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Sabato Santo: il giorno che cancelliamo (perché ci somiglia troppo)

Non è Venerdì, non è Pasqua. È terra di mezzo. La differenza è che noi non ci restiamo. Scappiamo. Riempire è diventata la nostra religione: notifiche, video, parole, rumore. Tutto pur di non stare in un tempo che non dà risposte. Il Sabato Santo, invece, è un esercizio brutale: restare

Sabato Santo: il giorno che cancelliamo (perché ci somiglia troppo)

Un tempo il Sabato Santo si faceva sentire. Si sparava la “gloria” già al mattino: botti secchi, campane sciolte, un anticipo rumoroso della Pasqua. Un errore liturgico? Forse. Ma soprattutto un sintomo: l’attesa ci pesa, il silenzio ci mette a disagio. Oggi quel giorno non lo spariamo più. Lo ignoriamo. Scorre tra una spesa e un messaggio, tra una storia su Instagram e un pranzo da organizzare.

Non è festa, non è dolore: è un vuoto che riempiamo senza nemmeno accorgercene.

Eppure il Sabato Santo è spietato nella sua chiarezza: Dio non interviene. Cristo è morto e basta. Nessun miracolo in diretta, nessuna soluzione immediata. Solo una domanda sospesa: e adesso?

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Questo “e adesso” è il punto. Perché è esattamente il punto in cui viviamo anche noi: quando una relazione si rompe e non sai se ricucire o lasciar perdere; quando studi e non vedi il futuro; quando credi, ma senza entusiasmo. Non è Venerdì, non è Pasqua. È terra di mezzo. La differenza è che noi non ci restiamo. Scappiamo. Riempire è diventata la nostra religione: notifiche, video, parole, rumore. Tutto pur di non stare in un tempo che non dà risposte. Il Sabato Santo, invece, è un esercizio brutale: restare. Restare senza spiegazioni, senza scorciatoie, senza anestesia. Non è passività, è resistenza. È lì che capisci se la tua vita regge anche senza effetti speciali.

E allora la domanda cambia: non “cos’è il Sabato Santo oggi”, ma “perché lo evitiamo così bene?”.
Forse perché ci costringe a guardarci senza distrazioni. E non sempre quello che vediamo ci piace.

Se è così, il problema non è che abbiamo perso il Sabato Santo. È che abbiamo perso il coraggio di viverlo fino in fondo. E senza vivercelo bene, diciamolo chiaramente, ogni Pasqua rischia di essere solo rumore.

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Foto di Gennaro Pierri

Gennaro Pierri

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista…

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