Dimissioni Iannone: flop ma anche occasione da cogliere per Servalli

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foto Gabriele Durante

E’ stata come una meteora. Veloce, quasi furtiva. Qualcuno è riuscita persino a vederla, ma i più no. Non l’hanno mai vista, neanche una piccola scia luminosa, in lontananza.

L’avventura come assessore comunale di Luisa Iannone, nell’Amministrazione civica metelliana guidata dal sindaco Servalli, è stata più o meno così. Breve, ma per nulla intensa, anzi, impapabile. Un passaggio insignificante, fitto solo di polemiche.

Sulla sua nomina si è detto di tutto. Imposta da De Luca, sempre più padrone assoluto della scena politica, non solo cavese. E poi: cavese come residenza, ma di fatto, politicamente e professionalmente salernitana, del tutto a digiuno della realtà economica metelliana ed estranea alla vita cittadina.

Si è risparmiata solo l’accusa di incompetenza, perché di lavoro e di impresa è sempre vissuta e quindi sa di cosa si parla.

Ad ogni modo, le va dato atto, quali che saranno le motivazioni ufficiali e quelle reali, di aver tolto l’incomodo quando ha capito che non era il caso restare in carica come assessore. Insomma, alla Iannone non le si può non riconoscere l’onestà intellettuale. D’altronde, non poteva essere diversamente, visto che è stata la consorte di un politico come il compianto Giovanni Fortunato, le cui convinzioni politiche potevano non essere condivise, ma al quale erano riconosciute statura morale e indubbie qualità umane, tanto da essere indiscutibilmente apprezzato per la signorilità, il garbo e la classe.

Ad ogni modo, l’uscita di scena della Iannone, per il sindaco Servalli ha una duplice valenza.

E’ inutile negare che questa vicenda politica, per come è nata, sviluppata e conclusa, rappresenta un flop politico clamoroso, pesante e significativo sotto tutti i punti di visti. E’ un episodio, da qualsiasi parte lo si voglia inquadrare, di cattiva politica. E non riguarda ovviamente la persona, la signora Iannone, che ha qualità e competenze. Quel che non quadra è la genesi della sua nomina, l’espletamento dell’incarico, la sua prematura e improvvisa conclusione. Tutto ciò ha risposto agli interessi della comunità metelliana? Ha fatto quelli della stessa maggioranza di governo cittadino? Ha portato qualche beneficio, presente o futuro, all’operato del nostro primo cittadino? La risposta appare scontata. No, assolutamente no. Anzi, ne hanno ricevuto tutti dei danni, quantomeno di immagine, di credibilità politica. Se questa non è cattiva politica…

Detto ciò, le dimissioni a sorpresa della Iannone, però, possono anche rappresentare per Servalli un’occasione, una spinta, una motivazione in più, per cambiare passo. Questa Amministrazione, è onesto riconoscerlo, mai come in questi ultimi tempi sta vivendo una stagione di fiacchezza e appannamento politico-amministrativo. Il fresco autunnale si concilierebbe bene con un’auspicabile ritrovata vivacità, smarrita da quest’Amministrazione già da qualche tempo. Insomma, un qualche ricambio in Giunta, e non solo, qualche innesto più motivato, brillante, qualificato, tornerebbe utile a tutti, soprattutto alla città. In altre parole, nessuna rivoluzione, ma un energico rimpasto per ridare smalto ad un’azione amministrativa che oggi è grigia e moscia, o almeno così viene percepita da buona parte dei cavesi.

Alla fine, tuttavia, temiamo che non si farà niente di tutto ciò. Speriamo almeno che Servalli riesca a trovare un assessore comunale, cavese, di qualità, ovvero all’altezza del compito e delle attese dei cittadini. Non è molto, ma sarebbe comunque già qualcosa. Sì perché, diciamo la verità, bisogna riconoscere che per il sindaco Servalli non è poi così facile individuare persone di qualità senza contro-indicazioni politiche o para-politiche, e a loro volta disposte a entrare nella squadra di governo.

Purtroppo, al di là delle più giuste e scontate considerazioni, la politica mai come oggi non è un supermercato dove, grosso modo, dagli scaffali si può tirar fuori quel che serve in termini di qualità e convenienza.

Bisognerà, allora, accontentarsi. Questo, i cavesi, anzi, gli italiani, lo hanno capito da un pezzo e non si fanno alcuna illusione al riguardo.

A prescindere da Servalli, Iannone & C.

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte, edita nel 2006, Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009, e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso, edita nel 2018, nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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