Cava de’ Tirreni, Barbuti unisce il Palazzo ma la città aspetta i fatti
Tra equilibri d’aula e prime scintille politiche, il nuovo Consiglio si presenta compatto solo in apparenza. Fuori, la città attende risposte immediate sulle urgenze quotidiane, oltre le celebrazioni e le promesse
Riceviamo e pubblichiamo
Si è insediato ufficialmente il nuovo Consiglio comunale metelliano, e la prima seduta ha subito regalato un colpo di scena politico.
Antonio Barbuti (Forza Italia), già Presidente del Consiglio comunale nella precedente Amministrazione Servalli, è stato riconfermato alla guida dell’Assise cittadina con ben 22 voti, raccogliendo il favore non solo della maggioranza, ma anche dell’opposizione.
Un asse trasversale, motivato dalla esperienza del Consigliere Barbuti e dal suo riconosciuto ruolo di garanzia, che tuttavia ha inevitabilmente surriscaldato il clima in Aula, per il significato politico attribuito dal consigliere Canora, unico dissidente, scatenando immediate schermaglie e accuse incrociate tra i movimenti civici e le opposizioni, divisi nel definire le strategie e le coerenze post-elettorali.
Una opposizione che, nella prima seduta, è apparsa granitica, ma che nel prosieguo potrà evidenziare tutti i suoi limiti per la frammentazione delle varie componenti ed il rischio di personalismi non mediati da partiti di riferimento, inesistenti per i componenti civici, magmatici ed indefiniti per coloro che appartengono al Partito Democratico.
Tuttavia, mentre la politica discute di equilibri e nomine, la città reale reclama attenzione, per ora come toni soffusi e garbati considerato che il matrimonio si è da poco consumato con tanto di appendice festaiola ancora in corso (disfida ed a seguire festa della Madonna dell’Olmo)
La luna di miele, tuttavia come giusto che sia, presto finirà e ci sarà la necessità di tradurre la solenne promessa in impegno concreto.
Il Sindaco, Giunta e consiglieri, in sostanza, smaltite le scorie dei festeggiamenti, saranno chiamati, da protagonisti e non da meri convitati, ad operare con senso di responsabilità dimostrando capacità di programmazione ed efficacia di attuazione.
Corrispondere, in sostanza, alla fiducia tributata da un elettorato, stanco e disilluso, ma non per questo abbattuto da un matrimonio fallito.
Ogni nuovo inizio è sempre carico di speranze e soprattutto di fiducia in un nuovo rapporto coniugale basato sulla lealtà, ma soprattutto sulla chiarezza di intenzioni e di azioni, ponendosi in discontinuità con il passato.
Fuori dai palazzi, intanto, la quotidianità dei cavesi continua a scontrarsi con le solite criticità strutturali.
Strade dissestate, aree verdi incolte, carenza di pulizia, aree pubbliche (parchi ed aree di sosta) rivelatesi vere e proprie isole di calore e una viabilità che necessita di interventi di messa in sicurezza, sono le vere emergenze sul tavolo.
La ripresa dopo la pausa estiva e il completamento nella assegnazione delle deleghe potranno offrire indicazioni più chiare di effettiva operatività organizzativa e programmatica, evitando vulnus o perniciose duplicazioni di competenze o inevitabili interferenze.
La manutenzione ordinaria — una richiesta pressante e trasversale che non può più essere rimandata — è la cartina al tornasole sulla quale si misurerà sin da subito, la reale efficacia di questa nuova consiliatura.
I cittadini, infatti, in chiave molto più pragmatica di un tempo, chiedono alla politica di superare la logica delle polemiche e dei “finti bipolarismi”, passando rapidamente dalle schermaglie dialettiche ai fatti concreti.
Il decoro urbano e la vivibilità di quartieri e frazioni, in conclusione, non possono passare in secondo piano rispetto alle dinamiche d’aula o essere subordinate a verifiche di disponibilità di cassa, nelle more della approvazione dei documenti di bilancio, ma vanno garantite a prescindere.
Se son rose fioriranno…
ing. Massimo Mariconda







