PIL negli ultimi 4 trimestri: Italia +1,2%, con la Francia la crescita più bassa in UE

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foto Angelo Tortorella

Tutti i maggiori Paesi dell’Unione, ad eccezione dell’Italia, hanno recuperato il PIL rispetto al massimo pre crisi del primo trimestre 2008.

I dati sul PIL nel secondo trimestre del 2017 indicano il proseguimento della ripresa dell’economia italiana: il prodotto interno lordo a prezzi costanti e al netto della stagionalità  è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% nei confronti del secondo trimestre del 2016. Sul lato della domanda la variazione congiunturale è la sintesi di un apporto positivo della componente nazionale (consumi ed investimenti) e di un limitato contributo negativo della componente estera netta.

Nello stesso periodo il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,6% negli Stati Uniti e in Germania, dello 0,5% in Francia e dello 0,3% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,1% negli Stati Uniti e in Germania, dell’1,8% in Francia e dell’1,7% nel Regno Unito.

Nei 20 Paesi UE per cui Eurostat ha fornito la stima preliminare, Italia e Francia  presentano la più bassa crescita negli ultimi quattro trimestri. Tra il terzo trimestre 2016 e il secondo trimestre 2017 il PIL nell’UE 28 sale del 2,0% rispetto ai quattro trimestri precedenti e nell’Euro area cresce dell’1,9%. Nell’Unione la crescita più rapida la riscontriamo in Romania con 5,2%, Bulgaria con 3,5%, Polonia con 3,4%, Lituania con 3,2%, Spagna 3,1%. Nel Regno Unito la crescita è dell’1,9%, in Germania dell’1,7%, in Belgio dell’1,3% mentre all’ultimo posto troviamo Francia e Italia, entrambe con una crescita dell’1,2%.

Tutti i maggiori Paesi dell’Unione, ad eccezione dell’Italia, hanno recuperato il PIL rispetto al massimo pre crisi del primo trimestre 2008. Nel dettaglio al secondo trimestre 2017 il PIL in Germania è del 9,1% superiore a quello del primo trimestre 2008; seguono il Regno Unito con il +9,0%, la Francia con il 5,8%, mentre il PIL in Italia rimane del 6,4% al di sotto del livello pre crisi. Un discorso a parte per la Spagna, colpita dall’attentato di Barcellona dello scorso 17 agosto. L’economia spagnola nel secondo trimestre 2017 registra un PIL trimestrale che per la prima volta supera (+0,6%) il livello pre crisi. La Spagna fino alla fine del 2013 ha tenuto un profilo di crescita simile a quello italiano, ma dal primo trimestre 2014 ha mostrato una forte accelerazione della crescita che ha portato al completo recupero del prodotto interno lordo perduto con la Grande crisi. Questo risultato potrebbe essere compromesso dalle conseguenze dell’attentato del 17 agosto a Barcellona, tenuto conto dell’apporto alla crescita data dal turismo: la Spagna, infatti, è la prima nazione dell’Unione europea per presenze turistiche (460 milioni negli ultimi 12 mesti tra giugno 2016 e maggio 2017), davanti a Francia (417 milioni), Italia (406 milioni) e Germania (391 milioni).

Una disanima dei processi di crescita dell’economia italiana del 12° Rapporto “Piccola impresa, tradizione che ha futuro” presentato all’Assemblea di Confartigianato. Clicca qui per scaricarlo.

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