Cava de’ Tirreni, allarme del Comitato Cittadino Sanità Territoriale: “Il ritiro della riforma dei medici di famiglia è un passo indietro per la sanità territoriale”
Il Comitato critica la scelta del Governo e chiede a Regione e Comune di intervenire per salvare il percorso di rafforzamento dell’assistenza di prossimità. Senza una riforma strutturale, le Case della Comunità rischiano di restare vuote
Il ritiro della riforma che avrebbe integrato in modo più strutturato i medici di medicina generale nelle Case della Comunità rappresenta “un grave passo indietro per la sanità territoriale”. A denunciarlo è il Comitato Cittadino Sanità Territoriale di Cava de’ Tirreni, che esprime “profonda preoccupazione e ferma contrarietà” alla decisione del Governo.
Secondo il Comitato, questa scelta rischia di compromettere il percorso di modernizzazione del Servizio Sanitario Nazionale e di indebolire gli investimenti del PNRR destinati alla medicina di prossimità. Da anni, ricordano i portavoce, i cittadini segnalano difficoltà crescenti: carenza di medici, liste d’attesa interminabili, pronto soccorso sovraccarichi e forti disuguaglianze tra aree urbane e periferiche.
In questo quadro, il ritiro della riforma “invia un segnale negativo proprio a chi attende risposte concrete”. Il Comitato riconosce la necessità di un confronto con le organizzazioni dei medici di famiglia e di migliorare alcuni aspetti applicativi, ma ritiene che “la risposta non possa essere l’abbandono del progetto”. Al contrario, serve rilanciare il dialogo per costruire un modello che garantisca una presenza stabile dei professionisti nelle Case della Comunità, una reale integrazione tra medici, infermieri, specialisti e servizi sociali, maggiore accessibilità per anziani e fragili e un uso efficace delle risorse pubbliche.
Il rischio, avverte il Comitato, è che le nuove strutture finanziate dal PNRR restino “contenitori privi delle necessarie professionalità”, trasformandosi in un’occasione mancata proprio mentre il Paese avrebbe bisogno di rafforzare la medicina territoriale.
Per questo, il Comitato chiede al Presidente della Regione Campania e al neo-sindaco di Cava de’ Tirreni, Raffaele Giordano, di intervenire al fianco di associazioni civiche e rappresentanze dei cittadini per riaprire immediatamente un tavolo di confronto con il Governo. L’obiettivo: trovare una soluzione condivisa che non rinunci all’innovazione e al rafforzamento dell’assistenza territoriale.
“La tutela del diritto alla salute richiede coraggio, visione e capacità di riforma”, concludono i portavoce Francesco Musumeci e Daniela Bifolco. “Rinunciare oggi a modernizzare la medicina territoriale significa rinunciare a un diritto garantito dalla Costituzione”







