Cava de’ Tirreni, l’Avvocatella trasformata in una discarica: decine di sedie abbandonate tra le grotte
Nessun progetto di rilancio turistico potrà mai cancellare l'immagine di una città che non sa rispettare sé stessa
Ancora una volta siamo costretti a segnalare l’ennesimo episodio di inciviltà che mortifica uno dei luoghi più belli e rappresentativi di Cava de’ Tirreni. Alle grotte del Bonea, in località Avvocatella, qualcuno ha pensato bene di abbandonare decine di sedie, trasformando l’ingresso delle grotte in un indecoroso “arredo urbano”. Un gesto vergognoso che sarebbe bastato evitare conferendo il materiale presso l’apposita isola ecologica.
Eppure stiamo parlando di un’area di straordinario valore paesaggistico e religioso. A pochi metri sorge il Santuario di Maria Santissima Avvocata, meta di pellegrinaggi e punto di riferimento per tantissimi fedeli.
Si tratta di una delle zone tra le più suggestive della valle metelliana che nell’Ottocento fu ritratta da numerosi artisti del Grand Tour, affascinati dalle grotte, dal torrente Bonea e dai sentieri che da qui si inoltrano tra i boschi. Oggi, invece, chi arriva si trova davanti una discarica a cielo aperto.
Come se non bastasse, continua a essere dimenticata anche la situazione della SP75 Avvocatella, di competenza della Provincia. Dal marzo 2023, quando una perdita della condotta idrica dell’Ausino provocò il cedimento del muro di sostegno e il restringimento della carreggiata, tutto è rimasto praticamente immobile: una corsia è ancora interdetta, il cantiere è fermo e i residenti temono che il progressivo deterioramento possa portare, ancora una volta, alla chiusura completa della strada, con enormi disagi per chi la percorre quotidianamente.
A rendere ancora più desolante il quadro c’è un altro particolare tutt’altro che secondario: proprio il tratto dove sono stati scaricati i rifiuti è completamente privo di illuminazione pubblica, una condizione che facilita l’azione di chi, approfittando del buio, continua indisturbato a trasformare un patrimonio della città in una discarica.
In questi giorni si è parlato delle opportunità che l’America’s Cup potrebbe offrire anche a Cava de’ Tirreni in termini di turismo e sviluppo. Ma come si può pensare di valorizzare il territorio quando chi arriva si trova davanti scene come questa? E come si può pretendere che le istituzioni facciano la loro parte quando sono gli stessi cittadini, per primi, a calpestare le più elementari regole del vivere civile?
Chi abbandona i rifiuti non è soltanto un incivile: danneggia la propria città, offende la comunità e sottrae bellezza a un patrimonio che appartiene a tutti. Finché si continuerà a considerare boschi, grotte e strade come una discarica personale, nessun progetto di rilancio turistico potrà mai cancellare l’immagine di una città che non sa rispettare sé stessa.








