Super Mario tra presente e futuro

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Il Presidente del Consiglio Mario Draghi (foto tratta dal sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri)

Quando ci si sofferma, anche solo per  un momento, ad osservare quello che di questi tempi accade intorno a noi, viene spontaneo pensare che siamo fortunati ad avere Mario Draghi alla guida del nostro Paese. Senza offesa per nessuno, ovviamente.

In fondo, tutto sembra concorrere a questa convinzione.

La personalità dell’uomo, la sua esperienza, il suo non essere legato ai partiti e alle loro dinamiche, rappresentano una garanzia di serietà e stabilità.

La sua autorevolezza sul piano internazionale, il prestigio goduto negli ambienti della finanza che conta, costituiscono il patrimonio personale ed esclusivo del nostro premier.

In sintesi, in un frangente politico ed economico così delicato la presenza di Draghi a Palazzo Chigi è a dir poco rassicurante. A maggior ragione in presenza di una guerra tanto vera quanto assurda e pericolosa all’uscio di casa.

Non siamo quindi lontani dalla verità, al di là di qualche esagerazione lessicale, definire Mario Draghi come il «salvatore della patria» o l’«uomo della Provvidenza».

Detto questo, il problema di fondo è fino a quando Draghi resterà alla guida del Paese.

Nella prossima primavera, infatti, ci saranno le elezioni politiche per il rinnovo dei due rami del nostro parlamento. Non è improbabile che possa emergere una nuova maggioranza, che dovrebbe legittimamente esprimere così un nuovo premier.

Finirebbe così la stagione governativa di Super Mario.

In un simile scenario, è più che lecito domandarsi se il nuovo governo farà tesoro dell’esperienza di Draghi. Se riuscirà a portare avanti il PNRR. E ancora: le dinamiche dei partiti della maggioranza saranno tali da non intaccare la stabilità e l’operatività del nuovo governo?

Difficile fare delle previsioni.

Non è, del resto, neanche da escludere che nessuno dei due se non tre schieramenti riusciranno ad ottenere i consensi necessari per esprimere una maggioranza parlamentare. E allora non è da scartare neanche che si ricorra ancora una volta ad un governo guidato da un tecnico. In questo caso, molto probabilmente dallo stesso Draghi. In breve, super Mario sia nel presente che nel futuro dell’Italia.

In conclusione, come spesso accade con la politica nel nostro Paese, il presente è estremamente fluido nella sua incertezza. Figurarsi il futuro.

Per ora teniamoci stretti Draghi… poi si vedrà!

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