Tra bellezza e ingegno, il respiro dell’acqua
Zampilli, cascate e ricircolo trasformano l’acqua in spettacolo, favorendone al tempo stesso il movimento e l’aerazione
Nelle piazze, nei giardini e nelle ville storiche, le vasche d’acqua e le fontane hanno sempre avuto una duplice funzione: meravigliare lo sguardo e favorire la circolazione dell’acqua.
Il movimento dell’acqua, con zampilli, cascate e giochi d’acqua, non è infatti soltanto un elemento decorativo. Quando l’acqua viene sollevata e ricade, si frammenta in gocce e aumenta il proprio contatto con l’aria. La maggiore superficie di contatto e la turbolenza favoriscono così lo scambio di ossigeno tra aria e acqua, contribuendo a limitare alcune delle condizioni tipiche della stagnazione.
L’ossigenazione, tuttavia, non equivale a una vera depurazione. Il movimento dell’acqua può contribuire a ridurre alcuni fenomeni associati alla stagnazione e a limitare la formazione di cattivi odori, ma per mantenere l’acqua pulita e gradevole sono importanti anche il ricambio, la filtrazione, la rimozione dei sedimenti e della materia organica e, negli impianti moderni, gli eventuali sistemi di trattamento.
È proprio l’equilibrio tra questi fattori che permette a una fontana di conservare quell’aspetto limpido e piacevole che associamo all’acqua ornamentale. Un’acqua ferma, ricca di residui organici e soggetta a scarsa ossigenazione può invece favorire più facilmente la proliferazione di alghe e microrganismi, la formazione di torbidità e la comparsa di odori sgradevoli.
Per questo il tradizionale «gioco dell’acqua» può essere letto anche sotto un’altra prospettiva. Dietro lo spettacolo dello zampillo, della cascata o dell’acqua che scorre lungo una vasca c’è anche un principio molto semplice: l’acqua che si muove e aumenta il proprio contatto con l’aria è meno soggetta alle condizioni tipiche del ristagno.
Nelle architetture storiche, naturalmente, la funzione principale dei giochi d’acqua era spesso scenografica, simbolica e ornamentale. Non sarebbe quindi corretto attribuire a ogni fontana antica un’intenzione moderna di «depurazione». Il funzionamento idraulico poteva però avere, come effetto concreto, anche una migliore aerazione e circolazione dell’acqua.
È una combinazione che ancora oggi ritroviamo nelle fontane contemporanee: movimento dell’acqua, ricircolo e sistemi di trattamento lavorano insieme per ottenere non soltanto un’immagine piacevole, ma anche condizioni più favorevoli alla conservazione di caratteristiche estetiche e olfattive gradevoli.
In fondo, il fascino di una fontana nasce proprio da questo: l’acqua non è semplicemente raccolta in una vasca, ma viene continuamente fatta muovere, cadere, aerare e ritornare. Ed è anche grazie a questo movimento che, insieme a una corretta manutenzione dell’impianto, può conservarsi bella da vedere e più lontana dai fenomeni tipici delle acque stagnanti.
Zampillo nel sole,
tra gli alberi della villa
l’acqua prende aria.







