Coronavirus, Lombardia e Campania decidono il coprifuoco

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foto tratta dal sito del Ministero dell'Interno

I presidenti Fontana e De Luca hanno deciso di bloccare tutte le attività dalle 23 alle 5 del mattino. In Piemonte chiusi i centri commerciali sabato e domenica. 

In Lombardia la curva dei contagi fa paura e le previsioni sui ricoveri in terapia intensiva da qui alle prossime due settimane sono “inquietanti”: quindi Regione, sindaci e tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione hanno deciso di varare misure più stringenti rispetto a quelle nazionali varate con il nuovo Dpcm del 18 ottobre.

Una sorta di coprifuoco con lo stop di ogni attività e degli spostamenti, salvo comprovati motivi di necessità, nell’intera regione dalle 23 alle 5 del mattino, a partire dal prossimo giovedì. Una decisione confortata anche dal parere del ministro della Salute, Roberto Speranza: “Sono d’accordo sull’ipotesi di misure più restrittive in Lombardia. Ho sentito il Presidente Fontana e il sindaco Sala e lavoreremo assieme in tal senso nelle prossime ore”.

La decisione lombarda nasce come detto dalla rapida evoluzione della curva epidemiologica e dalla previsione del Comitato tecnico-scientifico regionale, secondo cui, da qui alle prossime due settimane, potrebbero esserci circa 600 ricoverati in terapia intensiva e fino a 4 mila in terapia non intensiva. Una situazione allarmante, che ha portato gli amministratori lombardi a tutti i livelli a condividere anche l’opportunità della chiusura, nelle giornate di sabato e domenica, dei centri commerciali non alimentari, lasciando aperti i supermercati e i negozi di generi di prima necessità.

In Campania dal prossimo weekend tutte le attività chiuse dalle 23 alle 5  

Anche in Campania scatterà il coprifuoco sul modello di quello della Lombardia per far fronte all’emergenza coronavirus. Si parte subito, da questo week end. Tutto chiuso dalle 23.

Il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, ha annunciato “il blocco di tutte attività e della mobilità da questo fine settimana in poi”. “Volevamo partire –ha detto De Luca – dall’ultimo week end di ottobre, ma partiamo ora. Si interrompono le attività e la mobilità alle 23 per contenere l’onda di contagio. Alle 23 da venerdì si chiude tutto anche in Campania come si è chiesto anche in Lombardia“.

Il coprifuoco che la Regione Campania sta preparando punterà a bloccare ogni attività notturna ritenuta superflua dalle 23 alle 5 del mattino. La Regione sta redigendo in queste ore l’ordinanza che sottoporrà al governo nazionale per avere il via libera nell’applicazione e che, secondo le prime indiscrezioni, dovrebbe essere sulla falsariga di quella preparata dalla Lombardia per l’analoga richiesta. Ovviamente verranno consentiti gli spostamenti di persone per motivi di lavoro o per esigenze sanitarie e verranno lasciate aperte attività di prima necessità come le farmacie notturne.

Sulla scia del lockdown, quindi, si profila lo stop a qualsiasi tipo di attività di svago come bar, pizzerie, ristoranti: dopo le 23, ogni giorno, non ci sarà possibilità per i locali di divertimento di stare aperti.

Piemonte:  chiusi i centro commerciali nel weekend 

Non è un vero e proprio coprifuoco invece quello che ha deciso il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, però nel fine settimana resteranno chiusi tutti i centri commerciali, non alimentari. “Entro questa sera firmerò un’ordinanza – ha spiegato Cirio – che chiude i centri commerciali il sabato e la domenica su tutto il territorio regionale. Rimarrà aperta solo la parte alimentare e le farmacie, i generi cioè di prima necessità“.

Conte: “coordinamento nazionale, ma misure localizzate”

Nell’attuale seconda fase del contagio da Covid “la strategia diversa si giova anche di un sistema di monitoraggio molto sofisticato. Si stanno definendo misure restrittive ma localizzate. Dobbiamo entrare nella prospettiva che possono essere disposte a livello territoriale da presidenti di Regione e sindaci laddove la situazione critica diventi particolarmente preoccupante”. Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per il quale bisogna, “come sta accadendo, mantenere un coordinamento nazionale, costante dialogo e collaborazione in particolare con il ministro della Salute”. (fonte Confcommercio)

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