Cava, Enrico Bastolla fa la radiografia alla situazione dell’Ospedale S. Maria dell’Olmo

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“Servalli si vanta di aver avuto i fondi per la ristrutturazione dell’ospedale. In realtà i lavori che oggi si stanno effettuando nella struttura sono solo di ordinaria amministrazione, ovvero sistemazione della pavimentazione della sala operatoria che era molto danneggiata e copertura in pvc dei muri e delle pareti del reparto di medicina per un totale di appena 50mila euro. Dei lavori di ristrutturazione veri e propri non si parla più e non c’è traccia”.

Così esordisce Enrico Bastolla in un comunicato stampa in cui fa alcune riflessioni circa lo stato delle cose all’Ospedale Santa Maria dell’Olmo.

“Si doveva provvedere al rifacimento ex novo della radiologia e si dovevano trovare gli spazi per l’OBI (Osservazione breve). Quattro posti che dovevano servire per il pronto soccorso – e Bastolla, ancora, continua –  c’è da evidenziare il totale disinteresse del Sindaco che non si è mai recato a Salerno per rendersi conto della reale situazione, inviando saltuariamente il delegato alla sicurezza Del Vecchio ed avendo come unico contatto il Direttore sanitario aziendale Cosimo Maiorino. Oggi abbiamo reparti  a Cava che non sono efficienti e funzionali per una tutela a 360 gradi del cittadino in quanto non c’è la presenza di primari capaci di prendere decisioni all’interno del reparto in completa autonomia e indipendente da Salerno. La fotografia di questo è che oggi abbiamo in ospedale solo due primari: uno in rianimazione ed uno in medicina. Gli altri reparti sono strutture intermedie dipendenti da Salerno e senza potere decisionale nell’ambito del reparto”.

Per quanto riguarda il reparto di Dermatologia, Bastolla spiega: “Per il momento ci sono solo tre medici. Nel mese di dicembre perderemo il primario che andrà in pensione ed un altro medico andrà via perché scaduto il contratto annuale. Poiché questi non sono strutturati come dipendenti ospedalieri ed è stata fatta una circolare regionale per cui a fine contratto, andrà via senza possibilità alcuna di rinnovo. Rimarrà soltanto una dottoressa universitaria con 18 ore settimanali”.

Infine, Bastolla analizza anche la situazione del TAO e del reparto di Radiografia e dice: “Per quanto riguarda il TAO (trattamento anticoagulante) che doveva essere ambulatorio cardiologico, questo è stato acquisito dalla medicina che ne ha ridotto notevolmente i ritmi. Si è passati da 5 giorni a 2 a settimana con la conseguenza che l’utenza è costretta a rivolgersi presso dei centri privati, naturalmente a pagamento. La Radiologia non fa più attività, facendo rivolgere i pazienti anche in questo caso, all’esterno”.

In conclusione, una cosa è scontata: sull’Ospedale civico metelliano c’è da anni sempre qualcosa da dire. Purtroppo.

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