Il caso Mondragone

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foto tratta da profilo Fb

Ormai è chiarissimo, siamo già in piena campagna elettorale, e probabilmente ora proprio non ci voleva.

Il primo motivo è stato spiegato proprio da Vincenzo De Luca, il quale ha inveito contro i propugnatori della data delle elezioni fissate per il 20 e 21 settembre 2020, vale a dire una settimana dopo l’apertura delle scuole. Il che sta a significare che, dopo una settimana dalla riapertura, le scuole si dovranno richiudere per allestire i seggi; poi dovranno essere disinfettate per riaprire le aule agli studenti, e dopo due settimane probabilmente dovranno essere di nuovo chiuse per gli eventuali ballottaggi; insomma la scuola, già penalizzata nel primo semestre dell’anno, partirà a singhiozzi anche per il nuovo anno.

Ma c’è ora un elemento nuovo che porta ad essere pessimisti sulla prossima campagna elettorale, perché ì vari candidati alla presidenza della Regione Campania hanno già dato inizio allo sciacallaggio contro l’attuale governatore De Luca, reo di non si è ben capito quali reati per il focolaio di contagi da Coronavirus emerso in un quartiere di Mondragone, nel casertano, precisamente in un agglomerato urbano che dire degradato sembra far sembrare un’oasi paradisiaca.

Come non c’è mai fine al degrado, così non c’è mai fine allo sciacallaggio politico messo in campo dagli avversari di De Luca, a cominciare da Stefano Caldoro, seguito da Valeria Ciarambino, tanto per stare qui in Campania, ai quali sono andati immediatamente in soccorso i big politici nazionali, iniziando dal senatore metelliano Gasparri, che ovviamente spalleggia Caldoro, e del senatore Salvini,  e non ha mancato di far sentire la sua anche Giorgia Meloni.

Ma non sono i soli, perché sono in buona compagnia di altri personaggi campani, come Giorgio Magliocca, Presidente forzista della Provincia di Caserta, Antonio Iannone, di FdI, che definisce De Luca un “venditore di caccavelle”.

Lo sciacallaggio è partito proprio dall’episodio gravissimo di Mondragone, dove, a detta dei denigratori dell’attuale Governatore, la colpa sarebbe tutta intera di Vincenzo De Luca, dipinto fra l’altro come colui che ha provocato lo sfascio della sanità campana, che non si è preoccupato di circoscrivere per tempo la città di Mondragone, che oltre a fare show propagandistici non saprebbe fare altro.

Quasi che De Luca avesse atteso alla finestra a guardare come e quando si sviluppasse il focolaio casertano.

Io personalmente riconosco tanti meriti a De Luca, ma non avrei mai potuto immaginare che avesse anche il dono della preveggenza, che gli hanno attributo i suoi avversari, i quali, con tutte quelle fandonie, sostanzialmente hanno voluto dire: sapeva ma non è intervenuto!

Proprio De Luca che ha fatto il diavolo a quattro da circa sei mesi a questa parte, che ha adottato ordinanze e disposizioni molto più restrittive rispetto  quelle governative, che non ha fatto trascorrere un giorno senza terrorizzare i campani sui pericoli del perfido virus, che è stato da tutti riconosciuto come uno dei migliori governatori nella guerra contro la pandemia, che ha rivoluzionato l’intera regione predisponendo in anticipo sistemi di prevenzione e sicurezza che hanno preservato la nostra regione dai grandi problemi che hanno avuto le altre, specialmente quelle del nord, le quali si sono lasciate quasi cogliere di sorpresa: proprio lui viene accusato di inefficienza nel contrasto alla pandemia!

Proprio De Luca che ha condotto questo difficile periodo con pugno di ferro e non ha esitato a far schierare l’esercito per delimitare le zone rosse, come Ariano Irpino e altre, e come ora ha fatto a Mondragone.

E ora i suoi avversari hanno il coraggio di dire quel cumulo di sciocchezze.

Ma forse i due hanno dimenticato, o forse non hanno mai saputo, cos’è il Comune di Mondragone, uno dei più inquinati dalla Camorra, che ufficialmente ha una popolazione residente di 29mila abitanti, dei quali il 10% circa è formata da extracomunitari o gente proveniente dall’est europeo, e la comunità degli albanesi è la più numerosa; ovviamente parliamo del 10% ufficialmente censito, ma non si sa quante migliaia di extracomunitari e irregolari vivano effettivamente in questo splendido paese che, se non fosse per tutte le negatività che contiene, potrebbe essere uno dei più belli della zona di Castel Volturno e di tutto il litorale Domizio e del basso Lazio.

Il Clan dei Casalesi impera da sempre, e il sottobosco criminale del caporalato non va sottovalutato perché siamo in una zona agricola ricchissima, anche se molto inquinata, e le braccia a poco prezzo per raccolte di frutta, e ortaggi, o per altri “mestieri” non sono mai troppe.

Terra di delinquenza camorristica, che gestisce il commercio della droga, il caporalato, la prostituzione su tutto il litorale, terra che nasconde nel sottosuolo non si sa quante porcherie e che proprio De Luca, negli anni del suo governatorato ha fatto il possibile per arginare, facendosi carico anche delle deficienze e inadempienze precedenti.

Questo è il paese che sta al centro del nuovo ceppo del contagio da Covid.19, attribuito alla comunità bulgara concentrata in palazzoni costruiti nella zona dell’ex Cirio. Una comunità la quale, pure nelle fasi acute della pandemia, non ha mai disertato il lavoro nei campi e proprio per questo, probabilmente, è diventato il nuovo ceppo virale.

Ed è contro questa comunità che si sono scagliati, con azioni anche violente, gli abitanti di quel quartiere e della intera città, anche per la mancanza di senso civico degli albanesi giunti al punto che, nonostante siano contagiati, alcuni si sono sottratti al confinamento e risultano irreperibili, così come, durante la fase acuta del contagio, non solo sono andati sempre nei campi a lavorare, ma nei giorni successivi sono andati in giro la città come se nulla fosse.

E bene ha fatto De Luca a decretare quella parte del paese zona rossa, e a farla circondare da tutte le forze disponibili, con l’aiuto delle Forze armate, minacciando di chiudere l’intero paese se i contagi dovessero continuare con il ritmo attuale

E pure se è vero che De Luca è un personaggio notoriamente sopra le righe, e che quando deve dire qualcosa lo fa con il fiele ai denti, non è ammissibile che per una azione del tutto condivisibile i suoi detrattori lo attacchino così duramente, dichiarando un mondo di sciocchezze.

Dovrebbe esistere una etica istituzionale che dovrebbe distinguere specialmente quelli che si candidano ad assumere ruoli importanti; ma probabilmente questa etica è ormai lontana dai personaggi politici odierni.

E se questo non è sciacallaggio, non so proprio come chiamarlo.

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