Vinitaly 2026, in Italia ci sono un quarto delle vigne bio mondiali
È quanto emerge da un’analisi Coldiretti su dati Sinab/Ifoam diffusa in occasione del convegno promosso da Coldiretti Bio e Cantina Orsogna
Un quarto dei vigneti biologici a livello mondiale si trova in Italia, con la superficie vitata coltivata con metodo bio che ha superato i 132mila ettari, quasi il doppio rispetto a dieci anni fa.
È quanto emerge da un’analisi Coldiretti su dati Sinab/Ifoam diffusa in occasione del convegno promosso da Coldiretti Bio e Cantina Orsogna, con la presenza, tra gli altri, della presidente di Coldiretti Bio, Maria Letizia Gardoni, del presidente della Consulta vitivinicola di Coldiretti, Francesco Ferreri, e del sottosegretario del Masaf con delega al biologico Luigi D’Eramo, assieme ad esperti del settore.
Produzione e domanda in crescita
L’Italia produce ogni anno circa 3 milioni di ettolitri di vino biologico, a testimonianza della dedizione dei viticoltori per metodi sostenibili e della loro capacità di intercettare le crescenti preferenze dei consumatori verso prodotti di alta qualità, eco-compatibili e legati al patrimonio territoriale.
Rame fondamentale per la difesa del bio
Dinanzi agli effetti dei cambiamenti climatici occorre però garantire ai viticoltori bio la disponibilità di prodotti naturali per la difesa delle colture, a partire dal rame. La proroga dell’autorizzazione all’immissione in commercio della sostanza fino al 30 giugno 2029 rappresenta un segnale positivo e necessario.
Un eventuale divieto avrebbe infatti messo in seria difficoltà l’agricoltura biologica e biodinamica, privandola di uno strumento essenziale per la difesa fitosanitaria.
Incertezza normativa a livello europeo
Occorre però superare l’incertezza normativa a livello Ue. Il rame resta una sostanza attiva insostituibile per la viticoltura biologica e biodinamica, nonché un pilastro della difesa integrata. Tuttavia, il quadro normativo europeo è ancora incerto e incompleto, con effetti negativi diretti sulle imprese.
Nonostante i progressi della ricerca, non esistono soluzioni altrettanto affidabili.
La richiesta di Coldiretti Bio
Coldiretti Bio chiede dunque un intervento deciso a livello nazionale presso la Commissione europea per chiarire definitivamente la classificazione del rame, rafforzare gli investimenti per sostenere la ricerca di alternative realmente efficaci e tutelare la competitività e la sostenibilità del settore vitivinicolo italiano.
Sostenibilità e biodiversità: la direzione da seguire
In questo contesto, la crescita del biologico si inserisce in una visione più ampia che punta a fermare la perdita di biodiversità entro il 2030, elemento chiave per garantire la stabilità dei sistemi agricoli, la fertilità dei suoli e la disponibilità di risorse idriche.
La tutela degli ecosistemi naturali rappresenta infatti una condizione indispensabile per assicurare resilienza alle produzioni agricole e affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici, rafforzando al tempo stesso la sicurezza alimentare.
Per questo è necessario un impegno coordinato a livello europeo che metta al centro agricoltura, ambiente e innovazione, sostenendo gli agricoltori nel percorso verso modelli produttivi sempre più sostenibili e competitivi. (Fonte Coldiretti)







