Cava, Ospedale Santa Maria dell’Olmo: forse chiude il reparto di Rianimazione

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Il reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Santa Maria Incoronata dell’Olmo di Cava de’ Tirreni potrebbe chiudere i battenti.

La notizia si sta rincorrendo in queste ore di bocca in bocca tra il personale sanitario del nosocomio, i medici, gli infermieri e gli OSS che ci hanno messo a conoscenza di una una riunione operativa in corso a Salerno nel momento in cui stiamo scrivendo, alla quale hanno preso parte i vertici dell’Azienda ospedaliera universitaria OO.RR. San Giovanni di Dio Ruggi d’Aragona – Scuola Medica Salernitana di Salerno, e che dovrebbe deliberare la chiusura del reparto di Rianimazione di Cava a favore dell’apertura dello stesso presso il Presidio Ospedaliero “Giovanni da Procida” di Salerno.

Se le voci allarmanti dovessero trovare seguito nella realtà dei fatti si tratterebbe di un vero e proprio colpo di mannaia per il plesso ospedaliero metelliano che si vedrebbe privato della fondamentale funzione di erogatore di prestazioni di assistenza anestesiologica per interventi chirurgici, occupandosi del ricovero ordinario di pazienti critici con insufficienza degli organi vitali.

Con questa rimodulazione organizzativa verrebbe tolta la linfa vitale di una struttura, sarebbe come togliere l’anima a un corpo, ci hanno spiegato alcuni membri del personale sanitario che lavorano presso il Santa Maria dell’Olmo e che, all’acquisizione della notizia, sono caduti nello sconforto.
“Quello di Cava de’ Tirreni – sono le parole di sfogo di un membro del personale – è uno dei reparti di Rianimazione migliori di tutta la Campania, all’avanguardia e provvisto di tecnologie più del Ruggi stesso, fiore all’occhiello della sanità campana per l’igiene e le cure sanitarie rigorose. E’ una grave perdita per i cavesi e non solo, anche per tutti i cittadini delle zone limitrofe che non potranno più usufruire del presidio ospedaliero cavese per la Rianimazione”.

“Il personale sanitario si è prodigato senza lesinarsi in questi anni, e questo è il risultato. Si è di nuovo messa in moto la macchina distruttiva come è accaduto quattro anni fa per il reparto di Ginecologia, immediatamente dopo le elezioni”.

Abbiamo raggiunto telefonicamente il sindaco di Cava, Vincenzo Servalli, per avere delucidazioni in merito alla vicenda il quale ci ha spiegato che si sta ragionando su una serie di ipotesi, tra cui quella di concentrare l’area di Rianimazione al “Da Procida”: “E’ in corso una serie di riunioni e incontri e vengono fatte diverse ipotesi di lavoro; stiamo seguendo la situazione con attenzione”.

Si apre un’altra pagina nera per la sanità cavese?

1 commento

  1. Li avete votati quindi dovete accettare l’inoperatività e l’inettitudine che li contraddistingue. Aspetta che piove!
    60.000 abitanti o 60.000 pecore da macello?
    Ci si deve imporre a tutti i costi!
    Questa manovra diretta i fondi in direzione di interesse particolare!
    AMMINISTRATORI LOCALI AVETE IMPRONTATO LA VS. ELEZIONE SUL “BENE DI CAVA”? DIMOSTRARTELO! PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI.
    Più in là, il capoluogo campano cambierà: sarà più vicino a Cava!

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