Cava de’ Tirreni, approvato il bilancio di previsione ma la maggioranza perde un pezzo: Eugenio Canora abbandona l’aula

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foto Gabriele Durante

In una seduta fiume del Consiglio Comunale sono stati votati ieri il bilancio di previsione finanziario 2021-2023 e l’approvazione del Dup (Documento unico di programmazione) del Comune di Cava de’ Tirreni.

Provvedimenti mai quanto adesso oggetto di contestazioni e forti critiche da parte dell’opposizione e della città a causa dei previsti aumenti delle tariffe. La maggioranza di Servalli, sino ad ora sempre granitica e compatta, ha mostrato una crepa con l’astensione dal voto al Dup e l’assenza al voto sul bilancio del consigliere Eugenio Canora, presidente della Commissione Sport e Turismo.

Ma procediamo con ordine nel raccontare il lungo pomeriggio che ha caratterizzato la vita politica metelliana.

A prendere per prima la parola, l’assessore al Bilancio Antonella Garofalo che ha fatto un articolato preambolo tecnico relazionando sul Dup e sul bilancio di previsione 2021/2023: “Ci tengo in maniera particolare a ringraziare tutti gli uffici che vi hanno lavorato, Il Dup è lo specchio delle linee di mandato dell’amministrazione in cui viene dato particolare rilievo alle opere pubbliche con un focus particolare ad ambiente ed ecologia. Presupposto indispensabile per approvazione del bilancio di previsione. Le entrate previste nel bilancio preventivo sono congrue ed attendibili, è previsto corposo piano di alienazioni, ma comunque attendibile. Ad oggi abbiamo aggiudiche per tre milioni e mezzo. Probabilmente siamo troppo fiduciosi, ma non siamo pazzi. C’è voglia di crederci”.

La Garofalo ha poi contestato alcuni pareri del collegio dei revisori dei conti che ha bocciato il piano di rientro del disavanzo: “Non condividiamo – ha asserito – il parere non favorevole dei revisori dei conti, alcuni passaggi ci hanno lasciati molto perplessi”.

Le ha immediatamente risposto Italo Cirielli di Fratelli d’Italia: “Fino ad ora ho ascoltato tante belle parole (es. Cava città europea, città dello sport) eppure nella realtà dei fatti ci saranno tanti aumenti di tariffe a scapito dei cittadini, soprattutto i meno abbienti che patiranno di più. Se siamo arrivati a questo punto con quasi 13 milioni di euro di disavanzo, c’è sicuramente qualcosa da rivedere. Ecco perché Fratelli d’Italia ha chiesto le dimissioni del sindaco”.

Anche Pasquale Senatore, durante la discussione del bilancio da approvare, è stato categorico nel suo giudizio, parlando di un documento che si basa su ipotesi e presunzioni. “Tante presunzioni – ha dichiarato – e poche certezze, soltanto quelle sull’aumento delle tariffe che incideranno pesantemente sulla vita dei cittadini, per tamponare alle problematiche in cui ci troviamo.  

A dire la sua, in nome del gruppo politico La Fratellanza, è stato poi il consigliere Luigi Petrone: “Non so se parlare come politico o da padre di famiglia – ha esordito – La situazione non è rosea, non voglio puntare il dito contro qualcuno in particolare, ma ciò che sta accadendo è imbarazzante. Un buon padre di famiglia quando vede le difficoltà, si siede e vede il da farsi. Se il Sindaco si fosse circondato di persone allo zenit, oggi non ci troveremmo in questa situazione. Sono da rivedere diverse cose: posizioni organizzative, staff del Sindaco, prestazioni di servizio, emolumenti dei politici e tante altre spese: messi insieme tanti piccoli costi, faranno una somma congrua che si potrà risparmiare”. “La soluzione migliore – ha concluso – non è alienare i beni del Comune, ma trovare un altro metodo. Altrimenti sono costretto a dire che non sapete amministrare”.

E’ stato poi il turno di Marcello Murolo di Siamo Cavesi che, nel richiamare le parole dell’assessore Garofalo, ha esordito: “Ce ne vuole di coraggio ad attaccare la relazione dei revisioni dei conti! Ad ascoltarvi pare che tutto vada bene, che il bilancio sia splendido e non presenti criticità. La previsione di entrata è auspicabile, ma non ci sono titoli certi per renderla esigibile. C’è, invece, un problema di controllo di gestione, una considerevole sofferenza di cassa  e una evidente criticità nella riscossione delle entrate. So benissimo che i problemi del Comune di Cava non nascono oggi, ma se la situazione peggiora e non migliora, evidentemente non è stato fatto quel che andava fatto. Non ci si può attendere risultati diversi facendo sempre le stesse cose”.

