Il bilancio fallimentare dell’Amministrazione Servalli

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A poco più di un anno dalla scadenza naturale della consiliatura disattesi in gran parte gli obiettivi di mandato

Riceviamo e pubblichiamo

E’ di tutta evidenza che l’Amministrazione Servalli, come da tempo sostenuto da molti ed in ultimo confermato dal suo ex assessore Bastolla, a poco più di un anno dalla scadenza naturale della consiliatura, ha disatteso, in gran parte, gli obiettivi di mandato non dando attuazione alla maggioranza delle proposte contenute nel programma elettorale che ha ottenuto nel 2015 la fiducia degli elettori cavesi.

Eppure  in questi 4 anni la Regione Campania, quale principale Ente finanziatore, ha provveduto a finanziare o quantomeno programmare molte opere strategiche in Campania e Provincia, sia sul fronte trasporti che su quello della messa in sicurezza della viabilità che di quello ambientale; nessuna di tali linee d’azione o, se si, in maniera residuale (vedi messa in sicurezza delle strade urbane) ha visto Cava beneficiaria di fondi: dal completamento del sottovia, alla sottoscrizione di protocolli d’intesa per l’inserimento di Cava nel sistema della cosiddetta Metropolitana leggera di Salerno.

Si parla solo, e da poco, di un protocollo stipulato per il finanziamento di 14 milioni dei fondi PICS da destinare alla riqualificazione delle frazioni ma di come e dove spenderli non si rinviene traccia.

Non vi è, inoltre, evidenza di “opere pubbliche mirate e ritenute necessarie” come declinate nel programma: dalle piste ciclabili a nuovi spazi verdi attrezzati; su tutti il parco urbano che, nonostante la gara sia stata da tempo espletata pare sia in atto una rivisitazione progettuale ben prima della consegna dei lavori.

A ciò si aggiunge il mancato completamento di opere già finanziate progettate e/o avviate sotto precedenti Amministrazioni di cui permangono incertezze su modalità e tempi di avvio: su tutti il PALAEVENTI, piazza San Francesco, il Contratto di quartiere.

Salvo smentite, non si rinvengono progettualità o azioni integrate finalizzate al  completamento, la valorizzazione e messa a sistema dei contenitori cittadini, né sull’attuazione del piano di alienazione del patrimonio comunale.

Il concetto di SMART CITY,  peraltro fumosamente declinato nel programma,  è miseramente fallito non essendo stata attuata una sola iniziativa che andasse in tale direzione.

E che dire dell’OBIETTIVO RIFIUTI ZERO, secondo la strategia indicata nel programma. Nessuna delle proposte avanzate sembra essere stata attuata, con il risultato che, ad oggi, si assiste all’incremento della TARI ovvero dei costi del servizio di  gestione e smaltimento dei rifiuti solo in parte riconducibile ad una congiuntura sfavorevole su scala regionale.

Anche sul fronte della efficienza della macchina amministrativa non si registra nessun intervento, né in termini di riorganizzazione funzionale degli uffici comunali né di potenziamento reale degli organici: poche assunzioni, peraltro “part time” ed interessanti la sola categoria dei disabili. Circa 90 unità, in prevalenza personale non cavese, che alla prima occasione utile chiederà il trasferimento per mobilità presso amministrazioni più prossime ai luoghi di residenza.

Nessun concorso programmato e bandito ancora espletato ed ancora, in ultimo ma non per ultimo, la mancata adesione al piano regionale del lavoro bandito dalla Regione Campania che avrebbe dato a tanti cavesi, professionalmente preparati ed in cerca di occupazione, una opportunità di impiego nell’Ente comune, conseguendo, per l’effetto, un auspicato ricambio generazionale con personale preparato e motivato.

Ed ancora quali iniziative sono state attivate in materia di rilancio e valorizzazione della produzione agricola locale?  Magari proprio attraverso la istituzione del DE.CO acronimo di  Denominazione comunale, indicato nel programma elettorale come una sorta di carta di identità di prodotti locali… altrimenti detto Km 0.

E che dire del RIEQUILIBRIO ECONOMICO E FINANZIARIO dell’ente che l’Amministrazione Servalli  si proponeva  di realizzare mediante:  1) estinzione del mutuo EX COFIMA e contestuale valutazione di realizzazione di un area da destinare a nuove attività industriali e commerciali; 2) messa a reddito del patrimonio comunale; 3) attuazione del piano delle alienazioni di immobili comunali; 4) verifica ed efficientamento dei centri di costo.

Sembra, piuttosto, che da poco  sia stata deliberata la contrazione di un nuovo mutuo di circa 8 milioni di euro per far fronte a disavanzi di bilancio, segno che qualcosa non sia andata a buon fine nella politica  di  contenimento della spesa e riduzione delle entrate tributarie.

Ma i bilanci approvati non erano in regola?

Tralasciando la materia ambientale, già più volte affrontata e le molteplicità emergenze esistenti e non risolte, che dire del PUC da poco adottato? Uno strumento urbanistico fondamentale quale azione di rilancio economico, trasformazione e riqualificazione urbana, ma che, nei fatti, forse perché adottato in extremis, si è limitato a  mantenere  la vincolistica esistente senza rispondere alle  esigenze effettive della città.

Si sa che amministrare una città non è facile soprattutto in un periodo in cui si assiste sempre più alla riduzione dei trasferimento dei fondi da parte della Amministrazione  centrale,orientamento oramai consolidato ed ineluttabile  in atto da anni e già noto nel 2015; tale circostanza, dunque,  piuttosto che costituire esimente aggrava, sul piano politico, il giudizio  della azione politica di questa Amministrazione incapace di favorire processi di crescita economica interna (turismo industria commercio terziario) volti ad una migliore sostenibilità finanziaria dell’ente.

Insomma, sembra che i buoni propositi espressi in campagna elettorale non abbiano trovato concreto riscontro ed appare improbabile che solo in questo scorcio di consiliatura possa aversi una inversione di rotta e conseguire almeno una parte degli obiettivi enunciati nel programma elettorale.

Di ciò non potrà non tenersi conto nelle decisioni future sia di chi è chiamato ad elaborare programmi politici alternativi sia degli elettori cavesi cui spetterà  la decisione di rinnovare la fiducia all’attuale esecutivo o optare per altro ed altri.

Massimo Mariconda

Coordinatore cittadino di

MERIDIONE NAZIONALE

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