L’Italia che cambia: un secolo di turismo tra boom, crisi e nuove rotte digitali
In un secolo le presenze turistiche sono esplose, trasformando l’economia e ridisegnando le mappe del viaggio. Oggi il digitale e la spinta internazionale guidano una nuova stagione di crescita
L’Italia del turismo è una storia di trasformazioni profonde. Un secolo fa le presenze negli alberghi erano 32 milioni; nel 2025 sfiorano i 288 milioni e superano i 535 milioni includendo l’extra-alberghiero, grazie a un’offerta sempre più ampia e diversificata.
È un salto enorme, segnato da momenti chiave: il boom degli anni ’60, che raddoppia le presenze in un decennio; la frenata del 2020, con un crollo del 52,3% dovuto alla pandemia; la crescita costante della componente straniera, oggi oltre la metà del totale. «Tra il 1924 e il 2025, le notti trascorse negli alberghi italiani sono quasi decuplicate» .
Il turismo resta un pilastro economico. Nel 2023 vale il 5% del Pil in modo diretto e un altro 4,6% attraverso gli effetti sugli altri settori. L’Italia, un tempo prima destinazione europea, oggi è superata dalla Spagna ma mantiene un ruolo centrale, con flussi sempre più internazionali e una quota crescente di visitatori extraeuropei. «Nel 2025 il 42% delle presenze straniere proviene da altri Paesi» .
Le geografie del viaggio cambiano. Nel 1962 tre quarti delle presenze erano concentrate nel Centro-Nord; oggi il Mezzogiorno raddoppia il proprio peso, mentre Roma, Milano, Venezia e Firenze consolidano la leadership, trainate da una domanda estera che supera i tre quarti delle presenze. Napoli avanza, salendo al 12° posto nazionale.
Intanto la rivoluzione digitale ridisegna l’ospitalità. Le notti prenotate tramite piattaforme come Airbnb e Booking sono quasi raddoppiate tra il 2018 e il 2024, con una quota di stranieri pari a tre su quattro. È un fenomeno che amplia l’offerta, accelera l’internazionalizzazione e avvicina l’Italia alle dinamiche europee, dove la crescita è altrettanto intensa.
Un secolo dopo il Grand Tour, il viaggio in Italia continua a cambiare forma. Ma resta, più che mai, una delle grandi storie del Paese. (fonte Istat)







