scritto da Francesco Angrisani - 14 Agosto 2026 08:16

Tra bellezza e ingegno, il respiro dell’acqua

Zampilli, cascate e ricircolo trasformano l’acqua in spettacolo, favorendone al tempo stesso il movimento e l’aerazione

Nelle piazze, nei giardini e nelle ville storiche, le vasche d’acqua e le fontane hanno sempre avuto una duplice funzione: meravigliare lo sguardo e favorire la circolazione dell’acqua.

Il movimento dell’acqua, con zampilli, cascate e giochi d’acqua, non è infatti soltanto un elemento decorativo. Quando l’acqua viene sollevata e ricade, si frammenta in gocce e aumenta il proprio contatto con l’aria. La maggiore superficie di contatto e la turbolenza favoriscono così lo scambio di ossigeno tra aria e acqua, contribuendo a limitare alcune delle condizioni tipiche della stagnazione.

L’ossigenazione, tuttavia, non equivale a una vera depurazione. Il movimento dell’acqua può contribuire a ridurre alcuni fenomeni associati alla stagnazione e a limitare la formazione di cattivi odori, ma per mantenere l’acqua pulita e gradevole sono importanti anche il ricambio, la filtrazione, la rimozione dei sedimenti e della materia organica e, negli impianti moderni, gli eventuali sistemi di trattamento.

È proprio l’equilibrio tra questi fattori che permette a una fontana di conservare quell’aspetto limpido e piacevole che associamo all’acqua ornamentale. Un’acqua ferma, ricca di residui organici e soggetta a scarsa ossigenazione può invece favorire più facilmente la proliferazione di alghe e microrganismi, la formazione di torbidità e la comparsa di odori sgradevoli.

Per questo il tradizionale «gioco dell’acqua» può essere letto anche sotto un’altra prospettiva. Dietro lo spettacolo dello zampillo, della cascata o dell’acqua che scorre lungo una vasca c’è anche un principio molto semplice: l’acqua che si muove e aumenta il proprio contatto con l’aria è meno soggetta alle condizioni tipiche del ristagno.

Nelle architetture storiche, naturalmente, la funzione principale dei giochi d’acqua era spesso scenografica, simbolica e ornamentale. Non sarebbe quindi corretto attribuire a ogni fontana antica un’intenzione moderna di «depurazione». Il funzionamento idraulico poteva però avere, come effetto concreto, anche una migliore aerazione e circolazione dell’acqua.

È una combinazione che ancora oggi ritroviamo nelle fontane contemporanee: movimento dell’acqua, ricircolo e sistemi di trattamento lavorano insieme per ottenere non soltanto un’immagine piacevole, ma anche condizioni più favorevoli alla conservazione di caratteristiche estetiche e olfattive gradevoli.

In fondo, il fascino di una fontana nasce proprio da questo: l’acqua non è semplicemente raccolta in una vasca, ma viene continuamente fatta muovere, cadere, aerare e ritornare. Ed è anche grazie a questo movimento che, insieme a una corretta manutenzione dell’impianto, può conservarsi bella da vedere e più lontana dai fenomeni tipici delle acque stagnanti.

Zampillo nel sole,
tra gli alberi della villa
l’acqua prende aria.

Cavese, dopo la maturità scientifica prosegue gli studi in Economia e Commercio, ma è il mondo del volontariato a segnare in modo decisivo il suo percorso umano. Fin dal 1980 si impegna nell’associazionismo ambientalista, muovendo i primi passi nel M.A.P.A.N. (Movimento Anticaccia Protezione Animali Natura), con cui promuove campagne di sensibilizzazione contro la strage dei cuccioli di foca destinati all’industria delle pellicce. Il suo impegno civile si amplia con iniziative di respiro internazionale, tra cui la raccolta firme a sostegno della candidatura di Nelson Mandela al Premio Nobel per la Pace. Per quasi un decennio dedica tempo ed energie alla tutela dei cani abbandonati, collaborando con un ricovero situato tra Vietri sul Mare e Molina, occupandosi dell’assistenza agli animali e della sensibilizzazione sul tema del randagismo. Parallelamente porta avanti un percorso politico locale, diventando consigliere della Prima Circoscrizione di Cava de’ Tirreni nella Lista Verde Alternativa, con un’attenzione particolare alla tutela ambientale e alla partecipazione civica. La sua vocazione per uno stile di vita sostenibile si traduce anche in un progetto imprenditoriale: è cofondatore de L’Orto Biologico, negozio specializzato in alimenti biologici che da quasi quarant’anni promuove un’alimentazione sana, il consumo consapevole e il rispetto dell’ambiente.

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