Paul McCartney come Robin Hood: l’ex Beatles dà una lezione di etica e civiltà giuridica al nostro Governo

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foto tratta da profilo Fb

Oggi si sono aperti gli Stati Generali voluti dal presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte. Temiamo che siano solo una perdita di tempo, da cui non verrà nulla di utile per il Paese. L’auspicio, però, è quello di sbagliarci e di essere smentiti. Per questo, attendiamo speranzosi la conclusione di questa kermesse.

Detto ciò, l’impressione è che Conte ogni giorno tiri fuori dal cilindro una proposta, un obiettivo da raggiungere. Sia chiaro, non è che le questioni sollevate dal nostro premier siano campate in aria. Tutt’altro. Sono problematiche serie, complesse ed annose, che vanno affrontate e risolte. Il fatto è che questo Governo non sembra avere la forza, la coesione e soprattutto al suo interno, fra le diverse componenti, le idee chiare sul da farsi.

A ciò si aggiungono vizi, difetti e cattive abitudini tutte italiane nell’azione di governo a tutti i livelli e, in generale,  della Pubblica Amministrazione, o se preferite, per capirci meglio, di quel mostro più che mitologico chiamato burocrazia.

E’ il caso, ad esempio, della semplificazione. Un obiettivo strategico e fondamentale che, giustamente, il premier Conte ha messo tra quelli da conseguire per ammodernare il nostro Paese. E come dargli torto. Dal più banale manifesto alle leggi, regolamenti, direttive, circolari, c’è quasi un’italica vocazione a rendere tutto complicato, ridondante, illeggibile, incomprensibile. La legge non ammette ignoranza, si sa, ma, se non siete un esperto o un addetto ai lavori, provate a leggere e capire una legge. E’ praticamente un’impresa proibitiva, fra continui rimandi ad altre norme, oltre alla lunghezza e alla pessima scrittura del testo. E così, anche ma non solo per questo, le procedure amministrative  diventano intricate, complicate, tortuose, lunghe e farraginose. In breve, una corsa ad ostacoli. Chiedete, tanto per fare un esempio banale, ad un commerciante o ad un artigiano quanto deve penare per aprire la sua attività, fra decine di adempimenti e permessi.

Non sarà quindi un’impresa facile, sebbene meritoria e necessaria, quella della semplificazione. Purtroppo, dobbiamo riconoscere che noi italiani siamo penalizzati da diversi fattori.

Innanzi tutto, forse perché eredi della patria del diritto, abbiamo la vocazione innata a voler regolamentare l’attività umana anche nei minimi particolari, nella convinzione che i problemi si risolvono con la produzione di norme così come, allo stesso modo, si superano gli ostacoli che la vita concreta di tutti i giorni ci mette di fronte. Non c’è da meravigliarsi, poi, se  più che altrove nel nostro Paese hanno dignità i legulei, gli azzeccagarbugli di manzoniana memoria.

In secondo luogo, le norme a qualsiasi livello trovano la loro peculiarità nella mancanza di fiducia nel cittadino. In altre parole, si parte sistematicamente, per principio, dal presupposto che il cittadino è sempre pronto a trovare la scappatoia, il modo per ovviare e fregare la legge e quindi la Pubblica Amministrazione. Il risultato è che tutto diventa complicato, ma gli imbroglioni ci marciano lo stesso. Anzi, quando vengono beccati, sono favoriti proprio dalla complessità delle norme sanzionatorie e delle relative procedure. Ad essere penalizzati, sempre, sono i cittadini onesti, ovvero la stragrande maggioranza, che non evade, non ruba, non imbroglia, ma che per ottenere i suoi diritti deve superare un vero e proprio percorso di guerra.

A ciò, ma non per ultimo, si aggiunge la cattiva politica quando, schiava di pressioni, quasi per un riflesso condizionato governa e scrive le leggi o qualsiasi norma di altro livello (quindi dal governo nazionale a quello municipale) puntando a proteggere e favorire gli interessi dei più forti, quindi di una minoranza, rispetto ai più deboli, i quali, di volta in volta, rappresentano la maggioranza degli italiani.

