Cava de’ Tirreni, conti del Comune: Eugenio Canora chiede un audit indipendente
Una verifica indipendente per definire con precisione la situazione finanziaria del Comune. Canora propone un audit esterno per garantire trasparenza e basi tecniche condivise
Fare chiarezza sui conti del Comune di Cava de’ Tirreni, distinguendo l’eredità del passato dalle scelte della nuova amministrazione e mettendo a disposizione di Consiglio e cittadini dati completi e verificabili. È questo il cuore della proposta del consigliere comunale Eugenio Canora, esponente di Cava SIA – Città in Comune, che chiede un audit straordinario affidato a un soggetto esterno, qualificato e indipendente.
La richiesta nasce dal dibattito acceso delle ultime settimane sulla situazione finanziaria dell’Ente e sulla reale sostenibilità del Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale. Per Canora, prima di parlare di dissesto, responsabilità o soluzioni, occorre conoscere con precisione i numeri: il valore effettivo dei residui attivi, la consistenza dei debiti fuori bilancio e delle passività potenziali, l’adeguatezza degli accantonamenti, l’impatto dei contenziosi sui futuri esercizi e la tenuta concreta del Piano di riequilibrio. Sono domande, sostiene, alle quali la città ha diritto di ottenere risposte chiare.
L’audit avrebbe una funzione precisa: definire lo “stato zero” della nuova consiliatura, ricostruendo in modo trasparente la situazione ereditata e individuando eventuali criticità prima che producano ulteriori conseguenze. Canora rivolge direttamente l’appello al sindaco Raffaele Giordano, ricordando che fino alle elezioni sedeva, come lui, tra i banchi dell’opposizione. Proprio per questo, insiste, su una battaglia di trasparenza può esistere un interesse comune: se esistono problemi che vengono dal passato, è interesse della nuova amministrazione conoscerli, quantificarli e renderli pubblici; se alcune preoccupazioni fossero infondate, un’analisi indipendente aiuterebbe comunque a fare chiarezza.
Cava SIA sottolinea che l’obiettivo non è usare la situazione finanziaria come terreno di scontro politico, né attribuire responsabilità prima che siano dimostrate dagli atti. Al contrario, si vuole evitare che il confronto si riduca alla contrapposizione tra chi considera il dissesto inevitabile e chi nega qualsiasi problema. Tra queste due posizioni, avverte Canora, devono esserci i numeri: la storia amministrativa della città non può essere riscritta a seconda di chi governa, chi ha amministrato deve rispondere delle proprie scelte, chi governa oggi deve avere il coraggio di verificare ciò che ha ricevuto e assumersi la responsabilità delle decisioni future, disponendo di tutte le informazioni necessarie.
La proposta prevede infine che le risultanze dell’eventuale audit siano messe a disposizione degli organi istituzionali competenti, come base tecnica comune per il successivo confronto politico. Di fronte a una questione delicata come quella dei conti pubblici, Cava SIA ritiene che la trasparenza sia la migliore tutela sia per i cittadini sia per chi oggi è chiamato ad amministrare. Prima di stabilire chi abbia ragione, conclude il post, bisogna stabilire come stanno davvero i conti. E prima di parlare del futuro finanziario di Cava, bisogna sapere con precisione da dove si sta partendo.
Ci permettiamo, a margine di ciò, di formulare sommessamente una semplice domanda. Il consigliere Canora ha letto la corposa relazione di ben 44 pagine dei Revisori di conti sul Rendiconto 2025 del nostro Comune datata 13 agosto scorso? Immaginiamo di sì, tant’è che molte se non tutte le risposte alle sue legittime domande le ha di sicuro già trovate in quelle pagine. Poi, ovviamente, fermo restante le esigue disponibilità finanziarie comunali, ben venga un 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐭 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨 di 𝐮𝐧 𝐬𝐨𝐠𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐞𝐬𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨, 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞, con l’obiettivo di effettuare una ricognizione approfondita della situazione finanziaria del Comune.







