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Opinioni

Le relazioni valgono il mio tempo. Ma io valgo il loro?

Le relazioni non muoiono quasi mai per cattiveria. Muoiono per abitudine. Per trascuratezza

Le relazioni valgono il mio tempo. Ma io valgo il loro?

C’è una domanda che evitiamo accuratamente di farci. La domanda non è: «Chi merita il mio tempo»? La domanda è: «Io merito il tempo degli altri»?

Viviamo in una cultura ossessionata dalla selezione. Selezioniamo amici, follower, partner, contatti. Ovunque si sente ripetere lo stesso consiglio: elimina le persone tossiche, proteggi le tue energie, scegli chi ti fa stare bene. Tutto giusto. Ma c’è un rischio nascosto: trasformare le relazioni in un colloquio di lavoro permanente, dove siamo sempre noi a valutare gli altri e mai il contrario.

E se il problema non fossero sempre gli altri? Perché il tempo è una strana forma di amore. Quando una persona decide di ascoltarti, di cercarti, di ricordarsi di te, sta compiendo il gesto più rivoluzionario possibile: ti sta dicendo che una parte della sua vita vale meno della tua presenza in quel momento. Pensiamoci. Ogni volta che qualcuno ci dedica attenzione, sta rinunciando a qualcosa che non recupererà mai più. Eppure ci comportiamo come se fosse normale.

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Pretendiamo disponibilità immediata. Diamo per scontata l’amicizia. Consideriamo ovvio che qualcuno ci risponda, ci ascolti, ci sopporti. Non è ovvio per niente. Le relazioni non muoiono quasi mai per cattiveria. Muoiono per abitudine. Per trascuratezza. Per quella convinzione silenziosa che le persone importanti resteranno comunque. Ma la verità è più dura. Nessuno resta “comunque”.

Le persone restano dove si sentono viste. Forse il valore di una relazione non si misura da quanto riceviamo, ma da quanto diventiamo capaci di custodire il tempo che ci viene affidato. Perché ogni amicizia, ogni amore, ogni legame umano è in fondo una domanda implicita: “Quello che ti sto dando verrà trattato come un dono o come un diritto”? Ecco perché le relazioni che valgono davvero non sono quelle che ci fanno sentire importanti. Sono quelle che ci rendono responsabili. Responsabili delle parole che usiamo. Delle assenze che prolunghiamo. Dei silenzi che lasciamo crescere. Forse il punto non è trovare persone che meritino il nostro tempo. Forse il punto è diventare persone per cui valga la pena spendere il proprio. Perché il giorno in cui qualcuno smette di cercarci, raramente perde interesse in noi. Più spesso perde la speranza che il proprio tempo, con noi, abbia ancora un valore.

E questa è una domanda che nessun algoritmo, nessun social e nessuna intelligenza artificiale potrà mai risolvere al posto nostro: se le persone che ami facessero oggi il bilancio del tempo trascorso con te, lo considererebbero un investimento o una perdita?

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Foto di Gennaro Pierri

Gennaro Pierri

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista…

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