Cava, Luigi Petrone boccia Servalli: “Traffico in tilt e code ovunque”

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“Prima di chiudere la città si dovevano intensifiare i controlli da parte delle forze dell’ordine ed una più costante presenza sul territorio utile a disincentivare le condotte ritenute pericolose”

Fa molto discutere l’Ordinanza sindacale emanata a Cava de’ Tirreni da Vincenzo Servalli l’altro ieri, venerdì 19 marzo, ed entrata in vigore la sera stessa. Il provvedimento, fra l’altro, dispone che fino a fine mese l’attività degli esercizi commerciali di vendita al dettaglio e degli esercizi di generi alimentari ed i supermercati è consentita fino alle ore 19  di tutti i giorni feriali e prefestivi, mentre è prevista la chiusura di tutti gli esercizi commerciali nelle giornate festive.

Nel merito della questione è entrato il consigliere comunale Luigi Petrone,che ha argomentato le sue perplessità in un approfondito e articolato comunicato stampa.

“La finalità perseguita da Servalli, con la nuova ordinanza sulle misure anti-Covid, dovrebbe essere quella di “garantire la massima sicurezza con la ridotta fruibilità della circolazione nelle aree urbane per il benessere della comunità” – comincia la nota – La decisione assunta dal sindaco desta qualche perplessità sotto l’aspetto dei canoni di ragionevolezza e proporzionalità, che com’è noto costituiscono anch’essi principi fondamentali il cui rispetto è richiesto dalla legge ai fini della legittimità dell’atto”.

Petrone continua: “Non compete a noi stabilire se, con questo provvedimento, il sindaco Servalli ha utilizzato il potere di ordinanza “extra ordinem” travalicando i limiti dettati dalla normativa statale, non solo per quel che concerne i presupposti, ma anche quanto all’oggetto della misura limitativa. Premesso ciò, in buona sostanza, all’esito di una prima lettura del contenuto del provvedimento esaminato, pare evincersi la volontà di affermazione dell’assolutezza del potere esercitato dal sindaco, apparentemente giustificata da una finalità tesa a garantire la sicurezza pubblica che viene tuttavia realizzata con eccessiva incisione sulle libertà fondamentali dell’individuo”.

“A ben vedere, prima di chiudere la città, riteniamo che, la realtà di fatto contemplata da Servalli nell’ordinanza, poteva essere fronteggiata facendo ricorso agli strumenti tipici previsti dalla normativa vigente, primo fra tutti la intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine ed una più costante presenza sul territorio, utile a disincentivare le condotte ritenute pericolose. Prima di giungere a questo estremo rimedio di chiusura, nel momento storico della Fase 2, cioè quella della convivenza col virus, in cui le emergenze epidemiologiche si erano localizzate, avremmo salutato con favore un vero e costante coinvolgimento del sindaco nella gestione dell’emergenza Covid-19 con la “chiamata alle armi” della maggioranza e dell’opposizione alla responsabilità”.

Petrone affonda il dito in quelle che ririene essere incongruenze del documento emanato e precisa: “Ma ciò non è stato fatto da Servalli, nonostante la nostra disponibilità espressa più volte pubblicamente. Ieri i cittadini si aspettavano che l’ordinanza Servalli, per giunta poi corretta a poche ore dalla sua emanazione, facesse chiarezza sull’evolversi della pandemia in città e infondesse un po’ di sicurezza. Il comunicato, invece ha diffuso ed alimentato sconcerto e disapprovazione. Una disposizione pensata male tant’è che, dalle prime ore della mattinata di oggi, già si registravano i primi inconvenienti legati all’ordinanza sindacale. Ulteriori effetti negativi si sono riversati, ancora una volta, sugli esercizi commerciali a cui il sindaco ha imposto nuove restrizioni”.

La nota stampa prosegue e chiosa su quelli che, a dire di Luigi Petrone, sono stati i disagi e i disservizi immeatamente seguenti all’entrata in vigore dell’Ordinanza: “I cavesi, contrariamente a quanto si era prefisso il sindaco con la sua ordinanza, hanno riscontrato in città, già dalle prime ore del mattino, un effetto contrario a quello voluto:

– traffico in tilt nelle zone centrali della città più di quanto non lo sia negli altri sabato;

– soliti assembramenti davanti ai bar, confusione su confusione;

– assenza nella città di controlli e nessuna presenza di vigili o di altre autorità preposte.

Ma il punto dolente è rappresentato dall’errore di aver anticipato di un’ora la chiusura degli esercizi commerciali, di chiudere supermercati e generali alimentari la domenica. La conseguenza è stata che, questa mattina, i supermercati sono stati presi d’assalto; i cittadini hanno fatto la corsa per fare gli acquisti che di solito venivano diluiti in più tempo”.

“L’ordinanza improvvida e frettolosa – conclude Petrone – ha procurato disagio dei cittadini, ma soprattutto agli anziani, in fila davanti ai negozi in questa giornata particolarmente fredda. Basta e soverchia, insomma, il rimedio è stato peggiore del malanno, ma soprattutto i risultati sono contrari a quelli che si volevano ottenere. Le persone colte definiscono queste situazioni “eterogenesi dei fini” ovvero, nella fattispecie, l’esito di un particolare tipo di azione non-logica del sindaco Servalli”.

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