La farsa del governo gialloverde… ridateci il passato

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(foto tratta dal sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri)

Ormai ci siamo. Forse. Forse è questione di ore e la farsa di questo governo gialloverde terminerà. Ieri la rottura tra i due alleati della maggioranza è stata plastica. In aula, al Senato, sui banchi del governo da un lato sedevano i ministri leghisti, dall’altra parte, ben distinti e divisi, quelli del M5S.

Il colmo, e non si era mai visto prima, è stato raggiunto quando è stato chiesto al rappresentante del governo di esprimere il parere sulle mozioni sulla Tav presentate. Si è alzato prima il viceministro dell’Economia, il leghista Massimo Garavaglia, che ha invitato a votare a favore del progetto Tav e contro chi blocca il Paese. Poi, seduto al suo fianco, si è alzato il sottosegretario pentastellato ai Rapporti con il Parlamento Vincenzo Sant’Angelo per esprimere a nome del governo “ancora una volta i pareri in maniera chiara ed esplicita su questo argomento” e  di voler acquisire oggi al Senato “ulteriormente l’orientamento del Parlamento”.

Mah, se non siamo alla follia, poco ci manca. Di sicuro siamo caduti nella ridicolaggine. In una democrazia normale, non si sarebbe arrivato ad una situazione così grottesca e paradossale. I pentastellati hanno voluto mettere in piedi una sceneggiata senza capo né coda per dire no in modo solenne nelle aule parlamentari alla Tav, dopo che il premier Conte, da loro scelto, aveva nelle settimane scorse dato l’ok alla prosecuzione dei lavori. Il risultato, più che scontato, è stata la spaccatura netta con la Lega che, favorevole alla Tav, ha votato insieme alle opposizioni. Peggio di così.

In una democrazia normale, il presidente del Consiglio in un contesto politico talmente tragicomico rassegnerebbe immediatamente le dimissioni. Anzi, le avrebbe presentate prima, evitando così alla maggioranza e al governo la traumatica figuraccia di ieri, dalla quale nessuno ne esce indenne.

Il nostro però si conferma di non essere un Paese normale. E così il governo dovrebbe cadere, ma non si sa se davvero sarà così, anzi, magari il tutto si risolverà con un rimpastino sostituendo qualche ministro inviso a Salvini. E se effettivamente il governo gialloverde cadrà, non è affatto certo che si arriverà alle elezioni anticipate in autunno.

In conclusione, tutto può succedere e non è escluso che questa carnevalata politica continuerà ancora per un bel po’. Se questo è il cambiamento, ridateci il passato.

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore di due pubblicazioni, Testimone di parte, edita nel 2006, e Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009.

1 commento

  1. 8.08.2019 – By Nino Maiorino – Ormai alla guida dell’Italia ci sono dei pazzi in grigio/verde, che ci stanno sputtanando in Europa e nel mondo. Questa è una ulteriore batosta ai 5stelle e farà crescere i consensi alla Lega perché gran parte del paese è per le grandi per che danno lavoro e fanno crescere l’economia. Il nostro grande e industrioso paese non merita di essere governato da questi pazzi, sono meravigliato che Conte non vada dal Presidente Mattarella a rassegnare le dimissioni, ed anche che Mattarella consenta ancora queste assurde sceneggiate. Rimpiango sempre di più Re Giorgio!

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