scritto da Redazione Ulisseonline - 05 Giugno 2026 17:26

Cava de’ Tirreni, la scelta del nuovo Sindaco: due stili a confronto

Dopo dieci anni di era Servalli e il crollo del centrosinistra al primo turno, Cava arriva al ballottaggio del 7 e 8 giugno in cerca di una nuova rotta. Una scelta cruciale tra due visioni opposte di leadership e di futuro per la città porticata

Riceviamo e pubblichiamo

Dopo dieci anni di amministrazione targata Vincenzo Servalli e il netto crollo del centrosinistra al primo turno, Cava de’ Tirreni si appresta a vivere lo sprint finale verso il ballottaggio dell’ 7 e 8 giugno 2026.

Le urne hanno consegnato ai cittadini un verdetto chiaro: una netta richiesta di cambiamento e un bivio cruciale per il futuro della città porticata.

A contendersi la fascia tricolore sono Raffaele Giordano, forte di un solido 44% ottenuto alla guida di una coalizione strutturata di centrodestra, e Luigi Petrone, outsider civico con un consenso personale del 22,6% ben 11 punti percentuali in più delle sue liste (“La Fratellanza” e “Nuovi Orizzonti”).

Non si tratta solo di una sfida tra programmi elettorali, ma di un vero e proprio scontro tra due stili di leadership diametralmente opposti, che si riflette nel modo di approcciare e risolvere le storiche criticità del territorio cavese: dal buco di bilancio alla gestione del commercio, fino alla manutenzione delle frazioni e alla riorganizzazione della macchina amministrativa.

Da conoscitore di entrambi, anche sulla scorta di quanto proposto dagli interessati nel corso della campagna elettorale, mi permetto di fare alcune considerazioni di natura politica e metodologica.

L’obiettivo è evidenziare, senza faziosità né partigianeria, il diverso stile dei due contendenti.

Raffaele Giordano incarna lo stile della stabilità, della programmazione e della filiera istituzionale. Il suo approccio alle criticità esistenti è di stampo manageriale e metodico: prima si analizzano i dati, poi si pianificano gli interventi in base alle risorse reali. Giordano punta sulla solidità di una squadra coesa e su un dialogo costante con i livelli di governo superiori (Regione e Governo centrale). Per lui, le grandi emergenze di Cava – a partire dalla complessa situazione finanziaria dell’Ente – si risolvono con la competenza tecnica, l’efficienza della macchina comunale e l’accesso ai fondi straordinari, evitando colpi di testa o promesse irrealizzabili. Rivendica serietà, affidabilità e un progetto politico di ampio respiro, in grado di garantire alla città una guida strutturata e prevedibile, capace di ridare peso politico a Cava nei tavoli sovracomunali.

Dall’altra parte, Luigi Petrone, con il suo decisionismo e trainante carisma, rappresenta la rottura degli schemi tradizionali. Il suo stile è passionale, diretto, fortemente ancorato a un civismo identitario che parla alla pancia e al cuore dei cittadini delusi dalla politica dei partiti. L’approccio di Petrone è di tipo immediato e “antisistema”. La sua ferma convinzione è che le criticità non si affrontano aspettando i lunghi tempi della burocrazia o i tavoli di concertazione, ma con decisionismo e una forte presenza sul campo. Per Petrone, la risoluzione dei problemi passa per il ribaltamento delle logiche ordinarie, la vicinanza assoluta alle periferie e una gestione che fa dell’azione diretta e della mobilitazione popolare i suoi punti di forza. Coraggio, indipendenza totale dai vincoli di partito e un’attenzione viscerale al decoro quotidiano e ai bisogni della gente comune sono i requisiti che Petrone rivendica, presentandosi come l’unica radicale alternativa al passato.

In sintesi: dopo una campagna elettorale tanto anomala quanto estenuante – per certi aspetti sottotono e poco coinvolgente – ora la decisione è rimessa ai cittadini cavesi, chiamati ad esprimersi su due alternative diametralmente opposte, nella comunicazione, nei metodi e nella strategia politica.

Una scelta che, comunque vada, segnerà il volto della città per i prossimi cinque anni. Di certo, per la prima volta da diversi lustri, vedrà le forze di centrosinistra ferme ai box, relegare a un’opposizione che auspichiamo responsabile, costruttiva e qualificata.

Un centrosinistra che non potrà sottrarsi a un esame profondo, aprendo una stagione di radicale rinnovamento.

Per l’area progressista cavese diventa un assunto imprescindibile recuperare agibilità politica, credibilità istituzionale e capacità di rappresentanza. Per farlo, tuttavia, occorre abbandonare i personalismi e riscoprire la necessità assoluta di fare gioco di squadra, ritrovando un’armonia perduta e una reale unità di intenti. Questo sforzo deve muoversi nell’interesse esclusivo della città dando voce e prospettive ad una fetta importante di elettorato che oggi si sente tradita, smarrita e orfana di rappresentanza. Solo superando le frammentazioni e distinguendosi per competenza, capacità di ascolto e approccio politico, il centrosinistra, andando oltre i soliti noti, potrà tornare ad essere un punto di riferimento credibile.

Buon voto a tutti.

ing. Massimo Mariconda

Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

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