scritto da Redazione Ulisseonline - 12 Giugno 2026 18:49

Cava de’ Tirreni, Massimo Mariconda sul centrosinistra al bivio: finito un ciclo, serve una rifondazione vera

L’esclusione dal ballottaggio segna per il centrosinistra cavese la fine di una stagione politica. Per tornare competitivo serve un ripensamento profondo: nuovi volti, radicamento nei territori e superamento dei personalismi.

Riceviamo e pubblichiamo

 

Il verdetto delle urne non ha lasciato spazio a dubbi o ad alibi di circostanza. La sconfitta del centrosinistra a Cava de’ Tirreni, decretato già al primo turno con estromissione dal ballottaggio, richiede un atto di coraggio intellettuale e politico: ammettere che un ciclo si è chiuso e che l’unica strada percorribile è quella di una rifondazione totale.

Ripartire non significa semplicemente riorganizzare le tessere di un mosaico che si è rivelato fragile e probabilmente anacronistico, ma ridisegnare da capo il profilo, l’identità e la proposta di un’intera area politica, facendo i conti con i nuovi protagonisti della scena locale.

In tale contesto, non si può analizzare la sconfitta della coalizione riformista progressista senza accendere un riflettore sulle proposte civiche alternative alla proposta di centrosinistra e soprattutto sul “fenomeno Petrone” il cui elettorato, sebbene di estrazione varia e non categorizzabile, di certo non appartiene al centrodestra in senso stretto. La proliferazione di candidature civiche, segnatamente l’exploit di Luigi Petrone (e del polo civico da lui guidato) confermata ed amplificata nel secondo turno fino ad insidiare la vittoria del centrodestra che appariva già certa al primo turno, hanno rappresentato il vero elemento di rottura del quadro politico cavese, agendo da catalizzatore del dissenso e intercettando un flusso massiccio di voti in uscita dal centrosinistra.

Petrone, per circoscrivere l’analisi al solo esito del ballottaggio, non è stato un semplice outsider ma il sintomo evidente di tre grandi fallimenti della coalizione tradizionale.

1. L’attrazione del voto moderato e trasversale.

Petrone è riuscito a costruire una proposta civica percepita come pragmatica, dinamica e post-ideologica. Ha aggregato professionisti, giovani e storici esponenti della società civile che non si riconoscevano più nei vecchi simboli di partito o nelle logiche eterodirette.

2. La perdita dell’egemonia culturale del centrosinistra.

Per anni il centrosinistra metelliano, schermato da Servalli, ha creduto di avere il monopolio del “buon governo” e della competenza amministrativa, salvo poi dimostrare evidenti falle di sistema.
Il progetto di Petrone ha scardinato questo dogma, dimostrando che esiste un’area alternativa, progressista nei temi ma civica nelle forme, capace di competere sullo stesso terreno.

3. L’effetto “vaso di coccio”.

Schiacciato tra la compattezza del centrodestra e la freschezza comunicativa e progettuale del polo di Petrone ma anche di quella coraggiosa ed innovativa di Canora, il centrosinistra tradizionale si è ritrovato isolato, percepito come una forza conservatrice e legata allo status quo.
Una continuità formale e sostanziale che, il pur autonomo ed autorevole dr. Accarino non è mai riuscito a sconfessare del tutto per ragioni ben note: dalla ambiguità di alcuni, ai difetti di comunicazione, agli errori di strategia elettorale. Gli esiti del voto ne sono stata prova evidente.

Il travaso di voti verso l’area civica di Petrone ha dimostrato che l’elettorato cavese non è diventato improvvisamente e in blocco di destra, ma ha cercato disperatamente un’alternativa di rinnovamento che il centrosinistra non è stato in grado di offrire.

Per trasformare questa crisi in opportunità e rispondere alla sfida lanciata sia dal centrodestra vincente che dal civismo di Petrone, il centrosinistra deve muoversi lungo tre assi fondamentali.

1. Azzeramento e Ricambio Generazionale.

Non si tratta di fare del giovanilismo di facciata, ma di dare spazio e reale potere decisionale a una nuova classe dirigente. Figure fresche, slegate dai vecchi rancori e dalle dinamiche correntizie del passato, capaci di parlare un linguaggio moderno e comprensibile.

2. Riconnessione con le Frazioni e le Periferie.

Il voto ha dimostrato che il centrosinistra è stato percepito come il “partito del centro città”, distante dai disagi quotidiani del territorio e segnatamente delle aree più periferiche. La rifondazione parte dai territori, dall’ascolto dei problemi legati alla viabilità, ai servizi e alla sicurezza urbana specie nelle zone troppo spesso dimenticate.
Da proposte non relegate nei cassetti ma formalizzate a chi Amministra, quale contributo per migliorare l’azione amministrativa e non strumento di sterile contrapposizione.
Diversamente si scadrebbe solo in uno scontro infruttuoso incentrato sul giudizio dei singoli ( gossip) e non sulle valutazioni di merito.

3. Superamento dei Personalismi.

La coalizione ha pagato a caro prezzo veti incrociati e ambizioni personali. Rifondare significa rimettere al centro i temi e i progetti, dialogando con quelle forze civiche e moderate che oggi hanno trovato casa altrove.

“L’opposizione non è una sala d’attesa, ma il luogo in cui si dimostra di essere un’alternativa credibile.”

La ricostruzione passa inevitabilmente per un’agenda programmatica radicalmente rinnovata, che sappia offrire ai cavesi una visione di città chiara e attrattiva.

Il tempo dei bilanci e delle recriminazioni è scaduto. La sconfitta deve essere il punto zero da cui far nascere una nuova area riformista e progressista.

Il centrosinistra cavese, conclusivamente, deve guardare in faccia la realtà: se vuole tornare a vincere, deve saper parlare anche a chi ha scelto Petrone, ed in parte Canora, dimostrando di aver capito la lezione.

È l’ora di rifondare.

Massimo Mariconda

Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

Una risposta a “Cava de’ Tirreni, Massimo Mariconda sul centrosinistra al bivio: finito un ciclo, serve una rifondazione vera”

  1. Massimo Mariconda mi trovo in linea con il tuo pensiero. Cominciare già da ora un progetto per il futuro è importante e unendo più teste pensanti arriveranno idee illuminanti

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