Dopo le polemiche, intervista a Mario Colucci, vice-coordinatore della Lega a Cava: “Bisogna cambiare il modo di fare politica”

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Nelle scorse settimane sulla gestione della Lega nella valle metelliana e sul tesseramento al partito di Salvini ci sono state polemiche e sono sorti dubbi ed equivoci. Per questo abbiamo incontrato Mario Colucci, vicecoordinatore della Lega a Cava de’ Tirreni.

Facciamo, innanzi tutto, un po’ di chiarezza sul tesseramento della Lega. Una domanda semplice: se volessi iscrivermi alla Lega lo posso fare? E Come?

In questo momento il tesseramento in Campania è ancora fermo. Tuttavia, da qualche tempo stiamo dando l’opportunità a chi si vuole avvicinare di firmare un modulo, ovviamente rispettando la privacy, che verrà utilizzato quando ci sarà il tesseramento ufficiale. Tutti sanno che se un partito politico vuole aprire un percorso che porti a una fase congressuale, deve rispettare delle tappe. Un tesseramento in passato già è stato fatto, io stesso mi iscrissi. Dopo il 4 marzo del 2018 e la formazione del governo giallo-verde c’è stato un aumento esponenziale dei simpatizzanti di Salvini. Ci siamo così ritrovati a dover gestire un partito che da una percentuale di consensi più bassa, ha visto crescere i propri sostenitori e con le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo ancora di più. Io e Biagio Manzo siamo le persone deputate a gestire il partito sul territorio cavese e in un lasso di tempo relativamente breve ci sarà una definizione completa dei quadri dirigenti in Campania e in provincia di Salerno.

Quand’è che verrà riaperto il tesseramento? Almeno una previsione visto i prossimi appuntamenti elettorali? E da parte di chi, insomma, da quale livello ci sarà il via libera?

Dipende dal partito centrale. Voglio ricordare che il tesseramento nella Lega non è simile a quello che veniva fatto in altri partiti. Se lei decide di tesserarsi deve contattare i responsabili del coordinamento cittadino, se questo non fosse possibile perché nella sua città non vi è un nucleo della Lega, allora dovrebbe rivolgersi alla segreteria provinciale.

Quali sono i requisiti per potersi iscrivere alla Lega? Ad esempio, se sono attualmente o sono stato un consigliere comunale c’è problema o no?

Premetto che dalla carica di consigliere regionale in poi a decidere è soltanto il partito. Per i consiglieri comunali decide la segreteria provinciale, supportata però dalle informazioni del coordinamento cittadino. Se fino ad ora a Cava siamo riusciti a contenere il salto della quaglia di diversi personaggi cittadini che si erano avvicinati (consiglieri comunali passati e attuali, ex dirigenti di altri partiti) è proprio grazie a questo filo di comunicazione tra città e provincia. Spesso veniamo tacciati di non avere una classe dirigente, ma se i nostri dirigenti devono essere soggetti trasmigranti che amano saltare il fosso per desiderio di potere, preferisco avere persone con minore esperienza politica. C’è da dire poi che la gente non è più così sprovveduta da accettare passaggi da una parte e dall’altra difficili da concepire. Parliamoci chiaro, diverse persone vogliono entrare a far parte della Lega per cogliere l’opportunità. Io ho cominciato il mio percorso con la Lega nel 2015 e devo essere sincero, non fu amore a prima vista. Vengo da una storia politica diversa, ma nessuno mi può tacciare di aver cambiato il mio modo di vedere la politica. Fatta pulizia degli slogan nostalgici sui terroni, sui ladroni e sui nordisti, nel 2019 restare fermi su queste posizioni del passato è anacronistico. E’ giunto il momento di cambiare modo di fare politica, il modus operandi anche tramite la stampa. Bisogna parlare con la gente. Perciò la classe dirigente si può creare anche con chi non è abituato a mangiare pane e politica a colazione.

Ritornando alla questione del tesseramento…

Ritornando alla questione voglio ricordare a qualcuno che adesso sta cercando di avvicinarsi che noi abbiamo avuto la nomina sul campo. Mi viene in mente un episodio di qualche tempo fa quando presso la Biblioteca Comunale ci fu un dibattito pubblico sulla questione dei migranti e dello SPRAR (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) al quale parteciparono anche alcuni esponenti locali che ora si palesano simpatizzanti della Lega, ma che allora non lesinarono critiche a Salvini riempiendolo di epiteti. Però più il tempo passava, più la Lega si rafforzava e più i denigratori diventavano salviniani. Diciamo allora chiaramente che opportunisti e poco sani di mente non fanno parte del retaggio della Lega. E’ vero che non abbiamo classe dirigente, ma questo perché tanti si sono presentati con l’atteggiamento di chi vuol fare man bassa e fagocitare. Ma noi non siamo un gruppo chiuso e stiamo portando avanti dei ragionamenti con diverse personalità. Abbiamo un direttivo molto variegato di cui fanno parte persone con grande entusiasmo e senso di responsabilità.

Se oggi non ci si può iscrivere come tesserato della Lega, ma volendo partecipare alle attività come simpatizzante, elettore, militante, lo si può fare? E con quali modalità e garanzia?

Basta contattarci ed è possibile partecipare con noi alle riunioni e alle manifestazioni che organizziamo.

Ad oggi a Cava ci può fare una radiografia della sezione locale: quanti sono gli iscritti? E qual è la suddivisione anche se approssimativa per genere, professione, titolo di studio?

Siamo più di quaranta persone. L’età varia dai sedici ai settant’anni e più, uomini e donne di tutte le estrazioni sociali. Siamo un gruppo aperto e in crescita.

Alla critica che la Lega a Cava è un circolo chiuso, ristretto, per pochi intimi, lei cosa risponde?

Chi dice questo ritiene di avere il monopolio sulle persone e di poter scavalcare e prevaricare con protervia su chi si è insediato e ci ha messo la faccia in tempi non sospetti. Troppo facile, alla ricerca di visibilità, arrivare adesso e cercare di insinuarsi nelle alte sfere.

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