Sceneggiate gialloverdi

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foto tratta dal sito della Presidenza del Consiglio dei ministri

La “sicumera” è la ostentata sicurezza di se, boria, presunzione, prosopopea, saccenteria, spocchia, supponenza, sussiego, arroganza, protervia, tracotanza (fonte Treccani).

Ed è proprio la sicumera che distingue gli accaniti sostenitori e difensori degli attuali governanti giallo-verdi, che stanno combinando questo po-po di cataclisma tra loro stessi, nelle Istituzioni, nella economia e nei conti pubblici, e anche in Europa.

Ma la sicumera distingue anche i vertici di questo governo giallo verde, specialmente di quei pochi che contano, quelli che sono costantemente presenti nelle TV, sui giornali, sui “social”, quei tre o quattro che parlano di economia, di crescita, di sviluppo, di Pil, o di immigrazione, di integrazione, senza competenze e cognizioni, e non accettano che le persone più colte e ragionevoli che li circondano diano suggerimenti finalizzati a farli riflettere, a farli ragionare, a non farli proseguire sulla strada intrapresa che potrebbe portarci allo sfascio.

E’ una realtà oramai accertata che i vertici del nostro governo sia costituito da ignoranti, nel senso di persone che ignorano le fondamentali regole non solo della civile convivenza, ma anche del modo di governare, di affrontare i problemi, di approfondirli, di sviscerarli, di ipotizzare soluzioni, di analizzare quelle ipotesi ed eventualmente di modificarle in relazione alle prevedibili conseguenze sulla tenuta del paese.

Il problema, però, è che questi signori, oltre ad essere ignoranti, sono pure presuntuosi in quanto pensano che, per il solo fatto di essere stati eletti, siano diventati grandi statisti, eccellenti governanti, esperti di economia, e che solo essi sono i bravi, gli efficienti, i lungimiranti, quelli che vogliono il benessere del paese e della umanità; tutti gli altri sono dei prevenuti ignoranti, oppure venduti alle forze avverse o manipolatrici; e per maschere le loro deficienze e approssimazioni ricorrono a sceneggiate, come ad esempio le oramai famose “manine” che aggiungerebbero o toglierebbero frasi, periodi o commi dai testi di decreti oramai approvati e trasmessi pure al Quirinale, dove però non sono mai arrivati, salvo a scoprire, poi, che è stato proprio il “Premier” ad averne bloccato l’inoltro: cose da pazzi in un mondo i pazzi, da ridere se fossimo a teatro, da piangere visto che questa gente è al governo del paese.

Sicumera che non li fa andare oltre le pareti delle loro stanze, che non li fa confrontare con qualcuno che sia più esperto di loro, che fa loro ritenere che tutti quelli che non approvano “sic et sempliciter” quello che essi decidono siano prevenuti nei loro confronti, siano venduti a forze straniere che ostacolano il nostro paese e la loro politica.

Prendiamo ad esempio la manovra di bilancio in dirittura di arrivo, contro la quale si è scatenata non solo l’Unione Europea, ma anche i mercati e le Agenzie di rating: ma da chi si informano questi nostri governanti sulle negative conseguenze che quella manovra sta già portando e che certamente si aggraveranno allorquando verrà approvata? Ma almeno qualche giornale specializzato lo vanno a leggere? Qualche vero esperto lo hanno consultato?

Ora pure il loro Ministro Paolo Savona ritiene che, se la manovra andrà avanti e sarà approvata, indipendentemente da quello che dirà l’UE, sarà necessario “fare un tagliando” ogni tre mesi: qualcosa vorrà pur dire?

E allora, invece di sicumera, perché non fare un bagno di modestia e di umiltà e approfondire meglio, prima che salti tutto?

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