Nella lunga seduta in cui si sono susseguiti i pareri dei consiglieri, ha parlato anche, per la maggioranza, Giuliano Galdo, difendendo le scelte impopolari fatte e spiegandone il motivo: L’atto che approviamo comporta responsabilità e coraggio, qualità che l’amministrazione non ha mai fatto mancare negli anni di mandato. Amministrare in Italia sta diventando sempre più difficile. La nota della Corte dei Conti dice che il 28% dei Comuni in più è andato in disavanzo”. Entrando nel merito della questione, si è così espresso: “Il Comune nel 2015 era già in disavanzo di 20 milioni di euro. Poi è arrivato il Covid che ha sconvolto l’economia e ha fatto sì che le entrate si riducessero e ora ci ritroviamo a dover fare delle manovre che non fanno piacere a nessuno. L’Amministrazione, facendo oggi delle scelte impopolari, ha indicato una strada per mettere a posto i conti di Cava una volta per tutte”.

Ma la situazione si è infervorata quando ha preso la parola il presidente del Consiglio ed ex assessore al Bilancio, Adolfo Salsano, che in un lungo e scoppiettante discorso ha “sfogato”, come lui stesso ha detto quanto ha trattenuto nelle settimane precedenti il Consiglio. Tra le tante dichiarazioni ed excursus sul passato economico cittadino, ne ha avute da dire anche ai revisori dei conti: “Dopo tanti anni di amministrazione, oggi constato tanta “cazzimma” da parte dei revisori dei conti – sono state le sue parole – il loro parere era già preparato, come il carabiniere che già in partenza, quando ti ferma, ha intenzione di farti la multa. Questi “iettatori” hanno messo in discussione il piano delle alienazioni e, paradossalmente, stiamo vendendo in maniera incredibilmente veloce, rischiamo di dover fare una variazione di bilancio”. Una dura accusa la sua, ma anche un rimbalzare le dure parole di chi ha messo in discussione il passato prossimo della gestione dei bilanci comunali che lo ha visto protagonista.

Lo strappo c’è stato con le esternazioni del consigliere di maggioranza Eugenio Canora che di fatto ha preso le distanze dai suoi compagni e dal Sindaco. Canora infatti si è astenuto dalla votazione sul Dup e ha abbandonato l’aula dopo aver preso la parola e spiegato le motivazioni del suo allontanamento. “So quanto questa mia scelta di oggi inciderà sul mio futuro politico – ha esordito – Siamo stati insieme per sei anni. La mia, stasera, è un’astensione di fiducia. Se i problemi fossero soltanto nel merito delle cose, sarebbe diverso. Non sono contrario soltanto nel merito, ma anche nel metodo utilizzato. Una domenica notte la giunta decide di alzare le tariffe delle strutture sportive di ben dieci volte tanto senza avvisare i membri della commissione apposita. Io avevo una soluzione diversa e avevo messo al corrente il Sindaco e invece mi sono trovato col provvedimento adottato”. Canora ha ribadito di essere conscio che questa presa di posizione probabilmente gli costerà la cacciata dalla maggioranza e, adducendo motivazioni personali, ha abbandonato l’aula senza votare il bilancio.

Conseguenze che sicuramente ci saranno poiché il sindaco Vincenzo Servalli, nel concludere il dibattito prima della votazione, ha chiaramente alluso a lui quando ha asserito con durezza e decisione: “Chi ha disertato oggi ha chiuso i rapporti politici con me”.

“Sono stato travolto da una valanga di fango e con me la mia famiglia – ha esordito, riferendosi ai tanti commenti sui social – Non possono essere queste le regole del gioco che deve essere improntato al massimo rispetto dell’avversario. Ho dovuto querelare un lungo elenco di persone”. Parlando della richiesta delle dimissioni, ha così  spiegato la sua decisione di restare: “Non è lasciando che si risolvono i problemi. Io resto per amore di Cava! Detto ciò qualcosa di sbagliato e di superficiale c’è stato e abbiamo dovuto prendere provvedimenti dolorosi per recuperare i costi dell’Ente. Il mio staff per un periodo di tempo non sarà operativo, dovrò rinunciare alla loro preziosa collaborazione e questo è un fatto molto doloroso per me.

Il sindaco ha rassicurato che la città reagirà a questa situazione: “Supereremo questo momento, sono ottimista e fiducioso. C’è la necessità anche da parte mia di fare un passo in avanti. Da oggi in poi chi sbaglia paga. Senza attenuanti. Non ce lo possiamo permettere più. Alla fine sono sempre io a pagare agli occhi dell’opinione pubblica, e prima di morire io, mi devono venire a dire come stanno effettivamente le cose. Questo è un momento delicato e chiedo alle forze di opposizione di dare una mano. Il mio tempo di amministratore sta finendo, non sono io il vostro ostacolo per le prossime elezioni. Dateci una mano nell’interesse della città”.

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