Cava de’ Tirreni e l’inquinamento acustico!

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foto Angelo Tortorella

Sono un poco poco insonne, e più frequentemente del solito me ne resto così, a guardare dal balcone di casa, la città di notte.

Non potreste mai immaginare come siano belli i suoni della nostra città che dorme, ci sarebbe da scrivere un libro. E’ vero che il rumore dello sfrecciare delle automobili e camion lungo l’autostrada turba questo ascolto ma vi garantisco che, tolto questo, è come percepire il respiro tranquillo di un bambino che riposa o quello un po’ preoccupato di un anziano ammalato, o il sopraffiato di un giovane che ha dato il primo bacio.

Il respiro di una città, il respiro dei suoi abitanti: ora capisco l’inquinamento acustico, che non è quello delle auto ma quello del non ascoltarci, del non riconoscersi!

Non so quanti dei miei lettori conoscono “Lolita”, questa straordinaria donna che, nonostante il suo essere costretta in un letto e priva della parola, comunica alle persone che le fanno visita generando speranza.

Sento un gallo che canta nonostante siano le 4,02 mentre scrivo: uffa, fra poco tutti ricominceranno a parlare e a fare rumore e non si ascolterà più nulla… che pizza!

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