Cava, carrellata dei fatti più importanti del 2017

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A fine anno, come spesso capita, è tempo di bilanci. Si fa un resoconto di quello che è stato, a volte gli accadimenti sono piacevoli come un matrimonio o una nascita, altre volte invece vorremmo solo dimenticare e riponiamo le speranze nell’anno che verrà.

Andando a ritroso nei dodici mesi appena passati, sono tanti gli eventi succeduti, dalla politica allo sport, dal cinema alla letteratura fino al gossip. A livello nazionale ricorderemo sicuramente la tragedia di Rigopiano, la morte volontaria di dj Fabo, la cessione del Milan ai cinesi. Ma anche l’addio al ragionier Fantozzi, il terremoto di Ischia e lo scandalo delle molestie sessuali che da Hollywood è giunto fino in Italia.

E in ambito locale? Cosa ricorderemo di questo 2017 appena trascorso a Cava de’ Tirreni?
Anche nel nostro territorio non ci siamo fatti mancare nulla. Ecco una breve carrellata di alcuni degli avvenimenti più significativi per la valle metelliana nel 2017.
Sicuramente tutti ricorderanno l’inizio d’anno gelido, a causa della Buriana, il vento polare che sferzò la Penisola portando anche in città, dopo anni, neve e paralisi a causa dell’inaspettato evento cui la città non è abituata.

Una notizia che si attendeva da tempo è stata la messa in porto del nuovo percorso della gestione e dello smaltimento dei rifiuti per la città di Cava de’ Tirreni. Ad occuparsene in via esclusiva, e non più in concerto col Consorzio di Bacino Sa 1, da febbraio è la Metellia Servizi, società in house del Comune metelliano. Quest’operazione dovrebbe significare, ci si augura, uno snellimento in bolletta nel medio periodo.

Come non ricordare, poi, l’adesione dell’Amministrazione comunale allo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), con il quale la città ha dato la disponibilità ad ospitare 139 rifugiati creando un vespaio di polemiche e una spaccatura nella società cittadina tra favorevoli e contrari, esacerbando anche toni di sapore prettamente razzista. Diatribe che al momento non vedono riscontro formale, dato che non sembra prossimo all’orizzonte l’arrivo di queste persone.

Impossibile non accennare, altresì, alla telenovela sull’allontanamento di padre Gigino dal Santuario di San Francesco da lui rialzato dalle macerie del terremoto dell’ ’80 e retto per numerosi anni. In primavera sembrava prossimo a far le valigie per una nuova destinazione, per poi invece revocare la partenza e restare nel suo convento. Ma il commiato fu solo rimandato, infatti, a novembre è giunta la notizia del trasferimento del frate al monastero di Santa Maria degli Angeli di Nocera Superiore, chiudendo, così, una pagina cittadina ricca di dispute e diatribe intorno alla sua controversa e particolare figura.

Nel periodo estivo, per l’esattezza durante il mese di agosto, a tenere la città col fiato sospeso è stata la serie di incendi di origine dolosa che hanno letteralmente devastato i monti che circondano la valle metelliana, distruggendo centinaia di ettari di vegetazione.

Poco piacevole, sicuramente, è stata stata la polemica sollevato dal Primario di Chirurgia, Domenico Lombardi, sulla mancanza dei ferri nella sala operatoria del suo reparto all’Ospedale S. Maria dell’Olmo. Notizia assurta alle cronache nazionali e sulla quale bisogna fare ancora completa chiarezza.

Sicuramente l’evento clou, uno dei momenti da ricordare che la città maggiormente aspettava, per la precisione da oltre un trentennio, e che finalmente ha visto la luce, è stata l’apertura della rampa stradale che collega la zona del Trincerone, precisamente l’area vicina all’ex mattatoio, con la ex statale 18 all’altezza della località Tengana. Un’opera ferma da anni che fa parte di un più ampio progetto che, dopo decenni, ancora è lungi dall’essere completato.
Da evidenziare, però, che dopo trentasette anni dal sisma dell’Irpinia, che colpì pesantemente anche la nostra cittadina, finalmente sono stati quasi del tutto smantellati i prefabbricati leggeri per i terremotati nelle zone cittadine dove per decenni sono stati ubicati. E questo è, indubbiamente, un grande risultato di civiltà per Cava. Così come l’avvio da parte del Comune della messa in sicurezza di diversi edifici scolastici che da anni necessitavano di opere di qualificazione.

Sul piano prettamente politico, il 2017 sarà ricordato come un anno tranquillo con qualche lieve scossa, come il cambio di delega all’assessorato alle Politiche Sociali dalla dimissionaria Autilia Avagliano a Enrico Bastolla, il passaggio della delega alle Attività Commerciali da Adolfo Salsano alla subentrante Luisa Iannone prima, e poi dopo pochi mesi a Barbara Mauro. E ancora, le dimissioni del consigliere comunale Fortunata Sorrentino cui è subentrata l’avvocato Francesca Brunetto. Ma a sorpresa forse lo scossone più forte, se così lo si può definire, è stato il passaggio dell’incarico di vicesindaco dall’assessore Nunzio Senatore, fedelissimo del sindaco Servalli, all’assessore Enrico Polichetti.

Alla fine diamo uno sguardo anche al carnet degli eventi culturali che si sono svolti in città nel 2017. Non molto in verità. Ci piace ricordare la venuta a Cava del direttore della Reggia di Caserta, Mauro Felicori, in occasione della giornata conclusiva del Premio Letterario “Com&te”, nell’ambito del quale ha ricevuto il riconoscimento alla Cultura; la mostra su Picasso con l’esposizione di quarantanove opere dell’artista iberico, tra incisioni, litografie e ceramiche; la V edizione del “Premio Li Curti” del Teatro Luca Barba che ha visto alla premiazione la partecipazione della cantante Rosa Chiodo e la presenza dell’attore Yari Gugliucci come ospite d’onore. Infine, è di poche settimane fa l’arrivo del critico d’arte Vittorio Sgarbi presso le splendide sale del nuovissimo Complesso Museale di San Giovanni per l’inaugurazione della mostra Magister Artis.

Molto ancora si può e si deve fare a livello culturale in città e siamo sicuri che il Primo cittadino, Vincenzo Servalli, non sarà sordo a queste richieste dato che lui stesso, in diverse occasioni, ha avuto modo di dire, riprendendo all’opposto le parole dell’ex ministro Giulio Tremonti, “con la cultura si mangia”.

Molte sono le cose che abbiamo omesso, e qualcosa l’abbiamo di certo dimenticato, tuttavia, l’anno che si chiude per la città non sarà di sicuro ricordato tra i peggiori, anzi, tutt’altro.

Buon anno a tutti.

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