scritto da Pasquale Petrillo - 26 Febbraio 2024 12:57

Cava de’ Tirreni, i conti in rosso del Comune: resta una situazione grave e seria

Il contesto generale rimane pesante e preoccupante. Resta una massa debitoria enorme. Va comunque soddisfatto il piano pluriennale di riequilibrio economico-finanziario, ancora sotto le lenti di ingrandimento della Corte dei Conti. Persiste una vessatoria pressione fiscale per le famiglie e le imprese

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foto Angelo Tortorella

Sono finiti i tempi delle vacche magre a Palazzo di Città? Almeno all’apparenza sembrerebbe di sì. Solo all’apparenza, però.

E’ di pochi giorni fa, infatti, la delibera della Giunta Municipale con la quale è stato approvato l’avanzo di amministrazione vincolato presunto per il 2023,  pari a 5 milioni e 512mila euro.

Indubbiamente un risultato positivo, ma anche atteso e previsto, considerato quello che hanno dovuto subire e tuttora patiscono i cavesi in termini di pressione fiscale. E lo stesso vale per i dipendenti comunali, ridotti quasi sul lastrico oltre che ai minimi termini come numero. Per dirla tutta, dopo due anni in cui sono schizzate alle stelle tutte le tariffe comunali ed elevata al massimo l’aliquota dell’addizionale comunale dell’Irpef, ridotti al minimo essenziale i servizi, venduti a più non posso gli immobili comunali compresa persino la farmacia comunale (e per fortuna anche l’ex Cofima), stretta la cinghia oltre il tollerabile per il personale comunale, era normale che le casse comunali tornassero finalmente a respirare. Sarebbe stato strano e inammissibile il contrario.

C’è quindi da festeggiare per questo risultato? Per nulla. Ennio Flaiano, osservando il nostro Paese, sosteneva che «la situazione politica in Italia è grave ma non è seria». Beh, non possiamo dire lo stesso della situazione finanziaria in cui versa il nostro Comune, che è grave ma anche seria. Il contesto generale, infatti, rimane pesante e preoccupante. Resta una massa debitoria enorme. Va comunque soddisfatto il piano pluriennale di riequilibrio economico-finanziario, ancora sotto le lenti di ingrandimento della Corte dei Conti. Persiste una vessatoria pressione fiscale per le famiglie e le imprese. Stanno messi male i servizi da erogare ai cittadini, mentre la macchina comunale è prossima al collasso clicca qui per leggere.

Insomma, questo dato contabile è sì positivo, ma c’è poco da stare allegri. Continuiamo a restare, come sistema-città, sul lastrico. Anzi, questo presunto avanzo di amministrazione sveglia più di un legittimo appetito e giocoforza impone alla politica di compiere delle scelte. La prima delle quale è di tenere la barra dritta nella politica del rigore finanziario e della lotta sempre più mirata agli sprechi. D’altro canto, questo è quello che già ci impone il piano i riequilibrio.

Per farla breve, è ancora tempo di vacche magre.

E’ pacifico, infine, che sarebbero oltremodo deleterie talune narrazioni favolistiche cui ci hanno abituato in questi ultimi, disgraziati anni, gli attuali inquilini di Palazzo di Città.

Non sarà facile, però. Come dicevamo prima, questo primo risultato positivo potrebbe essere malinteso da qualcuno. Amministratori comunali compresi. In quest’ottica, proprio alla luce di questo avanzo di amministrazione, c’è da segnalare che uno dei dirigenti comunali ha inviato ai vertici politico-amministrativi la richiesta di avere la corresponsione dei buoni pasti. In precedenza, infatti, tutti i dirigenti del Comune di Cava de’ Tirreni avevano di loro sponte rinunciato ai buoni pasti per il triennio 2023-2025 in ragione delle difficoltà finanziarie dell’ente. La richiesta avanzata dal dirigente in questione appare provocatoria e per certi versi sospetta. Ci spieghiamo. L’interessato è fin troppo esperto di contabilità pubblica per prendere abbagli e non sono certi i pochi spiccioli dei buoni pasti ad averlo indotto ad una simile richiesta. Immaginiamo che ci siano altri motivi. Quali? Mah. Forse li scopriremo fra qualche mese.

A fare comunque da contraltare a questa legittima quanto singolare richiesta, sono i sindacati clicca qui per leggere. A ragione, infatti, lamentano la riduzione delle posizioni organizzative da 32 a 18, con conseguenti riflessi negativi sui servizi da rendere ai cittadini. Da qui la richiesta all’Amministrazione comunale di rivedere il tutto, proprio in relazione all’appena conseguito avanzo di amministrazione.

In conclusione, la situazione al Comune di Cava de’ Tirreni permane delicata e maledettamente complicata. Quest’avanzo di amministrazione sembra essere una boccata di ossigeno, nell’auspicio che non diventi oggetto di contesa. Testimonia, tuttavia, che è stata imboccata una strada dolorosa quanto necessaria e inevitabile.

Servalli e soci sapranno a questo punto cogliere l’occasione per rendere la loro Amministrazione comunale meno predatoria agli occhi dei cavesi? A rendere meno odiosa la Metellia, trasformata nel proprio “braccio armato”? E ancora: a rendere almeno un pochino meno gravosi i sacrifici imposti alla città e ai dipendenti comunali? Infine, a vampirizzare un po’ meno l’economia e il tessuto produttivo cittadino?

In altre parole, iniziamo davvero a risalire la china o continuiamo a raschiare il fondo? In conclusione, cari amministratori comunali, cominciate a fare davvero sul serio adottando misure strutturali o continuate a prenderci in giro negando il futuro alla città?

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte, edita nel 2006, Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009, e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso, edita nel 2018, nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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