scritto da Redazione Ulisseonline - 29 Aprile 2026 08:03

Cava de’ Tirreni, al via dallo Stato 9 assunzioni per il sociale: l’ombra dei ritardi con il pasticcio dell’ASCCCA e le occasioni mancate che gridano vendetta

Nuovo personale assunto e pagato da Roma per l’Ambito S2, ma i ritardi locali fanno male: sull’ASCCCA pesa ancora un fallimento annunciato, tra fondi inutilizzati e servizi negati ai più fragili

(foto Angelo Tortorella)

A Cava de’ Tirreni qualcosa finalmente si muove, ma non per iniziativa locale. Sarà infatti lo Stato a rafforzare i servizi sociali cittadini con l’arrivo di nove nuove figure professionali destinate al Piano di Zona dell’Ambito S2: tre funzionari amministrativi, un contabile, due psicologi, due educatori socio-pedagogici e un pedagogista. Tutti assunti a tempo determinato e, soprattutto, senza gravare sulle casse comunali già in affanno.

Il provvedimento rientra nel piano nazionale da 3.839 assunzioni voluto dal Ministero del Lavoro e finanziato con 545 milioni di euro nell’ambito del programma contro povertà ed esclusione sociale. Con il decreto del 23 aprile 2026 si è passati dalla teoria alla pratica: i posti sono stati distribuiti territorio per territorio e gli ambiti, compreso quello cavese, stanno completando le ultime procedure prima delle immissioni in servizio.

Un’iniezione di competenze che arriva dopo anni di carenze croniche, soprattutto nelle professionalità più delicate: psicologi, educatori, operatori del sociale. Figure essenziali per dare risposte concrete a famiglie fragili, minori, anziani e persone in difficoltà.

Eppure, dietro questa buona notizia, resta una domanda scomoda: perché si è dovuto attendere l’intervento statale per fare ciò che i Comuni dell’Ambito avrebbero potuto già realizzare? Il caso emblematico è quello dell’ASCCCA, l’azienda consortile che avrebbe dovuto rappresentare il salto di qualità nella gestione dei servizi sociali e che invece è rimasta impantanata tra errori, ritardi e un avvio mai davvero decollato.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: fondi disponibili non pienamente utilizzati, servizi rallentati e un territorio costretto a inseguire opportunità già finanziate. Ora lo Stato prova a colmare il vuoto, anticipando di fatto scelte e responsabilità che spettavano agli enti locali, con Cava de’ Tirreni capofila dell’Ambito.

Le nuove assunzioni sono un segnale positivo, ma anche un promemoria severo: il welfare non può vivere di rinvii. E mentre i professionisti stanno per entrare in servizio, resta il conto politico di anni persi — un’eredità che pesa sul sindaco uscente Vincenzo Servalli e sulla sua amministrazione.

Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

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