Cava de’ Tirreni, a colloquio con Luigi Durante: “Cava oggi? Con Servalli «Indietro tutta!»”

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Ulisse on line continua il suo viaggio con una serie di interviste sulla vita politica locale e sulle prospettive della nostra città.

Oggi è la volta di Luigi Durante, Gigetto per gli amici e conoscenti, cavese, funzionario della Regione Campania, da sempre in politica, negli anni ottanta consigliere e presidente nella VI Circoscrizione comunale (S. Pietro-Annunziata-Rotolo e Croce) nei ranghi della DC, poi negli anni novanta protagonista del giornale e poi movimento politico Confronto, quindi nei primi anni degli anni duemila amministratore comunale con la maggioranza del sindaco Messina, in seguito commissario cittadino dell’UDC e attualmente tra i fondatori e gli esponenti di spicco dell’associazione politico-culturale Incontri.

 

“Non c’è una «politica cittadina» da almeno un decennio”

 

Un aggettivo per definire lo stato attuale della città?

Rassegnata.

E perché?

Per diverse cause e una legata all’altra. Per esempio: perdita di identità, mancanza di prospettiva, quindi, rassegnazione; conseguenza dell’assenza di progettualità o se si preferisce: conseguenza di una progettualità “a vista”.

Cosa serve alla città per voltare pagina?

L’esatto contrario delle risposte precedenti!

Un giudizio sulla politica cittadina?

Mi duole dirlo, ma a mio avviso non c’è una “politica cittadina” da almeno un decennio, se non una discutibilissima gestione anche dell’ordinario, per quel che riguarda l’azione della maggioranza, ma nello stesso tempo la città stenta a capire la proposta politica alternativa.

E sull’operato dell’Amministrazione Servalli?

Certo per l’Amministrazione in carica varrebbe il titolo del programma di arboriana memoria, ovvero “Indietro tutta!”.

 

“Il ruolo delle opposizioni in città? «Io speriamo che me la cavo»”

 

E sul ruolo svolto dalle opposizioni?

Mentre per le opposizioni varrebbe il titolo del film di Lina Wertmuller “Io speriamo che me la cavo”.

Si può spiegare meglio?

Certo. Voglio dire che chi sta amministrando (?) ha le sue colpe (evidenti ai più), ma chi sta all’opposizione non può fare il “tanto peggio, tanto meglio”. In sintesi una maggioranza che arranca nella speranza di arrivare a fine mandato ed una minoranza che si è verosimilmente adeguata ed è stata abilmente anestetizzata.

 

“Occorre promuovere la nascita di una formazione civica, trasversale, che vada cioè oltre i partiti e gli schieramenti”

 

Guardando in prospettiva alle prossime elezioni comunali, cosa immagina e auspica?

Immagino che la maggioranza dei cavesi, pur con i propri convincimenti politici, abbia preso contezza che di questo passo non vi è prospettiva di sviluppo per la città e quindi auspico che Cava riprenda il ruolo che le ha consegnato la storia: città gentile ed ospitale, città di soggiorno e turismo, città dal fascino avvolgente, città moderna ed accogliente, città autosufficiente nell’erogazione dei servizi e nell’assistenza alla persona… in uno, la piccola Svizzera!

Per fare questo ed altro, senza trascurare il reperimento delle risorse finanziarie, occorre puntare sulla qualità e la competenza di tanti cavesi, se fosse possibile con un atto di coraggio della classe politica cittadina, che dovrebbe invertire per una volta, il rituale delle campagne elettorali.

 Vale a dire?

Promuovere la nascita di una formazione civica, trasversale, che vada cioè oltre i partiti e gli schieramenti. Insomma, una alleanza per la città da parte delle sue forze migliori. Questo perché occorre coinvolgere le migliori energie sia del sociale che delle professioni, sia della cultura e finanche della politica.

Un movimento aperto ai partiti?

Certo, se entrano nella formazione civica, nel progetto, con il meglio dei loro uomini, ma senza simboli.

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