Cava de’ Tirreni, intervista a Marcello Murolo sulla proposta di una Giunta di salute pubblica per salvare il salvabile

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“Il sindaco Servalli dovrebbe dimettersi, però sono realista: finché potrà preferirà restare attaccato alla poltrona”

“Serve un governo cittadino capace di amministrare la città, imporsi all’apparato burocratico, resistere alle spinte clientelari e corporative…”

 

 

 

Sulla crisi finanziaria del Comune di Cava de’ Tirreni, e soprattutto sul come affrontarla e superarla da un punto di vista politico, abbiamo intervistato il leader del centrodestra metelliano ed esponente di primo piano dell’opposizione, l’avvocato Marcello Murolo.

 

 

 

Lei ha proposto un governo municipale di salute pubblica per salvare il salvabile. Proposta sicuramente nobile e generosa, oltre che impegnativa, ma allora vuol dire salvare anche e soprattutto il mandato del sindaco Servalli e non chiedere le sue dimissioni da primo cittadino?

Io, nell’occasione alla quale si riferisce, io ho detto innanzitutto che visto il disastro amministrativo al quale ha condotto la città, il sindaco Servalli dovrebbe dimettersi. Poiché però sono un realista, e penso che non sarà facile che il sindaco si dimetta e che preferirà restare attaccato alla poltrona finché potrà, ho detto che non è pensabile che questa stessa giunta sia in grado di affrontare le difficoltà che ci attendono e di  gestire il riequilibrio delle finanze comunali. Attualmente mancano, per un compito di questo genere, competenza, credibilità e determinazione, vale a dire la capacità di ridurre la spesa affrontando l’ostilità di chi di quella spesa ha beneficiato fino ad oggi.  Visto che secondo me così non si va da nessuna parte, se non verso un dissesto conclamato, ho evidenziato che è necessario sostituire la giunta attuale -e sottolineo tutta la giunta- con assessori che abbiano le capacità e le credibilità richieste dal momento attuale.

Ci spiega in cosa consiste questo governo di salute pubblica?

Chiamiamolo governo di salute pubblica, chiamamolo giunta tecnica, chiamiamolo come ci piace di più. Deve trattarsi di una compagine capace di amministrare la città, imporsi all’apparato burocratico, resistere alle spinte clientelari e corporative, avere chiara visione delle priorità e delle misure operative da mettere in atto, e, soprattutto, in grado di risultare credibile agli occhi di chi (MEF e/o Corte dei Conti) tra poco inizierà a controllarci più da vicino.

Di sicuro ci saranno dei paletti politici ed etici?

Che ci siano dei paletti etici è fin troppo ovvio. Ed etica, in un momento come questo, non significa solo mancanza di precedenti penali e  trasparenza di comportamenti, ma soprattutto lealtà e chiarezza verso i cittadini, capacità di impostare un discorso pubblico basato sulla verità e non su narrazioni di comodo. L’esatto opposto di quello che è successo negli ultimi anni.

Quanto ai paletti politici, proprio per tranquillizzare tutti, secondo me si dovrà trattare di persone scelte di comune accordo dalla maggioranza e dall’opposizione  che non siano schierate politicamente in maniera aperta e non abbiano preso parte in prima persona alle ultime battaglie elettorali. Nessuno, insomma, che possa far nascere il dubbio di fare il politico e non il tecnico grazie alla sua nuova posizione.

A quali requisiti dovranno rispondere i componenti di questa giunta di salute pubblica?

Quelli che ho detto sopra. Competenza, capacità, dirittura e trasparenza nei confronti della città. Ed uno finale, più importante di tutti. Indipendenza: indipendenza caratteriale, indipendenza morale, indipendenza economica.

Ci si metterà intorno ad un tavolo per definire un programma?

Il programma è uno solo e sta scritto nei fatti. Mettere in sicurezza i conti della città, ridurre le spese (la famosa spending review promessa dal Sindaco e della quale non si è mai più parlato) e assicurare un livello almeno dignitoso di servizi sociali, per proteggere soprattutto le fasce più deboli, che sono quelle destinate a pagare il prezzo più alto per i baratro che si è aperto.

E quale dovrebbe essere la durata di questo governo di salute pubblica?

Quella necessaria  ad impostare seriamente e mettere sui binari il programma di risanamento che ho detto. Dodici mesi, massimo 18, poi al voto.

Lei crede che la maggioranza accetterà una siffatta proposta che rompe equilibri consolidati e più ancora sconvolge sedimentate posizioni di potere?

Purtroppo no. E i motivi del rifiuto li ha già dati lei nella domanda.

Se la sua proposta di governo di salute pubblica andrà in porto Servalli comunque continuerà il suo mandato di sindaco. Lei crede che i cittadini apprezzeranno e condivideranno questa situazione?

Questo non lo so. Spero che i cittadini si rendano conto che per giudicare e gli amministratori occorre valutare  quello che fanno e non farsi incantare da quello che dicono.

C’è chi suggerisce all’opposizione di votare il bilancio consuntivo in quanto non solo è il primo veritiero dopo anni ma soprattutto perché è la dichiarazione di fallimento fatta da Servalli e i suoi. In merito qual è il suo pensiero?

Sinceramente mi sembra una follia. Non si  dice sì al fallimento preparato da altri. E poi, per quale motivo i consiglieri di opposizione dovrebbero prendersi le stesse responsabilità che stanno per prendersi i consiglieri di maggioranza? A ciascuno il suo.

Un’ultima domanda. Capiamo il senso di responsabilità istituzionale dettato soprattutto dall’amore per la nostra città, ma ci dica la verità, lei si fida di Servalli?

Credo che nessuno se ne fidi più, nemmeno chi gli è stato vicino fino ad oggi. Per questo, se la mia idea andasse in porto, occorrerà scegliere persone in grado di dare sicurezza anche da questo punto di vista.

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