Cava de’ Tirreni, intervista a tutto campo con il presidente del Consiglio comunale Adolfo Salsano

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il presidente del Consiglio comunale di Cava de' Tirreni Adolfo Salsano (foto Aldo Fiorillo)

Il bilancio del Comune di Cava de’ Tirreni resta in sofferenza e con esso l’intera struttura politico-amministrativa comunale, così come i cittadini metelliani che ne subiscono i negativi riflessi. Ne abbiamo parlato nei giorni scorsi con il presidente del Consiglio comunale Adolfo Salsano, nella precedente consiliatura assessore comunale proprio al bilancio, che sul tema resta ancora un protagonista nonostante ricopra adesso un ruolo istituzionale particolarmente delicato.

Qual è la situazione economica e finanziaria del Comune di Cava de’ Tirreni in questo momento? Dobbiamo preoccuparci di ulteriori tassazioni?

Non sono i numeri ad essere preoccupanti. Se la situazione fosse stata gestita in maniera diversa, sarebbero potuti essere superati e risolti i problemi attraverso un buon piano di rientro, senza fare ricorso al piano di riequilibrio. Ma visto che è stata sposata questa linea operativa, e avendomi il Sindaco chiesto di dare una mano, ho accettato. Ma non voglio certamente restare col cerino in mano. Fu chiesto, a suo tempo, ai dirigenti di presentare un piano in cui emergevano le difficoltà e, soprattutto, le modalità con cui si voleva tamponare ad esse e ottenere delle entrata. Ma delle entrate previste, soltanto una parte mediante le alienazioni è stata ottenuta nei tempi utili, ovvero il 31 dicembre 2021. Tanto per fare un esempio, dalla Metellia Servizi erano previsti introiti per circa un milione e trecentomila euro e, ad oggi, non è entrato neanche un euro.

Perché?

E’ la domanda che mi sono posto anche io.

Per quanto riguarda l’assegnazione di 14 siti per la concessione ventennale di spazi da destinare ai gestori di compagnie telefoniche per l’installazione di antenne per l’importo di 1.430.000 euro?

Non c’è stato il tempo da parte di qualcuno di poter procedere, non capendo che era prioritario.

E circa l’alienazione della farmacia comunale e il recesso dal Consorzio?

E’ stata votata in Consiglio comunale la disponibilità a vendere. Ma si è voluto prendere ulteriore tempo per riflettere. La verità è che siamo in una situazione di stallo, soprattutto a livello dirigenziale, una vera e propria faida interna. Stiamo pagando per incomprensioni e litigi tra dirigenti comunali.

Al di là delle beghe interne, cosa succederà con questo piano di riequilibrio?

Il piano deve consentire a ridurre le tariffe che sono aumentate (trasporto per i ragazzi, impianti sportivi, mensa, asilo nido) nel momento in cui il Comune è stato dichiarato strutturalmente deficitario.

Qual è la differenza tra deficit strutturale e disavanzo di bilancio?

Sono due cose distinte e separate. Il deficit strutturale non preoccupa perché è frutto di parametri (debito fuori bilancio, entrate, percentuali di coperture di spesa ecc.), il disavanzo è il frutto di un risultato di gestione e incide sulle casse. Io ho tentato di spiegare che abbiamo ereditato gran parte di questo disavanzo. Ma non è una nota negativa la mia. Marco Galdi all’epoca fece un accertamento straordinario dei residui alla luce del quale uscì fuori un disavanzo tecnico (ben diverso da quello strutturale) di circa 24 milioni di euro ripianabile in 25 anni. E lo stavamo facendo. Lo scorso anno è pervenuta una sentenza della Corte Costituzionale in cui si sostiene che quello che si doveva ripartire in cinque anni, come anticipazione di liquidità, debba adesso essere ripianato in un lasso temporale molto più breve. Di qui si arriva a sommare circa altri 10 milioni di euro al debito e si arriva a 28 milioni cui si sono aggiunte le cifre debitorie dovute all’emergenza covid, 12 milioni. Ecco perché si è arrivati a 40 milioni di debito. Il nostro bilancio non era particolarmente in sofferenza rispetto agli altri enti. E’ andato in sofferenza perché non siamo stati capaci di mettere i tasselli al posto giusto. C’è stato un irrigidimento di impostazione tecnica che ci ha portato alla situazione attuale.

Entro quando si farà il piano di riequilibrio finanziario?

Con la mia lettera ai consiglieri ho dato uno scossone affinché si acceleri. Entro fine marzo io penso che vedrà la luce per poi essere discusso in Consiglio comunale entro la prima metà di aprile. La mia perplessità è che non si rispettino questi tempi.

Cosa succede se non si approva il piano di riequilibrio?

Non credo che si realizzerà tale ipotesi. Ne scaturirebbe un altro disavanzo di bilancio e da 40 milioni di debito arriveremmo a 60 milioni e potrebbe intervenire la Corte dei Conti, dichiarando il dissesto.

Ci tolga una curiosità: chi sono i loschi figuri di cui parla nella sua lettera?

Diciamo che non mi sono rivolto soltanto ai dirigenti, ma anche alla parte politica in quanto non comprendono la gravità del momento. Il tempo passa inesorabile e non stiamo lavorando per produrre. E’ questo il problema.

Quando dice: “Paghiamo colpe non nostre”, a chi si rivolge?

Ai dirigenti che devono far emergere determinate poste in bilancio che non sono state coperte. E’ uno scaricabarile tra le parti. Posso assicurare che nel Palazzo di Città vi è il caos. I dirigenti non si guardano in faccia mentre si discute in una riunione.

Da quanto sta dicendo emerge una preoccupante debolezza della parte politica.

