Cava de’ Tirreni, ballottaggio: una scelta delicata per una città in affanno
La città chiude l’era Servalli. Dopo anni difficili, i cavesi tornano alle urne per indicare il nuovo primo cittadino. Nessuna bacchetta magica, ma la necessità di un mandato forte e di una guida credibile
È arrivato finalmente il momento che i cavesi attendevano da tempo. Domani – con la coda di lunedì mattina – si sceglierà il nuovo sindaco.
Era ora. Ancora poche ore e saluteremo il sindaco Servalli e la sua amministrazione, chiudendo una stagione politico‑amministrativa tra le più deludenti degli ultimi decenni: certamente fallimentare, e soprattutto profondamente pregiudizievole per il futuro della nostra città.
Il punto cruciale del voto di domani è proprio questo: chiunque diventerà sindaco dovrà affrontare una situazione gravissima e complessa. Sarà costretto a governare con conti da risanare e un organico comunale ridotto al minimo.
Nel frattempo, i cavesi – legittimamente – vorranno vedere risultati in tempi ragionevoli. Non passerà molto, infatti, prima che inizino a chiedere tariffe più basse per i servizi, parcheggi meno costosi, strade in condizioni migliori, più vigili in strada, una viabilità più fluida, maggiore sicurezza e più manutenzione.
Tutto e subito, ovviamente, non sarà possibile. Molte legittime aspettative, però, finiranno sul tavolo già nel giro di pochi mesi, se non addirittura di poche settimane.
Questo è lo scenario presente e dell’immediato futuro. Ed è per questo che la scelta del nuovo sindaco è una questione molto delicata. I cavesi dovranno votare con attenzione, senza farsi troppe illusioni: in breve, votare sì, ma restando con i piedi ben piantati a terra.
Nessuno dei due candidati, infatti, ha la bacchetta magica. E, con la stessa onestà, va detto che un buon governo non dipenderà solo dal sindaco: servirà una squadra capace, competente e all’altezza del compito che lo attende.
Purtroppo – piaccia o no – nessuno dei due ha indicato profili o fatto nomi per la futura Giunta.
Per questo i cavesi sono chiamati a scegliere solo il sindaco, e dunque a votare “a scatola chiusa” per quanto riguarda la compagine di governo.
A maggior ragione, dunque, gli elettori cavesi dovranno votare con oculatezza, accordando la massima fiducia al candidato che riterranno più adatto. Come cittadini, non possiamo che augurarci che la scelta sia la migliore e la più propizia per il futuro della città. Per questo motivo, l’auspicio è che i cavesi non disertino le urne nei prossimi due giorni.
Questo vale per tutti, ovviamente, ma ancor più per quanti hanno sostenuto candidati rimasti fuori dal ballottaggio.
Sia chiaro: è comprensibile che, per molti di loro, votare uno dei due candidati al ballottaggio possa sembrare una sorta di “violenza politica”. Tuttavia, non lavarsene le mani come Ponzio Pilato, ma scegliere comunque di votare non il candidato ideale, bensì quello ritenuto migliore — o semplicemente il male minore — rappresenta un dovere civico prima ancora che politico.
In altre parole, parafrasando Montanelli, mai come ora molti saranno forse costretti a turarsi il naso, ma dovranno comunque andare a votare e contribuire alla scelta del nuovo primo cittadino metelliano.
In conclusione, per quanto possibile a ciascuno di noi, proviamo a fare la nostra parte.
Auguri a entrambi i candidati, Raffaele Giordano e Luigi Petrone. E auguri, soprattutto, alla nostra città. Mai come adesso: che Dio salvi Cava!








Votare per il male minore. Hai ragione da vendere caro Pasquale, votare è un dovere civico ora più che mai. e forse oggi sarebbe necessario un governo di salute pubblica con dentro i migliori, le più preparate personalità cavesi. Tutti assieme per il bene della città al solo scopo di tirarla fuori dal pantano in cui si è arenata. Certo non è il caso di tirare fuori miracoli fatti in casa e neppure candidati rabberciati inventati in fretta e furia e scelti per il nome che portano non certo per capacità amministrative mai messe alla prova. Non so cosa pensi e se il tuo è un appello a fare un governo dei migliori, oltre gli schieramenti oltre le ideologie. Se così dovesse essere mi troveresti con te. Ma non credo sia ancora il momento. Forse dovremo aspettare che si consumi questa fase fino in fondo e auspicare che nasca un grande movimento unitario che porti al governo della città un nuva generazione di amministratori, come del resto qualcuni ha già cominciato a fare.