Cava de’ Tirreni, la denuncia della CGIL sullo stato del Comune. E l’opposizione?

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(foto Angelo Tortorella)

In questa settimana due distinti documenti sindacali, uno della CGIL e l’altro della UIL, hanno denunciato la gravità di un ente pubblico allo sfascio. Il nostro Comune. Quello di Cava de’ Tirreni, dal 2015 governato dal sindaco Servalli e da una maggioranza di centrosinistra.

Entrambi i sindacati hanno, per così dire, messo il dito nella piaga: un’organizzazione comunale disastrata e al limite del collasso. Una condizione catastrofica che pone in gravi difficoltà i dipendenti e in serio pericolo i servizi da erogare ai cittadini.

Al momento, per ragioni di spazio, tralasciamo il documento della UIL, riservandoci di parlarne eventalmente in futuro. Ci soffermiamo, invece, su quello della CGIL che fa luce su fatti e situazioni di cui in parte e genericamente avevamo già scritto.

Quella della CGIL è un’operazione di verità.

Lo è quando denuncia la “carenza di personale e i servizi scoperti, i carichi di lavoro esagerati e l’esasperazione dell’utenza a volte rivolta ai lavoratori”.

Alcuni dati al riguardo, desunti dalla ricognizione annuale della dotazione organica, sono assai eloquenti. Nel 2017 il Comune di Cava de’ Tirreni contava in organico 538 dipendenti a tempo indeterminato full time. Oggi, a fine 2022, il numero di dipendenti in servizio a tempo indeterminato è sceso ad appena 265 unità, alcuni dei quali non sono neanche in full time. In altri termini, meno della metà. Insomma, quattro gatti rispetto alle incombenze complesse cui la macchina comunale è chiamata a dare risposte. Senza contare poi che, in questo numero risicato, sono compresi una novantina di dipendenti appartenenti alle categorie protette, immessi in pianta organica a dismisura e senza criterio, per non dire peggio.

Appare assai scontato, quindi, che i servizi comunali vadano in malora. Dalla pulizia e manutenzione delle strade e del cimitero alla biblioteca. Così come dalle diverse figure degli operai, ormai al lumicino, ai vigili urbani, rimasti in pochissimi. Tanto per esser chiari, è difficile vedere vigili urbani in giro per la città. E’ semplice la spiegazione. Non avendo il dono dell’ubiquità, non ce ne sono in servizio in numero sufficiente.

E’ un’operazione di verità quando la CGIL denuncia che “il parco risorse tecnologiche (pc e stampanti) è obsoleto e insufficiente e quotidianamente rallenta le attività”. Siamo, in questo, in una situazione di degrado, prossima al terzo mondo. Pensare che, fino a qualche anni fa, il nostro Comune continuava a rappresentare un modello. Anzi, era un punto di riferimento in quanto ad innovazione tecnologica del lavoro e dei servizi erogati.

Allo stesso modo, la CGIL compie un’operazione di verità nel denunciare “situazioni di mancata sicurezza, attiva e passiva… che espongono i lavoratori interessati a gravi pericoli”. Basti pensare che lavorano in ambienti spesso non adeguatamente riscaldati o climatizzati. A cominciare dal Palazzo di Città, al di sotto del minimo standard di efficientamento energetico. Così come vengono segnalati persino situazioni deplorevoli di un numero di bagni insufficienti per gli impiegati. In altri casi, ci sono dipendenti costretti a lavorare in spazi ristretti e insalubri.

Ancora lo è quando la CGIL denuncia che il “servizio sociale di Cava, tra pensionamenti e mobilità, risulta privo di assistenti sociali”. In altri termini, la città non ha più dei servizi sociali comunali. E stiamo parlando di un’amministrazione di centrosinistra.

Infine, viene sempre compiuta un’operazione di verità quando la CGIL parla di lavoratori mortificati “nella loro essenza”. Al riguardo, vengono segnalate alcune situazioni incresciose all’Ufficio Anagrafe e Stato Civile. Ufficio recentemente trasferito dai locali di via della Repubblica. Per capirci, dal vecchio e storico Municipio, messo in vendita, all’immobile dell’ex Pretura in viale Marconi.

La CGIL denuncia anche altro, ma questo basta ed avanza.

Tirando le somme, fino a qualche anno fa erano i cittadini a lamentarsi degli uffici comunali. E ovviamente dei dipendenti comunali. Per i disservizi, le lungaggine burocratiche, i ritardi… Ora, invece, i primi a lamentarsi sono proprio i dipendenti comunali. Patiscono tutti o quasi un pessimo, insoddisfacente clima lavorativo. Figurarsi poi i riflessi ancor più negativi per i cittadini-utenti.

In conclusione, i sindacati fanno il loro lavoro. Difendono i lavoratori. A prescindere. Tuttavia, la situazione in cui versa la macchina comunale è oggettivamente grave.

In un simile contesto, immaginiamo anche quello che tenta di fare l’Amministrazione comunale. Fra molti, comprensibili intoppi. Tappare i buchi in bilancio per quanto possibile. Magari vendendo tutto quello che può. Anche quello che non dovrebbe. Dalla Biblioteca comunale alla Casa di Riposo per gli Anziani. Per prendere tempo. Tirare a campare. Non è che poi sia capace di fare altro. In ragione anche dei molti debiti e delle poche idee che si ritrova.

Resta da capire il ruolo dell’opposizione. Ha contezza di quanto sia scassata la macchina comunale? E’ consapevole di come stanno messi i vari uffici? Dai servizi sociali all’ufficio cultura, dall’urbanistica ai lavori pubblici? Ha verificato le condizioni di lavoro dell’Ufficio Anagrafe e Stato Civile? E’ a conoscenza delle condizioni in cui versa la Biblioteca comunale?

Molto probabilmente le risposte sono affermative. Se è così, a maggior ragione, perché non chiedere allora la convocazione di una seduta consiliare dedicata alla verifica dello stato della struttura organizzativa comunale? Sarebbe l’occasione per incalzare sul tema l’Amministrazione Servalli. Per quello che serve, ovviamente. Sarebbe però anche l’occasione per dimostrare da che parte si sta. Dalla parte dei lavoratori. E dei cittadini cavesi, ovviamente.

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte, edita nel 2006, Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009, e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso, edita nel 2018, nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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