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Opinioni

Via Crucis: il rito più frainteso (che in realtà ti riguarda da vicino)

La forza della Via Crucis non è religiosa in senso stretto: è strutturale. Ti allena a reggere il reale senza semplificarlo. Ti insegna che alcune croci non si spiegano, ma si portano

Via Crucis: il rito più frainteso (che in realtà ti riguarda da vicino)

La Via Crucis è stata fraintesa per anni.

Scambiata per devozione triste, ripetitiva, quasi da archiviare. In realtà è qualcosa di molto più radicale: un percorso costruito nei secoli per non farti saltare il dolore. Nasce dal desiderio concreto di ripercorrere gli ultimi passi di Gesù, quando i pellegrini non potevano arrivare a Gerusalemme. Così qualcuno ha avuto un’intuizione geniale: trasformare una storia in un cammino. Non da ascoltare, ma da attraversare. Quattordici stazioni. Non una meditazione vaga, ma una sequenza obbligata: ingiustizia, peso, cadute, incontri brevi, esposizione pubblica, fine. Nessun taglio, nessuna accelerazione. È questo il punto: la Via Crucis ti impedisce di saltare. E qui diventa attuale.

Perché noi viviamo saltando. Evitiamo i passaggi lenti, nascondiamo le cadute, editiamo il dolore. La Via Crucis invece ti educa a stare. Non a capire tutto, ma a non scappare subito.

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È qui che diventa interessante farla davvero, non per abitudine. Perché ti costringe a riconoscere una cosa semplice e dura: la vita non è solo ciò che funziona. E se non impari ad attraversare ciò che non funziona, prima o poi ti travolge. La forza della Via Crucis non è religiosa in senso stretto: è strutturale. Ti allena a reggere il reale senza semplificarlo. Ti insegna che alcune croci non si spiegano, ma si portano. E che, a volte, basta un incontro — anche minimo — per non crollare del tutto. Non è un rito per chi ha già capito. È per chi ha il coraggio di guardare. Alla fine, la provocazione è semplice e scomoda: vuoi davvero una vita senza stazioni… o sei pronto ad attraversarle senza fingere che non esistano?

 

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Foto di Gennaro Pierri

Gennaro Pierri

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista…

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