Cava, Covid-19: Enrico Bastolla chiede un’unità di crisi

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foto Aldo Fiorillo

Il candidato sindaco Enrico Bastolla ed il Movimento civico “Liberi di…” chiedono al Sindaco di Cava de’ Tirreni , Vincenzo Servalli, la costituzione di un’unità di crisi per l’emergenza sanitaria e socio-economica in corso.

La costituzione di un’unità di crisi per affrontare tutte le problematiche legate alla grave emergenza sanitaria in corso: è l’appello rivolto al Sindaco di Cava de’ Tirreni , Vincenzo Servalli, dal candidato sindaco Enrico Bastolla e dal Movimento civico che lo sostiene, “Liberi di…”.

Una richiesta che – si legge nella nota stampa del movimento – facendo seguito all’invito alla collaborazione lanciato dal primo cittadino metelliano, non sottintende alcun sentimento di sfiducia nei confronti del suo operato, ma che nasce dalla consapevolezza che solo con il contributo di tutti sarà possibile “contenere” e tentare di superare il dramma che stiamo vivendo sulla nostra pelle.

Da qui la proposta al Sindaco Servalli e alla sua Amministrazione di organizzare un’unità di crisi sia sanitaria che socio-economica, finalizzata ad elaborare proposte e soluzioni volte senza improvvisazione ad affrontare l’oggi ed a programmare il domani. Una cabina di regia con il coinvolgimento delle menti cittadine più “illuminate” in ambito politico, sanitario, sociale ed economico, tutte chiamate a sedersi in maniera collaborativa ad un tavolo virtuale per offrire il proprio contributo.

“Siamo in una fase cruciale dell’emergenza Covid-19 – afferma Bastolla – Ogni giorno l’attenzione generale è proiettata sui numeri e sulle statistiche, in attesa del famigerato picco e la diminuzione delle cifre dei deceduti e dei nuovi contagiati. Al di là dell’aspetto sanitario, però, l’ansia ed il timore di tanti cittadini sono legati anche e soprattutto alla paura del “dopo”. In tal senso si susseguono i provvedimenti governativi atti quanto meno a lenire le conseguenze economiche di questa terribile situazione. Ma per le comunità locali non sarà sufficiente limitarsi ad attendere che sia lo Stato a fornire tutte le soluzioni per “sanare” la catastrofe che si sta palesando ai nostri occhi. In questo particolare momento storico è opportuno, se non indispensabile, accantonare la logica del semplice e puro “assistenzialismo” per fare spazio al principio del “rimbocchiamoci le maniche”.

In tale ottica nei giorni scorsi Enrico Bastolla ed il Movimento civico “Liberi di…” hanno avanzato alcune proposte tendenti ad offrire una serie di agevolazioni economiche per i cittadini. Ma è evidente che tutto ciò non basti. Occorre fare molto di più. Serve l’apporto di tecnici e competenti in materia che sappiano riflettere, ragionare ed escogitare soluzioni concrete per aiutare chi davvero ne ha bisogno. Senza ovviamente trascurare gli aspetti sanitari, che purtroppo per ora restano drammaticamente prioritari ed anche in merito ai quali un’ampia concertazione – come in parte sperimentato anche dal Governo Conte – non potrebbe che giovare all’intera collettività.

Tutte necessità, queste, estremamente “attuali” ed alle quali potrebbe far fronte la succitata unità di crisi cittadina, la cui costituzione rappresenterebbe per tutti un importante segnale di coesione in questa battaglia da vincere al più presto ed a tutti i costi.

Osservazione finale: fermo restando la necessità di mettere in sinergia quante più realtà possibili, ma l’unità di crisi comunale esiste già. Infatti, è istituzionalizzato il COC (Centro Operativo Comunale) che, come si legge sul sito del Ministero dell’Interno, «permette ai rappresentanti di ogni ‘funzione operativa’ (Sanità, Volontariato, Telecomunicazioni, …) di interagire direttamente tra loro ai diversi ‘tavoli decisionali’ e nelle sale operative dei vari livelli». Insomma, tutt’al più si allarga la partecipazione all’attuale COC. Per il resto, in sede politico-amministrativa, c’è il Consiglio comunale e le sue commissioni.

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