Cava de’ Tirreni, frazioni e periferie: un territorio in abbandono. Ma il Digitale potrebbe aiutarci…

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Spesso sentiamo il termine “Governo del territorio”, ma cosa si intende effettivamente per Territorio? Il territorio in quanto tale è un concetto politicamente neutro, ma all’interno della sua area tendono a nascere apparati, in particolare burocratici, il cui compito è quello di realizzare e perpetuare un modello di amministrazione standardizzato su tutto il territorio. Questo, sul territorio cavese, non avviene.

Non è una critica nei confronti della cittadinanza che risiede al centro o nei borghi del territorio metelliano, bensì alla incapacità amministrativa di creare un collante tra le parti, in termine di cultura, politica ed economia.

Non si voglia portare il “centro” verso le periferie: tali sono ed hanno una loro precisa identità culturale, economica e sociale che deve essere tutelata, ma questo non significa non connetterle con i servizi essenziali alla città.

È sotto l’occhio vigile del cittadino lo stato di abbandono in termini di viabilità, verde pubblico e mancanza dei servizi basilari sulle frazioni metelliane e l’impossibilità di sfruttare a pieno i diritti sacrosanti di ogni cittadino.

Non abbiamo possibilità di migliorare la viabilità? Non abbiamo possibilità di aumentare e tutelare il verde pubblico? Ma che non abbiamo la possibilità di fornire i servizi basilari, nel 2022 è assurdo.

Paghiamo una chiusura mentale in termini di Digitalizzazione che ci rende ancora più distanti l’uno l’altro. Abbiamo scoperto le potenzialità della tecnologia, nostro malgrado a causa del COVID, e ci si ostina a voler offrire servizi NECESSARIAMENTE in presenza, con utilizzo di materiale cartaceo e con procedure lunghe.

Un chiaro esempio è anche l’aspetto del sito ufficiale del comune di Cava de’ Tirreni: un dedalo di sottosezioni in cui è facilissimo perdersi e con una sgradevole mancanza di trasparenza che non rafforza la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni.

Un adeguamento ai parametri italiani ed europei del sito comunale, grazie anche a specifiche fonti di finanziamento, potrebbe dare la possibilità di dare un’esperienza tale da essere chiari, semplici da usare e navigare. In questo modo si potranno sfruttare a pieno i servizi comunali, così da trovare con facilità le informazioni di cui hanno bisogno (servizi, notizie, albo pretorio, etc).

Avere una interfaccia internet, un sito raggiungibile da ogni device, consultabile in maniera efficace, organica e completa, è un primo passo nello sviluppo dei servizi G2C (Government To Citizen) e viceversa.

Il comune di Cava de’ Tirreni ha – tutt’ora – un sito istituzionale che NON È:

1) aggiornato per esser visibile/consultabile da ogni device tecnologico

2) aggiornato in alcune sezioni (omesse per non appesantire questo post)

3) trasparente nelle politiche di trattamento dati/cookie e relativa sicurezza (esempio, non è con protocollo HTTPS).

A titolo di esempio si riporta un confronto grafico con il sito istituzionale della città di Nocera Inferiore.

Il confronto è assolutamente impari!

Vi invito a navigare sui siti dei due comuni e valutare voi stessi.

https://www.comune.nocera-inferiore.sa.it/

http://www.cittadicava.it/

Questo semplice, ma fondamentale, passo è il primo che potrebbe dare possibilità a centro e periferie di tornare assolutamente in unità e soprattutto sarebbe un primo approccio per ridurre l’affollamento dei servizi comunali da parte dei cittadini (con i primi che soffrono una critica mancanza di personale) e il minor utilizzo della pubblica viabilità per poter accedere a tutte le informazioni necessarie per l’utilizzo dei servizi di base ed ancillari.

Il discorso è lungo e discretamente articolato, ma Roma non è stata costruita in un giorno, figurarsi Cava de’ Tirreni.

 

ing. Michele Picariello

Responsabile cittadino del dipartimento

“Innovazione e Smart City” di Fratelli d’Italia

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