Verso Sud

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Dal forum di Sorrento “Verso Sud”, voluto dalla ministra Mara Carfagna, sono emerse alcune istantanee che non rappresentano affatto una novità.

La prima, è l’amara verità pronunciata dal ministro dell’Economia Daniele Franco: «Non basteranno sei anni per consentire al Mezzogiorno di riassorbire il ritardo. Occorre guardare a un tempo più lungo».

In altre parole, vanno spesi bene le risorse messe a disposizione dal Pnrr, ma ciò non basterà a far recuperare il ritardo accumulato dal Mezzogiorno d’Italia.

Questo per dire, innanzi tutto, che non bisogna farsi soverchie illusioni, ma ancor più compiere un’operazione di verità. In breve, non nascondere o edulcorare la reale situazione in cui versa il Meridione.

E’ sempre il ministro Franco ad evidenziare come il il Pil pro capite al Sud è il 55% di quello del Nord. Un divario enorme ha giustamente sentenziato Franco, il quale poi ha dato un altro dato significativo: «Nel Mezzogiorno la quota di giovani che completa il ciclo di scuola superiore è di 7 punti percentuali più bassa che nel Centro-Nord. Molti giovani emigrano portando altrove il loro capitale umano”. Da ciò deriva la considerazione che le politiche di sviluppo delle regioni del Sud «non potranno mai essere efficaci se non affronteranno il divario nella formazione dei giovani e la spinta all’emigrazione».

Le situazioni che condannano il Sud sono tante. A partire dalla scarsa capacità di spendere i fondi europei, dalla criminalità organizzata radicata ed invasiva, dalla burocrazia lenta e autoreferenziale, dalla diffusa corruzione, dall’abusivismo edilizio alla illegalità dilagante…

Persino i dati sulle proiezioni della popolazione al Sud sono inquietanti. Gli italiani che oggi sono circa 60 milioni secondo le previsioni nel 2070 dovrebbero essere 47,6 milioni (il 12,1% in meno). Nel Mezzogiorno, però, si prevede che la popolazione diminuirà di 6,6 milioni, in pratica del 33% in meno rispetto agli attuali residenti.

In conclusione, una desertificazione non solo economica e produttiva, ma anche di popolazione.

Questa è la situazione in cui versa il Sud e queste le sue per nulla rosee prospettive.

Da qui la necessità di rimboccarsi le maniche. Di pretendere innanzi tutto da se stessi nel dare il meglio per avviare e consolidare nel tempo un processo di sviluppo del nostro Mezzogiorno. Solo così possiamo pretendere dagli altri un impegno altrettanto incisivo. Solo così possiamo chiedere dalla politica il meglio e non accontentarci del minimo possibile.

La verità è che come cittadini del Sud ci salviamo solo se è l’intero contesto a crescere e svilupparsi. Chi crede di salvarsi guardando solo al proprio fondo schiena, al particulare, a curare il proprio orticello incurante di quello che accade intorno, si sbaglia di grosso ed è destinato a soccombere. Insieme con gli altri propri conterranei.

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