scritto da Francesco Angrisani - 16 Luglio 2026 08:14

Ambiente e biodiversità: l’appello di LIPU e WWF, una voce da ascoltare

Anche a livello locale la tutela dell'ambiente riveste un ruolo strategico. Le aree protette, i boschi, le zone umide e la fauna selvatica costituiscono un patrimonio comune che appartiene alle generazioni presenti e future. Salvaguardarli significa investire nella salute del territorio, nella qualità della vita e nelle opportunità offerte da uno sviluppo sostenibile

Negli ultimi mesi il dibattito sulle politiche ambientali del Governo Meloni si è intensificato. Al centro della discussione vi sono le proposte di modifica della normativa sulla caccia e della gestione della fauna selvatica, iniziative che hanno suscitato la preoccupazione delle principali associazioni ambientaliste italiane, tra cui LIPU e WWF Italia.

Secondo le organizzazioni impegnate nella tutela della biodiversità, alcune delle misure prospettate potrebbero indebolire il sistema di protezione della fauna sviluppato nel corso degli ultimi decenni. Le associazioni evidenziano come l’Italia sia tra i Paesi europei con il più elevato livello di biodiversità, una ricchezza che rappresenta non solo un valore naturalistico, ma anche una risorsa per il turismo sostenibile, la ricerca scientifica e la qualità della vita delle comunità.

LIPU e WWF sostengono che la gestione delle specie selvatiche debba continuare a fondarsi sulle evidenze scientifiche, privilegiando prevenzione, monitoraggio e strumenti di gestione ecologica dei conflitti tra attività umane e fauna. Questioni come la convivenza con il lupo o il contenimento dei danni provocati dai cinghiali, secondo le associazioni, richiedono strategie efficaci, rispettose degli equilibri naturali e coerenti con la normativa europea in materia di conservazione.

Le associazioni ricordano inoltre che la tutela degli ecosistemi non rappresenta un ostacolo allo sviluppo economico, bensì una condizione essenziale per favorire un’agricoltura resiliente, la sicurezza del territorio e la conservazione delle risorse naturali. A loro avviso, la perdita di biodiversità comporta costi economici e sociali sempre più rilevanti, aggravati dagli effetti dei cambiamenti climatici.

Per questo motivo LIPU e WWF chiedono al Parlamento e al Governo di promuovere un confronto ampio e trasparente con il mondo scientifico, gli enti locali, le associazioni ambientaliste e le categorie produttive, affinché ogni eventuale riforma sia il risultato di un equilibrio tra le diverse esigenze, senza compromettere il patrimonio naturale del Paese.

Anche a livello locale la tutela dell’ambiente riveste un ruolo strategico. Le aree protette, i boschi, le zone umide e la fauna selvatica costituiscono un patrimonio comune che appartiene alle generazioni presenti e future. Salvaguardarli significa investire nella salute del territorio, nella qualità della vita e nelle opportunità offerte da uno sviluppo sostenibile.

Le posizioni espresse da LIPU e WWF rappresentano quindi un contributo al dibattito pubblico e un invito a considerare l’ambiente come un bene comune da preservare attraverso politiche fondate sulla conoscenza scientifica, sulla responsabilità istituzionale e sulla partecipazione dei cittadini.

Come un Assessore comunale all’Ambiente può sostenere la tutela della biodiversità

Un assessore comunale all’Ambiente, pur non avendo competenze dirette sulle norme nazionali riguardanti la caccia o la gestione della fauna selvatica, dispone di diversi strumenti amministrativi e politici per promuovere la tutela della biodiversità nel rispetto del proprio ruolo istituzionale.

Può, ad esempio:

  • promuovere ordini del giorno o mozioni in Consiglio comunale che esprimano l’impegno dell’amministrazione a favore della tutela della biodiversità e invitino Governo e Parlamento a valutare le osservazioni provenienti dal mondo scientifico e dalle associazioni ambientaliste;
  • istituire un tavolo permanente sull’ambiente, coinvolgendo LIPU, WWF, associazioni locali, università, agricoltori, ordini professionali e cittadini, al fine di elaborare proposte condivise per il territorio;
  • valorizzare le aree naturali comunali attraverso interventi di recupero di parchi, boschi, zone umide e corridoi ecologici, promuovendo anche la tutela degli alberi monumentali e della fauna locale;
  • sottoscrivere protocolli d’intesa con associazioni ambientaliste per attività di monitoraggio della biodiversità, educazione ambientale, volontariato e sensibilizzazione;
  • promuovere progetti di educazione ambientale nelle scuole, giornate dedicate alla biodiversità, iniziative di birdwatching, campagne di pulizia delle aree verdi e attività informative rivolte alla cittadinanza;
  • adottare strumenti urbanistici orientati alla sostenibilità, limitando il consumo di suolo, incentivando le infrastrutture verdi e prevedendo adeguate misure di compensazione ecologica;
  • favorire una gestione ecologica del verde pubblico, riducendo l’impiego di fitofarmaci, incrementando l’utilizzo di specie autoctone e creando habitat favorevoli agli impollinatori e all’avifauna;
  • intercettare finanziamenti regionali, nazionali ed europei destinati a progetti di rinaturalizzazione, riforestazione urbana e adattamento ai cambiamenti climatici;
  • sostenere campagne di sensibilizzazione contro l’abbandono dei rifiuti, il bracconaggio e gli incendi boschivi, fenomeni che incidono direttamente sulla conservazione della biodiversità.

È importante, tuttavia, che l’assessore mantenga un ruolo di garante dell’interesse pubblico. Più che aderire alle posizioni di una singola organizzazione, può orientare la propria azione ai principi generalmente condivisi della tutela della biodiversità, del rispetto delle evidenze scientifiche, dell’applicazione della normativa vigente e del coinvolgimento di tutti i portatori di interesse.

Un approccio di questo tipo consente di sostenere politiche efficaci per la conservazione del patrimonio naturale, valorizzando il contributo delle associazioni ambientaliste, del mondo scientifico e delle realtà produttive, nel pieno rispetto dell’imparzialità e dell’equilibrio che il ruolo istituzionale richiede.

Cavese, dopo la maturità scientifica prosegue gli studi in Economia e Commercio, ma è il mondo del volontariato a segnare in modo decisivo il suo percorso umano. Fin dal 1980 si impegna nell’associazionismo ambientalista, muovendo i primi passi nel M.A.P.A.N. (Movimento Anticaccia Protezione Animali Natura), con cui promuove campagne di sensibilizzazione contro la strage dei cuccioli di foca destinati all’industria delle pellicce. Il suo impegno civile si amplia con iniziative di respiro internazionale, tra cui la raccolta firme a sostegno della candidatura di Nelson Mandela al Premio Nobel per la Pace. Per quasi un decennio dedica tempo ed energie alla tutela dei cani abbandonati, collaborando con un ricovero situato tra Vietri sul Mare e Molina, occupandosi dell’assistenza agli animali e della sensibilizzazione sul tema del randagismo. Parallelamente porta avanti un percorso politico locale, diventando consigliere della Prima Circoscrizione di Cava de’ Tirreni nella Lista Verde Alternativa, con un’attenzione particolare alla tutela ambientale e alla partecipazione civica. La sua vocazione per uno stile di vita sostenibile si traduce anche in un progetto imprenditoriale: è cofondatore de L’Orto Biologico, negozio specializzato in alimenti biologici che da quasi quarant’anni promuove un’alimentazione sana, il consumo consapevole e il rispetto dell’ambiente.

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