Atrani rompe gli indugi: atto ‘difforme e inefficace’, diffida al notaio e ultimatum all’ASCCCA
Il Comune accusa il notaio di aver rogato un atto non conforme alla volontà consiliare e blocca ogni attività dell’Azienda Speciale. Siravo intima: “Rettifica immediata o si va nelle sedi competenti”
Il Comune di Atrani alza il tono e lo fa con due documenti ufficiali che, nel giro di poche ore, ridisegnano l’intero quadro dei rapporti con l’Azienda Speciale Consortile Cava–Costa d’Amalfi. Due note firmate dal sindaco Michele Siravo, entrambe datate 29 aprile 2026, che arrivano a distanza di mesi dalla sospensione cautelativa degli atti e che ora assumono la forma di una vera e propria offensiva istituzionale.
La prima è una diffida formale indirizzata al notaio Raffaele Laudisio, rogante dell’atto costitutivo dell’ASCCCA; la seconda è un riscontro al presidente del CdA dell’Azienda, Carmine Memoli, con cui Atrani comunica l’impossibilità di pubblicare un Avviso e, contestualmente, intima allo stesso CdA di intervenire per sanare la posizione del Comune.
La ricostruzione contenuta nella diffida al notaio è netta e non lascia margini interpretativi. L’Amministrazione ricorda che già il 29 ottobre 2025 aveva notificato la sospensione cautelativa degli atti relativi all’adesione all’Azienda Speciale. Da allora, spiega il Comune, sono emerse “gravi difformità” tra il testo rogato e lo schema approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 4 del 12 marzo 2024. Difformità che riguardano sia l’entità del fondo di dotazione sia il contenuto di diverse clausole, e che – si sottolinea – erano note al notaio “già al momento del rogito”.
La contestazione è pesante: l’atto, così come redatto, non rispecchierebbe la volontà dell’Ente e violerebbe i limiti del mandato autorizzativo, introducendo obblighi patrimoniali e assetti giuridici mai approvati dal Consiglio. Per questo, Atrani chiede una rettifica immediata, anche tramite la procedura semplificata prevista dall’art. 59-bis della Legge Notarile, e la contestuale regolarizzazione della posizione del Comune presso il Registro delle Imprese, poiché l’iscrizione effettuata non corrisponderebbe alla reale volontà deliberativa.
Il passaggio più duro arriva quando l’Amministrazione afferma che l’atto rogato deve considerarsi “giuridicamente inefficace, non perfezionato e privo di effetti vincolanti” nei confronti del Comune di Atrani. Una presa di posizione che, di fatto, disconosce la validità dell’adesione all’Azienda Speciale. A ciò si aggiunge un altro elemento di rilievo: ogni onere economico derivante dalla rettifica, comprese eventuali sanzioni per l’iscrizione ritenuta erronea, viene posto “a esclusivo ed integrale carico” del notaio.
Il documento si chiude con un ultimatum: sette giorni per fornire riscontro, altrimenti il Comune agirà nelle sedi competenti, con possibile segnalazione agli organi di vigilanza e al Consiglio Notarile.
La seconda nota, indirizzata al presidente del CdA dell’ASCCCA Carmine Memoli e trasmessa per conoscenza ai Comuni dell’Ambito S2, al Revisore dei Conti Rocco Leo, all’Ufficio di Piano e alla Regione Campania, si inserisce direttamente nel solco della diffida. Atrani comunica di non poter pubblicare l’Avviso trasmesso dall’Azienda Speciale, poiché la propria posizione giuridica all’interno dell’ASCCCA è oggetto di contestazione e non può essere considerata definita. La motivazione è la stessa contenuta nella nota inviata al notaio: fino alla risoluzione delle criticità, il Comune non può compiere atti che possano anche solo indirettamente confermare una partecipazione che ritiene non validamente perfezionata.
Ma la parte più significativa è l’intimazione rivolta al presidente Memoli. Siravo chiarisce che, qualora il notaio non provveda alla rettifica entro i sette giorni assegnati, il CdA dell’Azienda Speciale dovrà30 attivarsi entro ulteriori sette giorni per porre in essere tutti gli adempimenti necessari alla regolarizzazione della posizione del Comune di Atrani. In caso contrario, l’Amministrazione annuncia che si vedrà costretta ad attivare “ogni ulteriore forma di tutela istituzionale, amministrativa e contabile”, anche nei confronti dello stesso presidente, per evitare responsabilità derivanti dal mantenimento di una situazione ritenuta non conforme agli atti consiliari.
Il risultato è un quadro istituzionale estremamente teso, in cui Atrani mette in discussione non solo la validità dell’atto costitutivo, ma anche la legittimità della propria presenza all’interno dell’Azienda Speciale. Una posizione che, se confermata, potrebbe avere ricadute significative sulla governance dell’ASCCCA e aprire scenari di contenzioso sia sul piano amministrativo sia su quello professionale.
Le prossime settimane diranno se il notaio e il CdA accoglieranno le richieste del Comune o se la vicenda approderà nelle sedi di controllo e giudiziarie annunciate.
Nota del Comune di Atrani al Notaio
Nota del Comune di Atrani all’ASCCCA







