Cava de’ Tirreni, accessi abusivi alla banca dati comunale: chiesto il rinvio a giudizio per Cicalese
La denuncia degli avvocati Alfonso e Marco Senatore al centro dell’indagine. Pendenti anche gli accertamenti del Garante Privacy sul trattamento dei dati personali
“Il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, Dr. Saba, ha depositato in data 9 settembre 2026 la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Stefano Cicalese, dirigente del Comune di Cava de’ Tirreni ed ex Comandante della Polizia Locale, per il reato di cui all’art. 615-ter c.p., contestato anche nelle forme aggravate indicate nel capo di imputazione.
Il GUP, dr. Rossi, con decreto del 14 settembre 2026, ha quindi fissato per il 10 novembre 2026 l’udienza preliminare presso la Cittadella Giudiziaria di Salerno.
Secondo la contestazione formulata dalla Procura, Cicalese avrebbe effettuato, in un arco temporale compreso tra il 3 febbraio 2022 e il 26 agosto 2024, plurimi accessi alla banca dati TARMMU del Comune di Cava de’ Tirreni utilizzando le proprie credenziali, quando non ricopriva più l’incarico di dirigente del Settore Tributi, per un numero di accessi indicato nel capo di imputazione in 44 interrogazioni del sistema, ritenute dall’accusa estranee alle esigenze dell’ufficio”.
E’ quanto fanno sapere con un comunicato stampa gli avvocati Alfonso Senatore e Marco Senatore, entrambi assistiti e rappresentati dall’avvocato Arturo Della Monica, i quali avevano presentato una denuncia-querela con cui veniva chiesto all’Autorità giudiziaria di verificare la sussistenza del reato di accesso abusivo a sistema informatico, nonché di ogni altra eventuale fattispecie ravvisabile nei fatti denunciati.
“I due professionisti -si legge nel comunicato stampa- avevano appreso che le rispettive posizioni tributarie risultavano tra quelle oggetto degli accessi alla banca dati comunale e, proprio per questo, avevano chiesto al Comune di conoscere le modalità, le ragioni e le finalità degli accessi effettuati sui loro dati personali. Dalla risposta ricevuta dal Comune era emerso che i dati personali degli avvocati Senatore – tra cui dati anagrafici, codice fiscale, indirizzo, dati catastali e informazioni relative alla posizione TARI – erano stati effettivamente consultati e che l’accesso era stato effettuato da Stefano Cicalese nella sua qualità di Comandante della Polizia Municipale”.
Dal comunicato stampa si apprende altresì che la Procura, all’esito delle indagini, ha quindi ritenuto di formulare una richiesta di rinvio a giudizio, individuando tra le persone offese anche Alfonso Senatore e Marco Senatore, oltre al Comune di Cava de’ Tirreni, Francesco Sorrentino e Arturo Padovano Sorrentino.
Nel procedimento Cicalese è difeso dall’avvocato Federico Conte.
Le altre persone offese risultano assistite, secondo gli atti notificati, dall’avvocato Giuseppe Della Monica per Francesco Sorrentino e dall’avvocato Gianluca Fuccillo del Foro di Benevento per Arturo Padovano Sorrentino.
“La vicenda non si è però esaurita sul piano penale -prosegue il comunicato- gli avvocati Alfonso e Marco Senatore hanno infatti presentato anche un reclamo al Garante per la protezione dei dati personali, ai sensi dell’art. 77 del Regolamento UE 2016/679, chiedendo all’Autorità di verificare la correttezza del trattamento dei loro dati personali e l’eventuale violazione della normativa in materia di protezione dei dati. Il procedimento davanti al Garante Privacy risulta tuttora pendente. Si tratta di un secondo e autonomo piano di verifica, distinto da quello penale, volto ad accertare sotto il profilo della disciplina sulla protezione dei dati personali se il trattamento e la consultazione delle informazioni contenute nella banca dati comunale siano avvenuti nel rispetto della normativa vigente. Il Garante conferma che il reclamo ex art. 77 GDPR costituisce lo strumento attraverso il quale l’interessato può chiedere all’Autorità di verificare una possibile violazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali”.
Gli avvocati Alfonso e Marco Senatore, tramite il loro difensore avvocato Arturo Della Monica, intendono ora attendere con rispetto l’esito dell’udienza preliminare e del successivo percorso giudiziario, ribadendo al tempo stesso la necessità che venga fatta piena luce sulle modalità di accesso e sulle finalità delle consultazioni effettuate nella banca dati comunale.
“La questione, infatti, non riguarda -a loro avviso- soltanto la posizione dei singoli soggetti le cui informazioni risultano essere state consultate, ma investe anche un tema più generale: la tutela dei dati personali dei cittadini e l’utilizzo delle banche dati pubbliche da parte di chi dispone di credenziali e poteri di accesso in ragione della propria funzione pubblica”.
Gli avvocati Senatore, nel ribadire la propria fiducia nella magistratura e delle autorità competenti, sottolineano l’esigenza che venga definitivamente chiarita la vicenda e, in particolare, per quali finalità e sulla base di quali autorizzazioni siano stati effettuati gli accessi, nel rispetto della riservatezza dei cittadini e delle regole che disciplinano l’utilizzo delle banche dati pubbliche.
Ad ogni modo, si apre una nuova fase giudiziaria nella vicenda relativa agli accessi alla banca dati tributaria del Comune di Cava de’ Tirreni.







