Cava de’ Tirreni, scusa finita per il personale da assegnare al Piano di Zona: i fondi ci sono, le assunzioni pure. Ora il Comune non ha più alibi
Per anni si è detto “non possiamo assumere”. Ma i fondi statali c’erano già. Ora la Corte dei Conti chiarisce tutto: le assunzioni di personale per le politiche sociali non pesano sui bilanci. I sindacati avevano ragione
Torniamo a parlare del personale delle politiche sociali del Comune. Poco più di un anno e mezzo fa clicca qui per leggere, i sindacati CGIL, CISL e UIL proclamarono lo stato di agitazione denunciando una grave carenza di personale.
Il dato più evidente: un assistente sociale ogni 16.600 abitanti, ben lontano dagli standard di legge (tra 1 ogni 4.000 e 1 ogni 5.000). Una situazione già segnalata da molto tempo prima clicca qui per leggere, insieme alla povertà dell’offerta sociale e socio-sanitaria nel territorio del Piano di Zona, che comprende i comuni della Costiera con Cava de’ Tirreni capofila.
Proprio qui emergeva il paradosso: il Comune avrebbe dovuto avere almeno 9 assistenti sociali, ma ne contava l’equivalente di appena 4. E questo nonostante la possibilità di assumerli con fondi statali, quindi senza pesare sulle casse comunali. Una possibilità mai sfruttata, anche per il timore di superare i limiti di spesa del personale.
Ora, però, la situazione cambia.
Con la deliberazione n. 10/2026, la Corte dei Conti chiarisce definitivamente che il personale assunto con il Fondo per le Non Autosufficienze non rientra nei limiti assunzionali dei Comuni. Sono assunzioni “eterofinanziate”, quindi neutre per il bilancio.
In concreto: se gli assistenti sociali vengono pagati con questi fondi statali, non incidono sui parametri che bloccano le assunzioni.
C’è una sola condizione: le risorse devono essere tracciabili e utilizzate esclusivamente per lo scopo previsto, cioè il rafforzamento dei servizi per la non autosufficienza. Il quesito dell’associazione dei comuni, in altre parole, riguarda direttamente l’implementazione dei PUA (Porta unica di accesso), ovvero le strutture organizzative finalizzate a garantire l’accesso integrato ai servizi sociali e sociosanitari per le persone non autosufficienti. Detto in parole semplici, per far capire anche i non addetti ai lavori, il quesito riguarda il lavoro delle assistenti sociali che prendono in carica soggetti non autosufficienti per assisterli e guidarli sia nell’ambito sociale che sanitario.
Si tratta di un chiarimento richiesto dall’ANCI per evitare interpretazioni contrastanti, e ora finalmente operativo. E riguarda, ovviamente, qualsiasi tipo di assunzione con fondi “eterofinanziati”. Nel nostro Comune, tanto per capirci, sono da tempo “parcheggiati” oltre cinque milioni di euro da spendere a favore delle categorie più deboli. E i servizi per essere erogati devono per forza di cose essere garantiti dalla presenza, e quindi dall’assunzione, di operatori sociali qualificati. Volendo essere sempre più chiari e quindi comprensibili anche per i non addetti ai lavori, facciamo un esempio banale: se si vuole aprire una pizzeria per prima cosa bisogna assumere il pizzaiolo.
La conclusione è semplice: i sindacati avevano visto giusto. Le assunzioni si potevano fare già prima, e ora si devono fare.
Ora tocca ai Comuni – compreso il nostro – assumere personale per il Piano di Zona e i servizi sociali, sfruttando risorse eterofinanziate che non gravano sul bilancio comunale. D’altro canto, la città ha un bisogno evidente di assistenti sociali: oggi è possibile sia assumere nuove figure sia portare a tempo pieno chi è ancora part-time, senza gravare sul bilancio.
Inoltre, con queste assunzioni di assistenti sociali e con le nove unità di altre figure professionali già assegnate in questi giorni al Comune di Cava de’ Tirreni clicca qui per leggere, il Piano di Zona – che ha retto finora pur tra difficoltà – può rafforzarsi davvero. I servizi sociali, in parole povere, possono tornare a funzionare meglio, a beneficio delle fasce più deboli.
Altro che soluzioni pasticciate e senza fine… tipo ASCCCA, tanto per intenderci e non sbagliare.