Volete un esempio banale? L’ultimo? Che testimonia, però, come proprio questo Governo ha legalizzato una vera e propria truffa.

Il fatto è questo. Paul McCartney, il mitico cantante, compositore e bassista dei Beatles, doveva tenere in Italia due concerti, a Napoli e Lucca, poi annullati per l’emergenza coronavirus. Chi aveva acquistato i biglietti invece che essere rimborsato dei soldi spesi (da 80 a 220 euro)  si è visto riconoscere un voucher da utilizzare anche per concerti di altri artisti. Per farla breve, una frode bella e buona.

Si scopre, però, che si tratta, per così dire, di un raggiro autorizzato. E da chi? Dal Governo Conte, su pressione di Assomusica. Per dare una mano ad un settore in crisi per il coronavirus, il Decreto Rilancio del governo ha, infatti, previsto dei voucher, buoni da sfruttare entro 18 mesi su concerti dello stesso organizzatore. C’è però un particolare non trascurabile: molto probabilmente i concerti di McCartney non si terranno più, quindi al danno si aggiungerebbe la beffa: chi ha comprato il biglietto per un artista e alla fine sarà costretto ad andare al concerto di un altro.

A gridare allo scandalo è stato lo stesso Paul McCartney, indignato per questa sconcezza, esprimendo il suo profondo disaccordo con quanto messo in piedi dal Governo italiano e Assomusica. Alla fine, vista la figuraccia internazionale, è intervenuto il ministro Franceschini, assicurando che, in sede di conversione del decreto in Parlamento, questa stortura verrà sanata. Insomma, c’è voluto Paul McCartney nelle vesti di Robin Hood per dare giustizia ai cittadini italiani.

Questo è. In conclusione, con simili fardelli non sarà facile combinare qualcosa di buono e di veramente incisivo in tema di semplificazione. Rendere più agile la nostra macchina amministrativa e più agevole la vita degli italiani sarà davvero arduo se non proibitivo. Ricordate Laocoonte che nell’Eneide di Virgilio lotta invano contro i serpenti marini per liberare dalla loro stretta i suoi figli soccombendo insieme con loro? Il timore è che il mostro dalle mille teste della nostra burocrazia ci riservi la stessa sorte di Laocoonte.

Eh sì, forse sarà più facile vedere costruito il ponte sullo Stretto di Messina…

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte, edita nel 2006, Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009, e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso, edita nel 2018, nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

1 commento

  1. prima cosa: forza Paul!

    seconda cosa: le leggi incomprensibili non sono tali per caso, bensi’ appositamente per diversi motivi:

    -per richiedere il lavoro di persone specializzate per far finta di comprenderle
    -per essere ambigue onde all’occorrenza essere interpretate in un modo “ovvero” in quello opposto
    -per nascondere tra le righe che sono mezzi per poter delinquere a norma di legge.

    sul fatto che in italia tutto sia normato, ho piu’ di un dubbio: su molti mezzi pubblici, d’estate l’aria condizionata rende l’abitacolo piu’ idoneo al corretto mantenimento dei surgelati che a permettere ad esseri umani di accedervi senza shock termico dai 30 gradi esterni.
    Li’ gli autisti, i capotreni, le aziende, ai reclami dei pinguini-passeggeri rispondo poco niente di valido, compreso a volta il citare qualche fantomatica “norma”. Invece i gestori di mezzi pubblici che non spendono soldi pubblici a vanvera per mettere in freezer i passeggeri, mantenendo cioe’ le temperature ad almeno 25-26 gradi, semplicemente rispondono che non c’e’ alcuna norma al riguardo. La verita’? boh!

    (se lo scopre la prego, riporti qui la risposta!)

    i “vuoti normativi” (come le attese di circolare esplicativa, ratifica, etc.) sono parte integrante del delinquere a norma di legge.

    una cosa, “la legge non ammette ignoranza” che legge e’?
    l’ho chiesto una volta ad un amico avvocato, che me lo aveva appena detto.. e non ha saputo rispondere 😉

    forza Paul!

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