Assolutamente sì. La politica è debole. E non nego che ho cominciato a chiedermi se si tratti solo di questo, oppure vi sia anche connivenza. Per essere buono, dico che si tratta di debolezza politica.

Dopo aver letto la sua lettera, qualcuno dice che Salsano vuole imporre al dirigente di turno degli artifizi contabili per sistemare il bilancio.

Se sono legittimi e portano il risultato, sì. Si tratta di assumersi delle responsabilità.

Parliamo un momento della vicenda Imu nella zona industriale che molti indicano come aleatoria.

Per aumentare l’importo dei residui attivi ci siamo incamminati in un percorso che ci porterà soltanto disastri. Verranno eliminati questi avvisi di pagamento e non sapremo come far fronte. Sono scelte fatte da un dirigente ai tributi, non mie.

La politica potrebbe fare qualcosa?

Se fosse all’altezza della situazione, sì. L’ultima fase che stiamo attraversando è la goccia che mi ha fatto traboccare il vaso: assunzioni Metellia. Le società partecipate non devono essere il bancomat del Comune, ma, in un momento particolare, se sono in attivo devono contribuire e aiutare. Siccome siamo stati dichiarati Comune strutturalmente deficitario, avevo chiesto già a settembre di non procedere alle assunzioni, ma di rimandare e fare quattro assunzioni alla volta, in base alle esigenze. Non c’è stato verso.

Voci di corridoio dicono che la sua asprezza rispetto a questa situazione sia dovuta al fatto che non è stato accontentato per un suo parente…

Ho litigato con mia sorella perché non ho voluto dare una mano a mio nipote, in virtù della trasparenza e della correttezza. Confuto in maniera assoluta queste voci. Dirò di più, ad avvalorare il mio pensiero sull’inopportunità delle assunzioni alla Metellia, c’è una nota del dirigente Sorrentino che dichiara “temporalmente inopportuna e non funzionale” la decisione di procedere coi concorsi. Addirittura anche quella dei Revisori dei Conti si pronuncia negativamente. “Si ritiene che sia stata una scelta inopportuna in considerazione del complesso economico e finanziario critico in cui versa l’ente per lo stato di deficit strutturale”.

Nel suo inusuale intervento nelle vesti di Presidente del Consiglio comunale durante la seduta di approvazione del bilancio preventivo, ha attaccato i revisori dei conti. Che cosa, a suo dire, hanno sbagliato?

Avevano asserito che non era possibile che quel disavanzo potesse essere ripianato in tre anni con un piano di rientro in quanto avevamo già sfruttato questa possibilità con l’anticipazione di liquidità. Io risposi che erano stupidaggini, dato che non era stato fatto su nostra richiesta, ma per ottemperare a una legge prevista dallo Stato che ha fatto emergere quel disavanzo tecnico. Adesso ne stiamo facendo richiesta per la prima volta. Non c’erano gli elementi per addivenire al parere negativo da loro emesso che comunque, ci tengo a precisare, non è vincolante.

Parliamo ancora di assunzioni. Il reclutamento di oltre novanta persone appartenenti alle categorie protette nell’organico non ha inciso fortemente sulla struttura comunale e sul bilancio?

Non penso che sia stato questo a minare la solvibilità del Comune. C’erano le possibilità per assumerli e c’era anche carenza di personale. Prima di procedere ad altre assunzioni, dovranno essere integrati a tempo pieno. C’è grossa confusione al riguardo. Non è vero che non si possono fare assunzioni a causa del piano di riequilibrio finanziario.

Una domanda che molti si pongono: dopo la sua lettera, cosa intende fare? Resta in maggioranza?

Chiariamo la faccenda. C’è preoccupazione di tenuta all’interno della maggioranza. Io faccio parte della maggioranza in quanto mi sono candidato sposando un progetto, sono loro che si stanno allontanando da esso. Se questo progetto, per cui al tempo ho posto la mia firma, decade, mi sento svincolato.

Molti criticano il suo modus operandi nelle vesti di presidente del Consiglio comunale, adducendo che quanti l’hanno preceduta erano più soft, come dire, più istituzionali, concilianti. Lei invece scende nell’agone a mo’ di moderno picconatore alla Cossiga.

Questo è il mio comportamento da sempre. I consiglieri comunali hanno fiducia in me e mi ritengono all’altezza del compito, l’opposizione in particolare perché mi reputa imparziale, tanto da sembrare a volte più inclinato verso la minoranza. Ma garantisco la mia terzietà. Quando mi accorgo che le cose non vanno bene ho il dovere di avvisare i consiglieri comunali e metterli in guardia.

Più d’uno ritiene fallimentare l’attuale amministrazione, ma non tanto e non solo sul piano economico, quanto su quello prettamente politico. Al cittadino cavese che si sente disorientato e abbandonato, quale messaggio vuole mandare?

Bisogno redigere in fretta un piano di riequilibrio finanziario serio, legittimo e credibile. Dopo di che dobbiamo guardarci negli occhi, fare un esame di coscienza e capire se per il bene della città è consigliabile continuare o tornare alle urne.

Avallerebbe un governo di salute pubblica in cui coinvolgere le opposizioni?

Assolutamente sì. Sono pronto a tutte le soluzioni in quanto sono un uomo che rispetta le Istituzioni. Il piano di riequilibrio, d’altra parte, riguarderà anche il futuro e quindi altre amministrazione. In prospettiva, ad esempio, si può anche pensare a Fabio Siani sindaco magari con l’appoggio di Vincenzo Servalli.

Lei lo appoggerebbe?

Sì. Se nell’ambito di un progetto civico, lo appoggerei.

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