato una sorta di inno alla gioia, seppur momentanea ma infinita, suscitata dall’esplosione perfetta dell’eros.

Tanti i richiami al mondo classico: da Catullo a Saffo, a Virgilio e Omero. In particolare ricorrono due personaggi cari all’autrice per la travagliata storia d’amore: Penelope (in cui lei si impersonifica, per la sua lunga attesa dell’amato) e Ulisse. Quest’ultimo diviene protagonista, alla maniera “selvaggia”, di un singolare approdo ad Itaca, che più che un’isola diviene mare di poetico piacere erotico.

Al centro di tutto si potrebbe a prima vista collocare il dominio dell’Amore di coppia, con le sue luci di selvaggio godimento e le sue ombre di devastante fallimento. Ma non si può non calcolare e considerare determinante anche la cornice, stavolta targata Elvira Venosi, non più o non tanto Selvaggia Leone. Infatti il libro è dedicato ai suoi veri amori, la figlia e la famiglia. Per di più la prima poesia è dedicata alla Luce della sua vita, la figlia Claudia, in un programma affettuosissimo di cammino insieme tra petali e spine, la seconda lirica al dolore del caro cugino Mattia, che non può godere l’incantevole universo della vita per un grave problema fisico. Gli ultimi versi sono consacrati al tenero pensiero di un amoroso affetto e alla lacerante memoria dell’amato Simone, il suo primo amore adolescenziale, tarpato alla vita nel momento più fiorito.

Vincitrice di diversi premi letterari, nel 2016 si cimenta con il canto ed il mondo del cantautorato,  incidendo un brano, arrangiato dal cantautore Michele Pecora, dall’irriverente titolo “Erotica”. Tale canzone, per l’audacia del testo, le ha permesso di essere notata dall’ex tour manager di Lucio Dalla, il discografico Marcello Balestra. Ma, per motivi familiari e lavorativi, deve rinunciare al sogno del tanto ambito contratto discografico.

Donna dallo spirito combattivo, per reagire ai tanti dolori e delusioni della sua vita sentimentale molto travagliata, ha scelto la sua migliore arma: la sua arte: la poesia, il suo primo amore, mai dimenticato. “Rea d’amore” è la sua via d’uscita da un tunnel di dolore. E quella luce ritrovata oggi illumina i suoi sorrisi e alimenta la sua inconfondibile ironia. Possiamo ascoltarla, infatti, a Radioplaytag nel programma “I am … I”, di cui cura la “Sex therapy”, declamando poesie erotiche e soprattutto ironiche con una spiccata verve.

Dalla prefazione al libro, a cura di Franco Bruno Vitolo: In questa triade si esalta la passione emozionale, sentimentale e fisica di Selvaggia poetessa e di Elvira persona, nell’avida ricerca di un centro di gravità permanente, fuori di sé e forse anche dentro di sé. Aveva bisogno di espanderla organicamente e non a frammenti, questa passione, per ricomporre i pezzi e coi cocci nuovi ricostruirsi un domani altrettanto caldo ma senza buchi neri.

Perciò la poesia di questo libro le è amica. E ci è amica, con tutte le vibrazioni sincere e i versi multicolori e chiaroscurali che ha messo in campo. Perciò, dopo questo “parto” così promettente dal punto di vista poetico e umano, tutto lascia pensare che l’agrodolce Leonessa uscirà dal labirinto degli smarrimenti e tornerà a ruggire. Dentro, e anche fuori della sua jungla…”. 

 Il libro sarà presentato martedì 28 Luglio alle ore 20,0 all’Arena del Mare di Salerno, Piazza della Concordia, nell’ambito del Moro Summer Tour 2020 in apertura del concerto jazz di Paolo Fresu.

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